In questi ultimi mesi, da fine agosto in poi, si sono susseguiti tam tam più o meno veritieri sul futuro del Povero Diavolo.

Un luogo del cuore per molti appassionati gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico...., un rifugio per l’anima per temerari viandanti in cerca di prospettiva culinaria. Ma la storia che si respira al Povero Diavolo non lascia certo indifferenti, facendo sentire il suo peso, quasi trentennale, in un omaggio radioso e meritato nei confronti di Fausto e Stefania Fratti, promotori di una filosofia che si specchia sui valori dell’accoglienza e della ricerca.

Due persone straordinarie prima ancora che due ristoratori e imprenditori, che hanno saputo donare a questo luogo un’aria davvero magica, avendo avuto l’acume di credere e dare fiducia al cristallino talento di Piergiorgio Parini. E chissà se magari prima o poi verrà data a qualche altro giovane talento la possibilità di prendere in mano le redini della cucina.

Forse sì, alcuni discorsi e un po’ di prove, più di qualcheduna, sono già state fatte.

Ma, comunque vada, il Povero Diavolo sopravviverà a tutto, anche a Fausto e Stefania. E quella che vedete in copertina potrebbe essere la giovane nuova cuoca, che si deve ancora fare, ma che respirando quell’aria ha già ottime doti e qualità che promettono bene.

Forse verrà sostituita, o forse rimarrà l’anima culinaria di questo incantevole desco, in cui Fausto selezionerà, come ha sempre fatto, i grandi prodotti del suo territorio e li metterà su una tavola aperta per pochi giorni la settimana e per pochi intimi. Quasi una casa, in cui ottenere un posto diventerà un privilegio per pochi.

Sarà questa la formula? O si deciderà per il ritorno a puntare dritti ad ambiti riconoscimenti scommettendo su un giovane cavallo di razza?

O magari le straordinarie capacità di Fausto, noto per l’abilità nello scovare giovani cuochi di talento, sarà addirittura alla base di un progetto ben più ambizioso… Quella “Casa dei Cuochi” che frulla nella sua testa e nelle sue iniziative – pensiamo a Incipit e Spessore – da tempo immemore?

A noi sinceramente non importa… Perché l’una o l’altra strada ci intrigano e ci piacciono tremendamente in egual misura… Perché il Povero Diavolo è magico, e comunque vada continuerà ad emanare la sua intensa e vibrante energia.

Il benvenuto/aperitivo…
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Parmentier con semi di zucca tostati e olio.
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Polpette di mucca al sugo…
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…con fagioli all’occhio.
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Salsiccia di Mora romagnola e olive.
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Friggitelli.
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A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

Nessuna risposta

  1. René-Guy Babord

    Bell’articolo, veramente posto magico …
    Ma la voce di un probabile approdo al Povero Diavolo di quell’allievo di Paolo Lopriore, già officiante in terra di Romagna?? Solo voci appunto o work in progress?
    Saluti

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