IN BREVE
Pregi
  • Un pezzo di storia gastronomica siciliana approda a Roma.
DIFETTI
  • Spazi un po' angusti a locale pieno.
14/20 Valutazione

Un grande chef siciliano torna in Italia dopo anni trascorsi a Mosca

Nino Graziano è stato il pioniere dell’alta ristorazione in Sicilia.
Nei primi anni 2000 a Bolognetta, una minuscola frazione di Villafrati, paesino sulla statale che collega Palermo ad Agrigento, il suo locale, “Il Mulinazzo”, una vera cattedrale nel deserto, era l’unico a detenere stelle Michelin nella regione, ben due, e il primo a concepire la cucina come mezzo e punto di partenza per esaltare il territorio e la tradizione attraverso la raffinatezza e la leggerezza delle proposte messe a punto.
Forse il primo trait d’union isolano tra sviluppo gastronomico e locali radici culinarie.
Molti apprezzarono, soprattutto i russi che nel 2004 fecero allo chef un’offerta difficile da rifiutare e così da allora Nino Graziano si è trasferito a Mosca dove al “Semifreddo” , il suo ristorante, è diventato una star internazionale.
Il richiamo della terra natia è comunque forte e così, nel maggio di quest’anno, negli spazi già occupati da una pizzeria appena alle spalle della trafficata Via del Corso, nel cuore di Roma, ha aperto il suo locale, gettando le basi per il suo rientro in Italia.

L’osteria siciliana è una vera e propria piccola ambasciata dell’isola su suolo romano.
In cucina un gruppo di ragazzi addestrati dallo chef, che fa la spola settimanalmente tra le due capitali, e coordinati dalla moglie Sabine Bour, sorridente e discreta padrona di casa, propongono piatti solidi, gustosi, alleggeriti quanto basta per poterne godere senza quei molesti appesantimenti post prandiali che un una tipologia di cucina così vigorosa potrebbe presentare.
Una pasta con le sarde di basica golosità fatta come si deve, le panelle con cipolle e baccalà, la melanzana sapientemente ricostruita con polpa, basilico e pomodoro o i dolci tra cui le golose fragole all’olio evo e gelato al basilico di magistrale concentrazione sono il passaporto per un tuffo nel passato (e nel futuro) di “mulinazziana” memoria.
Le suggestioni su cui spaziare sono diverse e posizionano già il locale tra quelli da visitare per avere, al momento in sedicesimi, l’idea del lavoro di un grande antesignano della cultura gastronomica siciliana.

Visitato il 06-2017

A proposito dell'autore

Claudio Persichella (Norbert)

Professionista della forchetta. Approdato tardi ( ma meglio tardi che mai ) alla divorante passione per l'alta cucina ha la convinzione che diffuse nel modo opportuno le esperienze possano far avvicinare un gran numero di persone a questo settore sfatando i luoghi comuni. Dopotutto il nostro e' un paese di potenziali buongustai vista la ricchissima presenza di materie prime di altissimo livello di cui abbondiamo. E cosa c'e' di meglio che abbinare ad un pasto da re una gioiosa convivialità?

1 risposta

  1. cicciopasticcio

    Una vera gioia sapere che un locale di qualità ha aperto al posto di quella raccapricciante pizzeria, teatro della peggior esperienza mai fatta in vita mia.

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