Ritu Dalmia, 44 anni, chef indiana conosciuta in tutto il mondo per i suoi sette “Diva Restaurants” a Delhi (il primo aperto nel 1993 proponeva cucina italiana), nonché per la sua fiorente attività di catering, in occasione di sontuosi ricevimenti di vip e tycoon, è sbarcata in Italia.
E non a caso, dal momento che proprio all’Italia deve il suo innamoramento per la cucina: i suoi primi viaggi nella Penisola, alla scoperta dell’enogastronomia locale, ne hanno formato gusti e personalità gastronomica. Il ristorante si chiama Cittamani, nome che evoca l’anima femminile del Buddha, ed è a Brera in pieno centro a Milano, nei locali ampiamente rinnovati di quello che fu lo storico ristorante Verdi.
L’essenza di questo nuovo ed interessante progetto si fonda su una solida cucina indiana che fa riferimento alle tradizioni di varie regioni del nord dell’India, sulla quale si innestano con originalità influenze internazionali e italiane. L’obiettivo della chef è, infatti, quello di dare una visione moderna della cultura gastronomica indiana utilizzando anche materie prime italiane estremamente selezionate. Grazie ad uso moderato delle spezie e a un ottimo prodotto, questo indirizzo vuole differenziarsi completamente dai tanti ristoranti indiani sparsi per il nostro paese.
In cucina, Ritu Dalmia ha portato come resident chef la giovane ma già esperta Shivanjali Shankar. Il team di sala e di cucina, è composto da oltre dieci persone e rispecchia la filosofia del ristorante con una composizione davvero multietnica.
La carta dei vini, che conta circa sessanta etichette, è opera di Sandra Ciciriello, già comproprietaria e restaurant manager di Alice Ristorante a Milano: con lei e con Viviana Varese, Ritu Dalmia condivide da anni l’interesse professionale per eventi di grande rilievo in tutto il mondo, oltre che una profonda amicizia. La scelta dei vini è caduta su un 70% di etichette italiane, supportate da un trenta percento di etichette del Nuovo Mondo.
Contribuisce a creare un’atmosfera allegra e giovane il cocktail bar, che accoglie i clienti all’ingresso e dal quale nascono “home cocktails” ispirati ai profumi dell’Asia, che vanno ad affiancare i grandi classici.