IN BREVE
Pregi
  • Un ottimo locale, ben ristrutturato.
  • Servizio efficiente e perfetto.
  • L'offerta continuata 7 su 7 e dalle 12 alle 24.
DIFETTI
  • I prezzi al ristorante e in cantina, troppo alti.
14/20 Valutazione

Un ristorante – lounge bar di classe nella Milano da bere

Alberto Tasinato, già F&B manager del ristorante Seta di Milano, ha inaugurato da pochi giorni la sua nuova e scintillante creatura, L’Alchimia. Un locale moderno, degno di una città metropolitana qual è Milano. Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 24, con la possibilità di mangiare qualcosa a tutte le ore, con un lounge bar di gran classe unito, è il caso di dirlo, a un ristorante di tenore in cui si fonde in un tutt’uno moderno e accattivante.

Al comando Alberto, che è anche coinvolto nella proprietà, assieme a una squadra di tutto rispetto: Valerio Trentani, anche lui proveniente dal ristorante Seta, che si occuperà del bar e del ristorante, e Davide Puleio, chef con trascorsi importanti e una gran voglia di imporsi alla ribalta, dopo anni passati nelle retroguardie. Un team di prim’ordine per un luogo che farà certamente parlare di sé.

Cullati tra un risotto e una cotoletta

 Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’eleganza di una cucina semplice, ma anche contemporanea e da lievi tocchi di classe. Golosa quanto deve essere, rotonda quanto basta, ma al contempo intrigante. Realizzata con materie prime di assoluta qualità e freschezza, ci ha piacevolmente cullato con una cena davvero interessante. Ottimo il Risotto Milano-Roma, con la coda alla vaccinara che “contamina” un perfetto risotto alla milanese. Così come perfetta la Cotoletta alla milanese, già oggi una delle migliori di Milano.

Un filo sottotono la Faraona, un po’ troppo virante verso il dolce, come molti altri piatti, in cui il contrasto lascia spazio alla piacevole armonia. Per piacere e per piacersi. Il contrappunto non manca però al momento del conto, secondo noi l’unica nota un filo stonata del luogo. Il progetto è importante, il luogo è stato arredato e ristrutturato con finezza ed eleganza. Capiamo tutto questo, ma avremmo visto meglio, per il lancio, una partenza più soft. Il conto, per 4 piatti alla carta, sfiora gli 80/90 euro, davvero troppi. La proposta, articolata su pochi piatti, è arricchita da un menu degustazione unico, a cui forse si potrebbe affiancare una proposta ulteriore, sempre per andare nella direzione di un più congruo scontrino a fine pasto. Il voto, arrotondato per difetto, lascia spazio alla giovane apertura, per un incremento di certo già dietro l’angolo.

Ottima e già ben fornita la cantina, che, purtroppo sconta la gioventù estrema, e quindi costi commisurati a questo aspetto piuttosto elevati.

Ma noi, da sempre estimatori di Alberto Tasinato, siamo certi del successo di pubblico e anche di critica. Non mancate una visita, anche per un delizioso e articolato aperitivo, nella Milano da bere, che è tornata forte e intrigante, forse, più di un tempo.

La galleria fotografica:

Visitato il 05-2018

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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