IN BREVE
Pregi
  • Cucina non banale, tecnicamente evoluta.
  • Cocktail di grande livello.
  • Carta dei vini interessante.
DIFETTI
  • Parcheggio difficoltoso.
  • Dessert non all'altezza della cucina.
15/20 Valutazione

Un bistrotBistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli... con cucina d’autore nel caos dei Navigli milanesi

Rebelot in dialetto milanese significa caos, confusione e rende alquanto l’idea dello spiazzamento ( in senso certamente positivo) che potrebbe colpire gli avventori del Bistrot voluto da Maida Mercuri – già fondatrice del vicino Pont De Ferr –  e Alberto Cirla.

Un posto vivace, giovane, dinamico, non banale come lo chef Matteo Monti. Passione da vendere, ottimo talento e curriculum di tutto rispetto con importanti esperienze, tra gli altri, da Paolo Lopriore e Davide Scabin. Difficile definire che luogo sia precisamente il Rebelot. Visto da fuori potrebbe sembrare uno dei tanti ristorantini, spesso senza arte né parte, che affollano il naviglio di Ripa di Porta Ticinese.

Gli interni in legno e mattoni, fitti di bottiglie infondono una piacevole sensazione di calore. I tavoli sono piccoli, la mise en place spartana e su tutto fa bella mostra di sé il bancone bar da cui il bravissimo Nicola Onorato miscela i suoi fantastici cocktail. Si beve bene al Rebelot. Grazie ai drink di Nicola e a una carta dei vini che di scontato e banale non ha nulla. Si beve bene al punto che qui si può venire anche solo per gustare un drink, accompagnandosi con snack o con taglieri di salumi o formaggi davvero ottimi.

Ma al Rebelot c’è anche una cucina davvero interessante. Nella seconda sala, alle spalle del Bar, c’è la piccolissima cucina a vista in cui Matteo Monti con il suo staff, muovendosi alla velocità della luce, prepara quelli che in Carta sono definiti timidamente  “piattini”,  ma che in realtà sono portate in grado di comporre percorsi di degustazione di ottimo livello. E basta poco per comprendere che non siamo nel solito dozzinale  localino da movida dei Navigli, ma siamo al cospetto di un fior di chef.

Qui si beve bene e si mangia meglio

Fantastico il Bollito di cui Monti presenta una versione assolutamente impeccabile e rispettosa della tradizione. Intrigante l’AnimellaGhiandola corrispondente al timo umano presente in agnelli e vitelli che scompare con l’avanzare degli anni. Rientra tra le frattaglie bianche, si presenta come una massa spugnosa e va consumata fresca, altrimenti fermenta. La parte commestibile, di forma allungata, si definisce noce e, previa cottura, va immersa in acqua, ricambiandola ogni volta che assume un colore rosato, al fine di... al burro con Topinambur e Panettone, piatto goloso e originale, da rimarcare anche la cottura perfetta della lussuriosa Anatra alla Ticinese.

Una serie di assaggi molto stimolante, una cucina che non annoia mai, una sequenza che non segue necessariamente un filo logico, ma che è capace di recapitare notevoli stimoli al palato, piatti equilibrati, ma ricchi di contrasti di temperature e di consistenze.

Certo, non tutto è perfetto. Al Polpo non ha giovato la temperatura troppo bassa della stracciatella e il brodo Thai, servito in accompagnamento all’eccellente Bollito ci è parso fin troppo scarico. I dessert, poi, nel complesso non ci sono sembrati all’altezza del resto. Ma ci sentiamo di definirli, nel complesso dell’esperienza, dettagli.

La verità è che al Rebelot si beve bene e si mangia meglio. Al punto che abbiamo per un attimo avuto la tentazione di chiedere a Monti cosa volesse fare da grande….ma poi abbiamo desistito.

La galleria fotografica:

Visitato il 03-2018

3 Risposte

  1. Pierluigi Gorgoni

    Sequenza di piatti notevolissima!
    Meriterebbe qualche spiegazione più articolata l’anatra alla ticinese, perchè posso solo immaginare dei divertenti giochi di assonanze e allitterazioni con altri celebri piatti che abbiano in oggetto il simpatico pennuto migratore.
    Dicevo, sequenza di piatti notevolissima a parte la Rebelot salad : melanzane , clementine e radicchio tardivo nello stesso piatto sono davvero difficili da concepire.

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  2. giovanni gagliardi

    Che dire dell’anatra, a parte le assonanze e allitterazioni evidenti di cui parli…cottura a bassa temperatura, carne di eccellente qualità e gusto e servizio in due momenti con le coscette tritate e contenute in un raviolo speziatissimo di chiara ispirazione cinese.
    Sull’insalata invece devo smentirti. E’ una preparazione molto indovinata per fare da cesura tra le prime portate con elementi marini e le altre (l’ordine delle portate non è stato, infatti, come da foto). Il primo boccone può lasciare interdetti ma poi se ne apprezza assolutamente il gusto. Tieni presente che le melanzane perline sono sott’olio e, quindi, cedono grassezza che ben si abbina a mio parere con l’amarognolo del radicchio e l’acidità dell’agrume.

    Ad Majora

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    • Pierluigi Gorgoni

      Il fatto che le melanzane siano sottolio cambia tutto! la disfunzione di stagionalità tra ortaggi e frutti, uno estivo, uno autunnale e gli altri invernali, alle porte della primavera genera qualche mio personalissimo dissidio interiore.
      (La melagrana com’era? )
      Grazie, della risposta e della spiegazione, la recensione aumenta a dismisura il desiderio di sedersi a questa tavola. Complimenti.

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