OAD – Opinionated About Dining: L’algoritmo che fa la differenza!

Questa è la storia di un ex produttore musicale americano di grande successo di nome Steve Plotnicki che, da grande appassionato di cibo e incallito gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico...., con il passare degli anni si accorge dell’incongruità dei giudizi delle più autorevoli guide del settore, e decide in prima persona di porre rimedio a questa mancanza.

Cosi nel 2004 crea Opinionated About Dining, inizialmente pensato come un blog personale, dove condividere le proprie idee ed esperienze enograstronomiche con amici e gourmet in giro per il mondo. Nel 2007 fa il salto di qualità trasformandolo in un sondaggio, che coinvolge un numero sempre più ampio di persone. In dieci anni da pochi amici e conoscenti si è passati ad un panel di quasi 5.000 votanti gourmet con un database di oltre 16.000 ristoranti in tutto il mondo.

La grande idea di Steve, che differenzia OAD da tutte le altre guide e classifiche, è che in modo democratico chiunque può esprimere la propria opinione dando un voto e lasciando la propria recensione su un determinato ristorante, ma tali opinioni non hanno tutte lo stesso peso: la filosofia di OAD è di premiare l’esperienza di ciascun votante in base al numero di ristoranti visitati e al livello degli stessi, perché si ritiene che da pareri esperti derivino opinioni più precise. Tutto ciò per cercare di arrivare a risultati più accurati e certi. Si parte da un panel di votanti, lo zoccolo duro, fatto di esperti gourmet e grandi viaggiatori in grado di intercettare quelle che sono le tendenze globali del momento, dopo di che OAD, grazie all’ideazione di un algoritmo di proprietà che tiene conto della qualità e quantità dei ristoranti visitati (insieme ad altri fattori), traduce il tutto in un punteggio che determina il peso dei voti di ciascun votante che va poi ad influire sul risultato finale.

C’è da dire poi che, cosa molto importante, tale sondaggio non è supportato da nessun sponsor o multinazionale del settore (che nel corso degli anni hanno alimentato, e continuano a farlo, diverse polemiche). Il panel non è costituito da soli giornalisti, food blogger e influencer. La professione non è determinante, avvocato, chirurgo o imprenditore non importa. Qui la differenza vera la fa esclusivamente l’esperienza. Solo cosi con “il lavoro sul campo”, il confronto di varie cucine, culture e ingredienti (pagando i conti) si può avere la migliore opinione possibile su un determinato ristorante.

Quest’anno il premio come migliore ristorante in Europa è stato assegnato, per il secondo anno consecutivo, all’Arpège del leggendario Alain Passard, che a 31 anni dall’apertura del ristorante propone una cucina che riesce a essere moderna e classica al tempo stesso. Il premio è stato consegnato il 15 maggio a Parigi alla Maison Blanche. A seguire una cena di gala a più mani, preparata da Quique Dacosta, Mauro Colagreco, David Toutain, Andreas Caminada, Rasmus Kofoed, Alexander Couillon, Shinichi Sato, Atsushi Tanaka, con tema del menu “La cucina della nonna”.
Grande successo anche per l’Italia, che si è portata a casa il premio OAD come miglior nuovo ristorante d’Europa grazie alla cucina di Luigi Taglienti di Lume.

Info: www.opinionatedaboutdining.com

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