IN BREVE
Pregi
  • La scelta d’ingredienti di grandissima qualità.
DIFETTI
  • Il servizio non velocissimo.

La cavalcata milanese della pizza di qualità ha un nuovo player: Da Zero

Non si dice nulla di originale sostenendo che a Milano non mancano le pizzerie di qualità.
È impressionante il numero di locali aperti negli ultimi due o tre anni e la proposta si arricchisce ogni mese facendo probabilmente del capoluogo lombardo la seconda città della pizza in Italia.
Al novero dei protagonisti di questa stagione si è aggiunta da maggio questa Da Zero, la terza insegna di un trio di amici che sono arrivati alla metropoli meneghina dopo essersi rodati con due pizzerie nel loro Cilento.

Nonostante la concorrenza, le cose sembrano andare piuttosto bene, se è vero che in un pranzo domenicale abbiamo avuto modo di vedere lunghe code composte in larga misura di aficionados.
Non è un caso: la pizza è buona, con una carta piena di titoli sia classici, sia più creativi e con una proposta fatta d’ingredienti selezionati davvero con grande passione. Un trionfo di prodotti di nicchia cilentani e di presidi slow food abbinati con creatività per le pizze, da far precedere da fritti molto golosi e ben eseguiti.

Pizza classica trionfa sul modello gourmet, per un prodotto ancora migliorabile

Sulle pizze qualche spazio di miglioramento ancora c’è. L’impasto è saporito e abbastanza leggero ma, da un lato, presentano una certa irregolarità nella forma (nessuno chiede a un pizzaiolo di essere Giotto, ma spigoli e pizze non vanno molto d’accordo e qui se ne vedono); dall’altro, le pizze più classiche ci hanno convinto più di quelle “gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico....”.

È eccellente, ad esempio, la “cilentana” con sugo cilentano e cacioricotta di capra del Cilento, mentre la “gricia” sconta una dimensione e un taglio del guanciale che rendono alcuni bocconi davvero troppo sapidi anche per chi ama il piatto romano che la ispira.
Buonissimi, con un gran bel contrasto croccante-squaglievole, sia il crocchè tradizionale sia, ancor di più, quello cilentano con l’aggiunta di soppressata e provola.
Prezzi sensati, con le classiche sotto la soglia psicologica dei dieci euro e le più creative (“pizza e territorio”) di poco sopra.

Torneremo presto, fiduciosi di poter verificare gli ulteriori progressi di un team che promette senz’altro molto bene e che merita un giudizio arrotondato verso l’alto.

La galleria fotografica:

Visitato il 11-2017

A proposito dell'autore

Roberto Bellomo

Ingegnere, con la coerenza che gli è propria si occupa da una vita di risorse umane. La cucina è una delle sue poche passioni durature e l'alibi per viaggiare il più spesso possibile. Ama la Francia, dove ha vissuto per un po' e pensa che invecchierà , i paesi baschi e, soprattutto, la Scandinavia.

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