IN BREVE
Pregi
  • Sequenza di piatti indimenticabili, prima ancora del sushi.
  • Il sushi, ai massimi livelli possibili.
DIFETTI
  • Locale tra i più difficili da localizzare.
18/20 Valutazione

Prenotare in un grande ristorante di Tokyo, si sa, è impresa ardua. Se poi l’ambizione è di trovare posto in uno dei più ambiti come Sushi Saito che, oltre a offrire (pare) una qualità straordinaria, richiede anche una spesa decisamente inferiore alla media, è indispensabile dotarsi di un “piano B”.
Ci abbiamo provato anche questa volta senza successo, da Saito, nonostante il prodigarsi del nostro referente in loco, ma mai scelta di un’exit strategy fu più felice, perché la serata da Sushi Yoshitake è stata formidabile.
Non avevamo dubbi che considerarlo un ripiego fosse un’esagerazione, vista la nostra visita precedente, ma dobbiamo dire che a fine serata l’impressione è quella di essere stati davvero in una tavola straordinaria. Per la grande perizia di Masahiro Yoshitake, un maestro con le lame; per la cordiale accoglienza sua e del suo team, capace ora anche di descrivere i piatti in un inglese comprensibile; per la qualità formidabile della materia utilizzata, selezionata con cura infinita nel meglio della produzione del paese intero.
Aggiungeremmo anche per la formula: da Sushi Yoshitake, infatti, oltre a poter gustare una serie di sushi tra i migliori della capitale nipponica (ergo, del pianeta), si ha la fortuna di godere, prima del sushi stesso, di alcuni magnifici piatti degni di un grande kaisekiDesigna nella gastronomia giapponese una forma di pasto tradizionale che include tante piccole portate con ingredienti rigorosamente stagionali. Il termine si riferisce altresì alle competenze tecniche che occorrono per cucinare un tale pasto comparabili alla grande cucina occidentale. Nella cucina kaiseki è attribuita molta importanza al rispetto degli elementi vegetali, lasciati integri nel loro sapore e tutelando i valori nutrizionali...., bocconi divini che giustificano in pieno riconoscimenti di pubblico e critica e conto conseguente.
Difficile trovare lo zenit, in una sequenza memorabile, ma si fa fatica a non citare il formidabile abalone con salsa del suo fegato: un inno allo iodio che fa letteralmente impazzire papille e cervello di chi ama i frutti di mare e che si completa in una “scarpetta” tutta nipponica con aggiunta di riso, offerto dal maestro, da intingere nella salsa rimasta. Sperando che non si crei a breve un movimento per la tutela dell’abalone, possiamo dire che ci siamo fatti un’idea di quale sia il fegato che preferiamo a tutti gli altri (che pure non disdegniamo).
La sequenza dei sushi è inappuntabile, esaustiva di ogni possibile preferenza (da un otoro opulento, alla delicatissima seppia, all’esplosivo riccio in doppio strato) e fedele all’impronta edomae segnata dalla presenza nel riso di aceto rosso, senza zucchero. Ogni assaggio è ricco e fine insieme, impossibile trovare non diciamo difetti , non previsti da queste parti, ma cose migliorabili. Il mancato voto top è solo per rispetto del benchmark assoluto del genere, il riverito Jiro-san.
Per non ingenerare equivoci: anche da queste parti, una prenotazione con largo anticipo è indispensabile per aggiudicarsi uno dei sette posti a sedere, così com’è più che opportuno prevedere un po’ di tempo alla ricerca del locale, al terzo piano di uno dei tre palazzi contrassegnati dallo stesso “indirizzo”, nell’accezione giapponese del termine (per praticità, lo abbiamo fotografato).

Vongola (praticamente un mostro marino, di inaudita bontà).
vongola, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Scorfano leggermente affumicato.
scorfano affumicato, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Abalone. Il piatto col suo fegato lo abbiamo praticamente ingurgitato intero.
abalone, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Seppia ripiena
seppia ripiena, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Maccarello reale affumicato con salsa allo zenzeroLo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie....
maccarello, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Il meraviglioso granchio con la sua gelatina.
granchio con sua gelatina, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Finalmente (per modo di dire) si parte con i sushi: seppia.
Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Sardina.
sardina, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Ark shell.
ark shell, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Riccio di Hokkaido (sotto) e Miyake, un doppio strato di piacere puro.
ricci di hokkaido, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Gamberone lievemente scottato.
Gamberone lievemente scottato, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Anguilla.
nigiri, anguilla, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Inevitabile conclusione…
conclusione, Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo
Il palazzo, non potete sbagliarvi.
Sushi Yoshitake, Chef Masahiro Yoshitake, Tokyo

Visitato il 03-2015

1 risposta

  1. Tommaso

    “Sperando che non si crei a breve un movimento per la tutela dell’abalone, possiamo dire che ci siamo fatti un’idea di quale sia il fegato che preferiamo a tutti gli altri (che pure non disdegniamo).”

    Non ho capito, ma quindi se a voi piace un pesce, sperate di mangiarne il più possibile, anche se la tutela dell’ecosistema suggerisse il contrario?

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