IN BREVE
Pregi
  • Una cucina divertente a prezzi contenuti.
  • Un'ottima carta dei vini, con referenze originali.
DIFETTI
  • Piatti belli ma dall'equilibrio gustativo altalenante.
14/20 Valutazione

L’Argentina e la Romagna si incontrano in cucina qui, a Rimini

Questa è una bella storia. Due giovani ragazzi, lui argentino e lei riminese, che dopo alcune esperienze, si incontrano e conoscono al Celler de Can Roca. Al rientro in Italia, decidono di aprire il proprio ristorante nel centro storico di Rimini. “Abocar” che sta per “avvicinare”, ed è proprio questo il loro intento: aiutare gli ospiti ad accostarsi ad una cucina giovane e creativa.

“2 cucine” il nome scelto per la nuova avventura intrapresa. E l’intento pare ampiamente riuscito. Due cucine, da due mondi simili ma diversi, che si sono incontrate, innamorate e hanno sviluppato un progetto comune avvicinandosi tra loro.

L’identità dei due ragazzi esprime in tavola una cucina moderna, contaminata e ben fatta, con ingredienti di qualità ad un prezzo di sicuro interesse. No frills, pochi fronzoli, ma comunque grande attenzione all’ospite. Una piccola bomboniera elegantemente arredata, in cui non c’è nulla di superfluo. Anche e sopratutto nel conto. Tre menu degustazione, il più importante all’incredibile cifra di 49 euro, i due di carne e pesce a 39, ed una piccola carta che comunque difficilmente porta il conto oltre i 50 euro. Una carta dei vini abbastanza profonda e articolata, costruita su referenze originali.

Tanta, tanta passione e voglia di fare bene, porta questo locale ad essere uno dei punti di riferimento di Rimini. Certo, a tratti la cucina divaga tra sapidità troppo marcate, persistenze evanescenti, concentrazioni non del tutto compiute. E’ il caso dei tortelli, annichiliti da una sapida crema di vongole troppo invadente; o dell’ingombrante salsa all’arancia che accompagnava il nostro sgombro. Ottimo il carciofo iniziale, ben contrastato e armonico nella sua lieve nota amara. Così come una succulenta anatra, dal gusto preciso anche nel secondo servizio: una royale di botturiana memoria, dallo scatto purtroppo risultato sfocato e non pubblicabile.

Rifinisce il pregevole contenuto del ristorante un servizio giovane, spigliato ma attento e preciso, in un contorno davvero interessante. Un bel posto per una cena diversa nell’affollato epicentro della movida romagnola.

la galleria fotografica:

Visitato il 12-2017

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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