IN BREVE
Pregi
  • Una grandissima espressione del menù omakase di un grande artigiano nipponico.
  • E' tutto sommato facile prenotare.
  • Accetta prenotazioni a tarda ora, per essere un ristorante di Tokyo.
DIFETTI
  • Difficile trovare il locale, attenzione alle segnalazioni scarse.
18/20 Valutazione

Un grande sushi master di Tokyo, giovane ma già allo stesso livello dei big.

Se volete fare un tuffo vero nel Giappone più profondo, Ootanino sushi è quello che fa per voi. Una entrata anonima, difficile da trovare. Mai direste di essere arrivati davanti all’ingresso di un ristorante: solo una lampada con ideogrammi giapponesi, di fronte, può far intendere -ai più avvezzi alla cultura giapponese- di essere al cospetto di uno scrigno di grande bontà culinaria.

Varcata la soglia, una stanza, o forse meglio dire uno sgabuzzino, con 10 posti a sedere ed un maestro davanti a voi dall’aria vispa, giovane, dinamica… e con tanto, tantissimo talento.

Qui non c’è la carta, non c’è il menù. Ci si siede e ci si affida a ciò che il mercato e il talento di Ootanino hanno deciso che quel giorno andava fatto. Il menù omakase questo significa: totale improvvisazione, l’adesso più estremo.

Ecco quindi che, come è successo a noi, potrete essere investiti da un tripudio di pesci fritti vivi -nel senso di cucinati estratti direttamente dall’acquario ed immersi nel caldo olio bollente- o assistere alla preparazione di un calamaro appena uscito dall’acqua… e, come potete vedere, non è per niente una metafora.

Poi alternanze di caldo-freddo: lattume di ricciola alla brace, Abalone, nigiri e maki eccezionali, un imperioso bambù al vapore e pesto di shiso, sublimi ricci di Okkaido, gamberi ancora vivi, bonito e fegato di pescatrice, sashimi eccellente accompagnato da polvere di zenzeroLo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie... fresco o wasabiEutrema japonicum, conosciuta comunemente come wasabi o anche con il nome di ravanello giapponese, è una pianta di origine giapponese appartenente alla famiglia delle Brassicacee (o Crocifere). La pianta cresce spontaneamente in vicinanza dei fiumi in zone fredde del Giappone, come per esempio in montagna o nelle valli in quota. Dal rizoma di Eutrema japonicum si ottiene una pasta di...: tutto freschissimo, incredibilmente vivo.

Una grande, grandissima esperienza quella da Ootanino, difficilmente uguale da un giorno con l’altro, da un servizio con l’altro.

Avrete a disposizione un maestro che cucina per voi e per pochi altri, che vi condurrà nel più profondo ed intenso percorso gustativo che possiate mai immaginare, uno dei più interessanti da noi provati.

Ootanino non è tra i più famosi e pluricitati sushi master, ma secondo noi merita la visita più di molti altri.

Visitato il 04-2017

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

6 Risposte

  1. Alberto

    Esperienza fantastica!
    Due domande:
    1. mancano le foto del “dolce” o non servono il dolce?
    2. credo ci sia un piccolo refuso tra prezzo massimo e minimo.
    Ciao!
    A.

    Rispondi
    • Lorenzo Sandano
      Lorenzo Sandano

      Gentile Alberto,
      grazie per il commento, siamo lieti che la nostra esperienza ti abbia concesso suggestioni positive.
      In merito alle domande: purtroppo la foto del dolce era venuta troppo male per essere pubblicata. Il reparto dessert è presente, anche se l’offerta ‘sushi’ è la protagonista indiscussa.
      Per il ‘refuso’ sul prezzo, in realtà quelle due fasce di prezzo sono corrette 🙂
      Sperando di aver reso un buon servizio con il nostro tour giapponese, attendiamo tuoi nuovi pareri
      Buona giornata
      -PG-

      Rispondi
  2. Luciano

    Premesso che sulla freschezza del prodotto, nessuno dubitava, mal digerisco il video che rappresenta il povero calamaro vivo in attesa di essere tagliuzzato, forse da vivo!!
    Proprio non se ne poteva fare a meno?

    Rispondi
    • Silvia

      Concordo, davvero evitabile. Spero almeno il calamaro sia morto prima che abbia iniziato a tagliarlo. E i pesci fritti vivi? Alla barbarie non c’è fine, nel nome del gusto e della tradizione gli animali vengono trattati come oggetti.

      Rispondi
      • Lorenzo Sandano
        Lorenzo Sandano

        Salve a tutti ragazzi,
        ci spiace di aver urtato la vostra sensibilità. Comprendiamo che la lavorazione del pesce possa risultare a tratti ‘brutale’ da un’analisi superficiale, ma in realtà secondo le tecniche giapponesi più antiche e evolute la manipolazione del pesce da ‘vivo’ è una delle prerogative per preservare texture perfette e adeguate alle varie preparazioni: tutelando un sapore unico e un risultato impeccabile nelle rispettive cotture o nel taglio da crudo. Questi passaggi fanno parte della cultura culinaria nipponica da secoli, anche nella cucina kaiseki ad esempio, i dettami applicati sono decisamente rigidi, ma al tempo stesso molto rispettosi del prodotto lavorato (di origine animale o vegetale).
        Il nostro compito è solo quello riportare al meglio l’esperienza vissuta, descrivendo gli aspetti tecnici e eventualmente critici sull’esecuzione dei piatti, senza entrare nel merito di usanze e parametri culturali così profondi e non sindacabili.
        Grazie comunque per l’intervento
        Buona giornata
        -PG-

  3. Silvia

    Il fatto che certe usanze siano presenti da secoli non vuol dire che debbano essere mantenute. Immaginatevi uno che nel 2017 dice “eh, i neri si siedono nel retro del bus, è una tradizione secolare…”. Vi suona bene? Certi abomini dovrebbero essere condannati, piuttosto che trattati come verità immutabili. Detto questo, capisco benissimo che il vostro ruolo sia quello di reporters, in questo caso oggettivi. Trovo però buffo il “rispettosi del prodotto lavorato” in questo contesto.

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