Glenmorangie Spios, la nona Private Edition della distilleria

di Alberto Del Giudice

Ogni rilascio di una nuova Private Edition dello scotch Glenmorangie è l’occasione per compiere un breve viaggio di degustazione. Un viaggio sempre immancabilmente diverso, che quest’anno abbiamo compiuto utilizzando come stazione di partenza il Glenmorangie Ten Years Old, cioè il boglietto da visita della maison. Quindi ci siamo fermati a gustare un piccolo capolavoro dell’arte del fare whisky, il Glenmorangie Nector d’Or Sauternes Cask Finish,  un blend sofisticato invecchiato minimo 10 anni in botti americane e affinato in barriques già utilizzate per il Sauternes. L’ultima stazione, Glenmorangie Spios, ci conduce quindi in un mondo ancora sconosciuto, creato dal Master Blender Bill Lumsden, custodito nella nuova Private Edition. Ecco quindi, che mentre il Nectar d’Or, come ha sottolineato Andrea Grignaffini, è un whisky gourmand, tanto che potrebbe addirittura accompagnare magnificamente un risotto con l’ossobuco, Spios (in gaelico signica “spezie”), ha un carattere completamente diverso, come ha dimostrato l’abbinamento con un cioccolatino di Bodrato, cioccolato fondente 78% e peperoncino. Spios è infatti un whisky molto speziato e cremoso in bocca. Un whisky così particolare da essere quasi un “non whisky”, o meglio una sorta di esercizio di stile, di licenza poetica e gustativa, un blend d’avanguardia quasi. Interessantissimo in purezza, ma anche versatile nella mixology. Vedi, anzi prova il cocktail proposto da Glenmorangie battezzato Mangoio (base di Spios, aceto di mango, sciroppo Falernum, thé blanc passion de fleurs).

Glenmorangie Spios deve la sua unicità a tanti fattori, ma principalmente al modo e al dove è maturato ed è stato affinato, cioè in botti di rovere già impiegate per il whisky di segale americano. Quel whisky che ha ispirato la creazione di cocktail quali l’Old Fashioned e il Manatthan. ” Il risultato finale è Glenmorangie Spìos – un single malt corposo e saporito. Al naso rivela la freschezza delle erbe e suggerisce sentori di ciliegia, chiodi di garofano e profumi di erba verde”, spiega Bill Lumsden, ” Poi la spezia di segale irrompe sul palato, mentre caramello, chiodi di garofano e cannella si mescolano con vaniglia burrosa, prima di esplodere in un finale dolce e persistente”. Be’, dopo questo whisky tanto estremo, che cosa dobbiamo aspettarci dalla decima Private Edition? Che ci auguriamo sia l’occasione per una degustazione “filologica” della prima decina di single malt firmati della maison.