IN BREVE
Pregi
  • Una cucina coraggiosa ben oltre la rivisitazione della tradizione.
  • Mise en place di altissimo livello.
DIFETTI
  • L’impossibilità di un approccio meno dispendioso.
  • La toilette al piano sottostante al ristorante.
15/20 Valutazione

Un grande albergo e una grande cucina nel cuore di Napoli

Salvatore Bianco non è finito a caso nell’ufficio del grande Achille Lauro. Per chi non lo sapesse, il Comandante dell’Hotel Romeo deve il suo nome proprio a questo semplice motivo: è ubicato all’ultimo piano dell’ex palazzo sede delle Lauro Lines e da lassù il Comandante, come veniva appunto soprannominato, governò destini e percorso di una delle più importanti storie imprenditoriali del sud Italia. Di cui andare davvero orgogliosi.

Non deve essere stato facile con questo peso e quest’onere prendere in mano le cucine de Il Comandante. Ma Salvatore Bianco l’ha fatto con grande disinvoltura e mestiere. E’ l’artefice di tutta la ristorazione presente di questo hotel a 5 stelle lusso tra i migliori di Napoli. Al piano inferiore un bistrotBistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli... più d’impronta partenopea, con servizio all day long; Al piano nobile, la nave ammiraglia su cui accogliere e coccolare la prestigiosa ed esigente clientela.

E’ cosi che la cucina del Comandante ci ha invero piacevolmente sorpreso. Per la sua straordinaria materia prima, per lo studio e il recupero molto attento e meticoloso che Salvatore sta facendo sui mitili e pesci dimenticati da tempo, ma che qui nel golfo di Napoli trovano ancora la loro dignità. Ci ha stupito anche la tecnica, mai fine a sé stessa ma sempre molto ben utilizzata e ragionata. Ci ha stupito anche la spinta internazionale di questa cucina che presenta i prodotti locali, in buona parte, proiettandoli in una dimensione ed un universo davvero personali.

Non una cottura fuori posto, non un assemblaggio meno che convincente, non una salsa in proporzione meno che precisa. Una cucina moderatamente ruffiana, appoggiata su toni suadenti e morbidi, perché non deve deludere assolutamente la clientela internazionale, ma anche moderatamente proiettata verso il moderno e l’attuale.

Ci sono molto piaciuti il Raviolo ripieno di pesce burro, pesce alquanto bistrattato, qui rivestito di una trama appropriata e contrastato dalle verdure fermentate a contorno così come il piccione all’ibisco, vera prova di alta scuola, con il collo e la coscia a fare da contrappunto ad un petto di grand’ordine. Una grande prova il riso con cavolo nero, limone salato, abalone, arca di Noè e molto altro ancora, mitili quasi dimenticati che qui tendono a diventare protagonisti della Tavola. Di ottima scuola i dolci (lo chef ha una passione per la pasticceria) e il benvenuto.

Che dire poi di un servizio che vede il Maitre e il giovanissimo Sommelier, entrambi dotati di classe e ottima professionalità, contornati da una squadra giovane, motivata e attenta. Il Comandante merita la visita, se siete a Napoli approfittatene.

La galleria fotografica:

Visitato il 08-2017

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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