“La vera prova dei cuochi di alta cucina è sulle pietanze popolari, che riservano spesso gradite sorprese”

Metti una domenica a pranzo, quando la bruma ed una leggera pioggerellina avvolge la provincia varesotta. Quale giornata migliore per un tripudio di bolliti ?

Locale pieno, sold out da tempo. Con tanta convivialità, rumore assordante, voglia di fare festa. E con l’accoppiata magica, bolliti e champagne. Uno internazionale, l’altro, che champagne non è, l’intruso italico non convenzionale. E poi un Pommard, vino ruvido e scalpitante di Borgogna, a chiudere il cerchio.

Il menù della giornata si articola partendo dagli animali da cortile….Galletto e anatra per poi approdare ad un tripudio di fassona con il cappello del prete di manzo, lo stinco anteriore di vitello e il biancostato di fassona.

non può mancare infine un tour completo del quinto quarto… lingua e testina di vitello, lampredotto, mortadella di fegato, sanguinaccio fatto come un marzapane ( pane e sangue, non patate) e cotechino.

Per finire in dolcezza qualche pezzo selezionato di esofago e stomaco

e per i dessert…

piccola pasticceria ( tegole alle mandorle, tegole alla liquirizia, madleine de commercy, cannoncini) e una duplice golosità a base di linzer tart e croque en bouce.

ci vogliono queste giornate, la domenica che torna domenica della tradizione italiana

Speriamo in altri appuntamenti di questo tenore, non solo qui

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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