IN BREVE
Pregi
  • Ambiente fedele alla tradizione giapponese.
  • Cucina di mercato molto ben realizzata.
  • Prezzi competitivi per la zona.
DIFETTI
  • Servizio ancora da rodare.

Un izakaya giapponese nel centro di Milano, un tuffo nel sol levante

La cultura giapponese è un aspetto rigoroso e fondamentale in cucina, così come lo sono il cibo e le sue declinazioni. Povera, Milano, di ristoranti che propongano il piatto simbolo della cucina nipponica, il sushi, assistiamo invece ad un fiorire di iniziative tese all’apertura di trattorie (questa è la traduzione del termine Izakaya) molto interessanti su questo versante. Da J’S Hiro passando per la Saketeca, Casa Ramen con la sua doppia declinazione fino a quest’ultima, recente, apertura nel pieno centro di Milano, a pochissimi passi da piazza Missori.

Di Aya Yamamoto, con sua madre Shih Chy Yamamoto, l’idea di aprire questa piccola bomboniera nipponica. Entrambe in Italia da molto tempo, hanno già partecipato ad aperture di ristoranti giapponesi a Milano. In cucina lo chef Yasushiro Masumoto, che ricordiamo tra l’altro al famoso Osaka a Milano e in sala Takara Sato, ex Zazà Ramen.

Uno staff di prim’ordine che vi consentirà di immergervi nel Giappone più profondo, fatta di tanta attenzione, quasi maniacale, ai dettagli e di una cucina tanto gustosa, saporita ed elegante, per essere in una trattoria, quanto leggera e divertente.

Un tripudio di sapori del Sol Levante, con al centro la regola integerrima della cucina di mercato. Troverete un menù con alcuni piatti sempre in carta, ma la parte più interessante e che riserva sorprese intriganti è la carta del giorno, o fuori carta che dir si voglia. E per noi è stato come tuffarsi ed immergersi nuovamente tra i sapori e i colori di Tokyo.
Affidatevi alla sala per un consiglio, non ve ne pentirete affatto!

Poniamo fiducia nel valore di questo indirizzo, nonostante alcuni naturali deficit di rodaggio: per questo assegnamo un punteggio già rilevante in attesa di ulteriori visite, credendo nel potenziale e nella solidità espresse da questo bel locale.

La galleria fotografica

Visitato il 10-2017

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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