IN BREVE
Pregi
  • Ingredienti di prima qualità preparati con mano gentile e moderna.
  • Un'accoglienza formidabile.
  • Una carta dei vini intrigante.
  • Un luogo dal fascino unico.
DIFETTI
  • Pesante e tortuoso il tragitto per arrivare.
15/20 Valutazione

Arrivare in questo luogo magico e incantato non è facile, le curve che si susseguono sono insidiose, sopratutto la sera. Ma lo scorcio di questo angolo di paradiso, a qualunque ora del giorno o della notte voi arriviate, vi rimetterà in pace con il mondo. E c’è da capire Alfonso Caputo quando ci dice che lasciare questo luogo per lui è sempre difficile, non tanto per la strada, ma per ben altro.

Alla Taverna del Capitano respirerete tutta quest’aria pura e intensa. Una famiglia che ha radici profonde in questo luogo e che continua la tradizione, profondamente nostrana, delle grandi famiglie italiane che fanno dell’accoglienza la loro missione.
Non solo la stupenda, materica e incisiva cucina di Alfonso, ma anche le preziose attenzioni di Mariella e Claudio, coppia nella vita e qui in sala, a dare man forte.

Un luogo che non potrà che rimanervi nel cuore: accogliente, caldo, inebriante. Arrivati in un tardo pomeriggio di primavera, abbiamo trovato una moltitudine di pastiere, fraganti e succose, appena sfornate. Siamo alla vigilia della Pasqua, e come poteva mancare la pastiera? Non ci dimenticheremo facilmente di questo luogo ma sopratutto di queste persone, vere, sincere e profonde.

Tanto sincere e profonde da proporre una cucina in cui gli ingredienti sono al centro. Sono rispettati, mai troppo elaborati. Anzi, chiediamo proprio ad Alfonso di non tentare neppure la lieve strada di rincorsa verso la fantomatica innovazione. Qui basta veramente poco per essere felici, e pertanto lo incitiamo alla semplicità. Di una cottura, di una presentazione. Semplicità apparente, che poi nasconde una grandissima ricerca sull’ingrediente e su come rispettarlo, con cotture e condimenti adeguati, al meglio.

Un lavoro che può passare inosservato agli occhi meno esperti. Ma proprio per questo va raccontato, quasi urlato.

Gli spaghetti alla Nerano ne sono un fulgido esempio. Pasta di qualità sopraffina, che Alfonso prepara ed essicca personalmente. Un mix di 4 formaggi locali e una cremosa salsa di zucchine da far resuscitare un morto. Equilibrio, nell’unione di questi elementi, nella ricerca, nel trovare grammature e millimetriche infusioni, nell’impiegare il massimo del massimo in ogni passaggio, e nella tradizione, con quella leggere punta ossidativa della cottura/frittura pronunciata delle zucchine. Un capolavoro che, apparentemente semplice, assurge a vera e propria opera d’arte culinaria. Perché quando la mangerete andrete dritti in paradiso.

Grazie! Un applauso per quello che questa famiglia ha fatto, e continuerà a fare…

La sala.
sala, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
sala, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
La firma della Taverna: materia prima. Sauro adagiato su filetto di pomodoro.
Sauro su pomodoro, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
L’ottimo pane.
ottimo pane, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Palamita con il suo fegato con marmellata di arance, riso nero. La straordinaria Palamita adagiata su una pietra che consente di ultimarne la cottura a piacimento, il che però rende un po’ complicata la degustazione.
palamita, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
palamita, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Brodo di spine di ricci, sarago e gamberi. Crema di barbabietole, borragine e capperi. Forse da rivedere l’impiatto, scomodo raccogliere il brodo in questa forma.
Brodo di spine di ricci, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
sarago e gamberi, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Un polpo turgido, come dio comanda, con carciofi e crema di ricotta vaccina.
polpo, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
A fianco il suo brodo, dal sentore acetico, con alcuni pezzi di polpo. Molto buono.
brodo di polpo, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Il “capolavoro”: Spaghetti alla Nerano. Piatto da fondoscala.
spaghetti alla nerano, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Meno incisivo questo passaggio, con salsa di scorfano piccante, murici e asparagi di mare. Un formato di pasta creato dallo chef che però non ha reso, con questi abbinamenti, quanto il precedente.
salsa di scorfano, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Ottimo dentice con crema di patate e asparagi (troppo cotti).
dentice, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Manzetta di vitello bianco marchigiano, stratosferica, con patate arrosto e fritte e cipolla stufata.
manzetta di vitello, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Uno splendido provolone del monaco.
provolone del monaco, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Pre dessert.
pre dessert, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
I dessert…
dessert, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
…su cui si staglia questa variazione di pastiera.
pastiera, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli
Piccola pasticceria.
piccola pasticceria, Taverna del Capitano, Chef Alfonso Caputo, Nerano, Napoli

Visitato il 04-2016

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata