IN BREVE
Pregi
  • Un gastro-pub autentico, con cibo e birre di grande qualità.
  • Rapporto qualità-prezzo elevato.
DIFETTI
  • È un locale sempre molto affollato. Per prenotare nel weekend bisogna muoversi con largo anticipo.

Lo spirito del pub scozzese incontra una cucina con solide basi e ottimi prodotti

The Scran & Scallie, ossia “cibo e divertimento” (in slang scozzese) è uno di quei “gastro-pub”, con un ambiente dall’atmosfera rilassante, una cucina meticolosa e un rapporto prezzo-qualità realmente favorevole.

Un dato, quest’ultimo, a nostro avviso per nulla scontato considerato che le tavole – che siano posti informali o più impostati – che offrono una grande cucina e un servizio professionale fanno sempre fatica a contenere il costo dell’offerta. Ne abbiamo visti tanti di pub, stellati e non, in cui è facile raggiungere un conto elevato come un vero e proprio ristorante di classe.

Da Scran & Scallie, invece, i prezzi contenuti sono uno dei motivi che spinge ogni giorno gli abitanti di Edimburgo a occupare, dalla colazione alla cena, letteralmente a tappo e in doppi turni, i tavoli di questo vivace locale ubicato a Stockbridge, quartiere un po’ defilato dalle zone turistiche della città ma elegante e movimentato.

Il sottotitolo recita “Social house and dining”. Forse per lo spirito popolare o per l’atmosfera che si vuole ricreare, appunto tipica del pub, dove la scelta della birra pregiata, di nicchia, o semplicemente più popolare, è un vero pedigree e dove i piatti sono frutto di ricerca. I proprietari sono Tom Kitchin – chef stellato dell’omonimo ristorante edimburghese – e Dominic Jack, anch’egli famoso ristoratore scozzese.

Cibo, divertimento e qualità. La promessa mantenuta

L’appellativo perfetto, pur sfociando nel banale, è gastro-pub 2.0. La novità sta nel privilegiare prodotti locali, la stagionalità e nel fornire servizi extra-ristorativi (c’è anche una sala che ospita una ludoteca), con la felice conseguenza che il paniere di clienti spazia dalle giovani coppie alle famiglie.

E la cucina è davvero buona. Le salse sono da manuale, alleggerite di grassi e bilanciate con sapori da influenze extraterritoriali (non possiamo farci nulla, ma i sapori mediterranei e orientali continuano a spopolare un po’ ovunque).

Ricordiamo con grande piacere una terrina di cerbiatto e pernice di scuola transalpina, un imperioso nasello contornato da sapori tipici di questa terra, un semplice ma irresistibile polpettone.

Per accompagnare il tutto, ça va sans dire, ci sono birre artigianali locali eccezionali, oltre a una carta dei vini studiata, con un buon numero di referenze tra Francia, Italia e Spagna.

Senza dubbio uno dei locali più interessanti di questa affascinante capitale europea. Prenotare non è un’impresa. Basta muoversi con largo anticipo. Ma a esperienza fatta capirete il perché.

La galleria fotografica:

Visitato il 01-2018

A proposito dell'autore

Leonardo Casaleno

Consulente legale folgorato sulla via di San Vincenzo, costantemente alla ricerca di emozioni culinarie, evade dalla routine lavorativa rifugiandosi presso le grandi tavole con la speranza di trovare piatti in cui traspaia la filologia di un territorio, qualunque e ovunque esso sia. Legato in maniera viscerale alle materie prime, stenta ancora a comprendere l'utilità e gli effetti della “globalizzazione” dei prodotti alimentari.

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