IN BREVE
Pregi
  • Una buona cucina siciliana di tutti i giorni.
  • La carta dei vini, interessante per la tipologia di locale.
DIFETTI
  • Alcuni piatti tradizionali non appagano le aspettative.
  • Sedie e tavolini poco pratici e funzionali.

Un valido indirizzo nel cuore di Porta Romana: Pastamadre, trattoria siciliana dal buon rapporto qualità/prezzo

Quella di Porta Romana è diventata, con un’accelerata particolarmente decisa negli ultimi anni, una delle zone di Milano a più alta densità di ristoranti, anche se spesso, purtroppo, più dotati di fumo che non di arrosto.
Destreggiandosi però con un po’ di attenzione tra le innumerevoli insegne, è possibile pescare più di un indirizzo interessante o comunque particolarmente gradevole. E’ sicuramente questo il caso di Pastamadre, piccolo ristorante in via Corio, localizzato praticamente di fronte al capofila delle “trattorie” non solo di Porta Romana, ma della città tutta: il pluricelebrato Trippa.

Due vetrine affacciate sul marciapiede mostrano al passaggio un locale intimo e circoscritto, che ricorda nei toni e nelle dimensioni un izakaya giapponese. Una decina di tavoli stretti e vicini, con sedie di dimensioni davvero lillipuziane, inserite in una sala dall’arredamento essenziale e dai toni chiari. Appena entrati e dato uno sguardo in giro, la prima impressione fa pensare ad una proposta dall’ispirazione giapponese, o comunque di taglio orientale.
E invece, il motore della cucina di questo locale è il sud Italia, più precisamente la Sicilia, e tutte le preparazioni che compaiono in carta ruotano intorno ai classici isolani. In carta abbiamo trovato, nell’ordine: macco di fave novelle, insalata di polpo come alle Eolie, arancino al ragù, tenerume saltato con aglio, pasta con le sarde, biancomangiare alla mandorle… in pratica, Milano-Sicilia solo andata.

Un punto di forza sono le paste fatte in casa, molteplici e, per quanto riguarda quelle da noi assaggiate, degne di nota. Non tutto è allo stesso ottimo livello (dall’arancino ci aspettavamo molto di più, così come dalla Stigghiola, meno decisa nel sapore di quanto è lecito aspettarsi) ma la media del pasto resta comodamente sopra la sufficienza.

Completano l’offerta un servizio fin troppo rapido e determinato ma sempre cortese, e una buona carta dei vini -parametrata ovviamente al tipo di locale- che, nonostante le numerose assenze segnalate tra le varie pagine, permette di godere di qualche bottiglia interessante ottimamente prezzata.

Un valido indirizzo per tutte le volte in cui gradite una buona cucina, semplice e materica, anche visti e considerati i prezzi, assolutamente onesti.

La galleria fotografica:

Visitato il 06-2017

A proposito dell'autore

Alessandro Pellegri

Progettista meccanico da sempre appassionato di moto, di lettura ma soprattutto di vini, alla costante ricerca di tavole (e relative bottiglie) che riescano a fargli provare sensazioni ed emozioni sempre nuove. Che si parli di cibo o di vino, non nasconde un forte apprezzamento per la qualità della materia prima, del terroir e della tipicità… e perché no delle novità, purché siano però sensate ed intelligenti.

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