IN BREVE
Pregi
  • Un locale polifunzionale con molti stimoli.
  • Un servizio di sala attento.
  • I prezzi, da encomio.
  • Un bel dehors estivo.
DIFETTI
  • La cucina a tratti troppo ricca di stimoli e ingredienti.
14/20 Valutazione

A Faenza un locale che sarebbe stato bene a Milano

Fabrizio Mantovani è come il locale che si è vestito addosso. Aperto, disponibile, completo. Un luogo, tra i locali dell’Hotel Vittoria di Faenza, che è un po’ bar, un po’ luogo di aperitivo, un po’ bistrotBistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli... e un po’ ristorante gastronomico. Ha molte anime l’FM di Fabrizio Mantovani, ma tutte dignitose e con contenuto. È aperto dalla mattina alla sera inoltrata e qui si può mangiare, spiluccare, degustare ed essere allietati da una cucina molto confortante, con qualche guizzo interessante e finanche stimolante.

Complessità, dovizia e grande personalità

Noi abbiamo scelto il percorso più completo, ci siamo totalmente affidati allo chef e alla sua giovane brigata. Perché Fabrizio non sta fermo un attimo. Tra consulenze, iniziative, attività diverse è un uomo sempre in movimento. Ma che sa anche creare e forgiare i cuochi di domani, donando consigli, stimolando e motivando i suoi collaboratori. Ecco quindi un percorso variegato, che ritrovate qui sotto, in cui la nota comune che abbiamo trovato è riferibile a una complessità e opulenza che forse a tratti risulta anche eccessiva. Con l’uso smodato di latticini, seppur buoni, che caricano forse un filo il percorso. Strabordanti e ridondanti alcuni piatti che, tuttavia, trasudano golosità e sapore. Forse andrebbe usata qualche punta di sale in meno in alcuni passaggi. Ma sono dettagli di fronte a una serie e carrellata di piatti dove lo Sgombro con cetriolo, asparagi, salsa al prezzemolo e capra è stato certamente, anche per la cottura non cottura del pesce, il piatto della serata.

Buoni i Cappelletti al brodo di carciofi. così come sono interessanti gli Spaghetti Rimini-Bangkok, con coriandolo e poverazze (termine locale per indicare le vongole), forse solo penalizzati da un lieve eccesso di cottura. Bella l’idea di associare più piatti di portata, in variazione o in alternanza, per ogni servizio, aggiungendo enfasi e arricchendo il palato con contrasti molto spesso centrati, alle volte meno.

Una cucina, dunque, di grande personalità, di istinto marcato, di piacevole goduria palatale. A che prezzi poi, da far invidia a molti. Consigliamo sicuramente la visita in questo luogo intrigante, a Faenza, dove le ceramiche, ma non solo, la fanno da padrone.

La galleria fotografica:

Visitato il 05-2018

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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