IN BREVE
Pregi
  • Crostacei da urlo, ad un prezzo commovente.
DIFETTI
  • La non bellissima zona di ubicazione.
  • La striminzita selezione del beverage.

Difficile dire quale sia il miglior ristorante di pesce di Lisbona.
Difficile credere che ce ne sia uno in particolare che svetta su tutti gli altri.
Diversamente da quanto accade in altre capitali europee, escluso il solito paniere di ristoranti acchiappa-turisti le cui tristi insegne illuminano le vie pedonali della Cidade Baixa, è facile imbattersi in un pescato con un sempre costante livello di (alta) qualità.
Se però volete fuggire dalla routine del bacalhau e cercate una tavola in cui poter gustare una varietà di molluschi e crostacei di estrema freschezza, allora la Cervejaria Ramiro potrebbe essere il posto giusto.
Reso celebre anche oltre oceano da Anthony Bourdain che in una puntata del grandioso No Reservation faceva incetta di gamberi, aragoste e percebesParticolari e pregiati crostacei dal gusto iodato, che si trovano esclusivamente sugli scogli delle coste della Galizia. Il loro costo elevato, dipende dalla difficoltà di raccolta del prodotto...., incredulo per l’incredibile rapporto prezzo/felicità, Ramiro è molto più di una semplice “cervejaria”.
Qui servono dei granchi giganti (i cosiddetti spider-crabs) da urlo, nonché uno dei migliori “prego no pao” -il famoso panino con la bistecca all’aglio simbolo del Portogallo- della città.
Bisogna quindi armarsi di pazienza perché una volta superata la coda per entrare (è comunque possibile effettuare prenotazioni ed essere puntuali), dopo aver ordinato, un martello, un paio di pinzette e le bestie che avrete sotto gli occhi saranno i vostri amici più cari per un paio di ore.
E c’è da divertirsi, perché la scelta è vasta e viene voglia di ordinare l’impossibile, ma quello che consigliamo, dopo un piccolo riscaldamento con vongole e percebes, è di buttarsi anima e corpo in uno degli straordinari granchi dell’Atlantico a disposizione (rock crab o, appunto, lo spider-crab).
A voi la scelta della cottura: potrete decidere se mangiarlo bollito, alla plancia, al forno o, come la nostra scelta, crudo.
Il locale è sempre affollatissimo, ma il servizio è uno dei più celeri del mondo, sembra quasi di mangiare in un fast-food; del resto, le preparazioni presentano cotture velocissime o, semplicemente, l’estrazione dei crostacei dal carapace. Anche la coda, di conseguenza, viene smaltita in un men che non si dica.
E poi c’è il capitolo prezzi.
I crostacei vengono venduti al chilo e la spesa, a persona, non supera i 30 euro se si vuole esagerare.
E’ un peccato soltanto che Intendente, il quartiere in cui è ubicato Ramiro, non sia proprio uno dei più belli di Lisbona, ma è comunque facilmente raggiungibile (oltre al solito tram, c’è anche la fermata metro) da diverse zone nevralgiche della città.
Non perdetevi i prodotti di questo simpatico e caratteristico locale il cui rapporto qualità/prezzo ha davvero pochi concorrenti in Europa.
Un nostro consiglio, se siete nella capitale portoghese per il weekend, è quello di andarci a fare il pranzo della domenica, magari sul presto, per evitare la coda e la confusione, di chiudere il pasto con il “prego” per poi prendere il trenino che va a Belém. Lì, prima di sostare fino al tramonto davanti alla suggestiva omonima torre e al bellissimo Monastero dos Jerònimos, vi aspettano le famosissime “pastéis de nata”, i piccoli capolavori di pasta sfogliaLa pasta sfoglia è una preparazione di cucina e di pasticceria a base di farina, acqua e burro. Presenta grande duttilità nella lavorazione e un tipico effetto 'sfogliato' dopo una corretta esecuzione e cottura. Il suo gusto tendenzialmente neutro la rende adatta sia a ricette salate che dolci.... riempiti di crema cotta al forno, la cui ricetta originale è custodita segretamente dalla pasticceria-laboratorio Pastéis de Belém che da oltre un secolo continua a sfornare oltre 10.000 pastel al giorno. Anche qui, la coda è parte integrante dell’assaggio. Ma vi assicuriamo, ne vale realmente la pena.

gamberi, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Per la serie: “qui il colesterolo non perdona”, panini caldi con burro…
pane, Cervejaria Ramiro, Lisbona
…e birra locale ghiacciata.
birra, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Si scaldano i motori: percebes sbollentati. Per chi non li conoscesse (in italiano si chiamano cirripedi), sono molluschi tipici della Galizia che si estraggono dalla pellicina nera e hanno un sapore a metà strada tra il cannolicchio e la cozza.
percebes, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Squisite vongole.
vongole, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Ed ecco il momento clou: sul tavolo arrivano gli attrezzi del mestiere. Martello e pinzette.
tavola, Cervejaria Ramiro, Lisbona
E il favoloso granchio che abbiamo gustato crudo. Il sapore di mare è più intenso di un’aragosta. E la testa è una cosa indescrivibile…
granchio, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Alcuni dei granchi vivi, ammassati in maniera un po’ discutibile. Anche se Ramiro ha adottato un programma di selezione della materia prima a tutela dell’ecosistema.
granchi, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Si chiude con l’immancabile dessert: il “prego no pao”. Panino con una notevolissima bistecca di manzo battutta con aglio e appena grigliata, da gustarsi con una mostarda al limone.
bistecca, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Il locale è sempre affollatissimo.
locale, Cervejaria Ramiro, Lisbona
E il conto tutt’altro che salato.
conto, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Le planche roventi.
planche, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Gamberoni.
gamberoni, Cervejaria Ramiro, Lisbona
La fila d’attesa all’uscita dal locale.
locale, Cervejaria Ramiro, Lisbona
E dalle parti di Belém, la fila d’attesa al nostro arrivo al leggendario Pasteis de Belém.
ristorante, Cervejaria Ramiro, Lisbona
Altri pochi secondi di attesa…
ristorante, Cervejaria Ramiro, Lisbona
…e ci gustiamo la nostra pastel de nata, ancora calda. Ne potrete assaggiare tante in Portogallo, ma questa in particolare ha qualcosa in più, una crosticina della sfoglia più croccante, una crema più buona. E’ davvero unica. E’ l’originale.
pastel de nata, Cervejaria Ramiro, Lisbona

Visitato il 12-2014

A proposito dell'autore

Leonardo Casaleno

Consulente legale folgorato sulla via di San Vincenzo, costantemente alla ricerca di emozioni culinarie, evade dalla routine lavorativa rifugiandosi presso le grandi tavole con la speranza di trovare piatti in cui traspaia la filologia di un territorio, qualunque e ovunque esso sia. Legato in maniera viscerale alle materie prime, stenta ancora a comprendere l'utilità e gli effetti della “globalizzazione” dei prodotti alimentari.

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