Il miglior hamburger gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico.... al mondo?
Non siamo particolarmente amanti degli estremismi e, non avendoli -per ovvi motivi- provati tutti, non ci è possibile dare una risposta certa, ma con buone probabilità, se non il migliore in assoluto, quello di Blend va molto, molto, molto vicino ad esserlo. E tra l’altro, con sommo sdegno dei puristi, non parliamo di un filologico panino a stelle e strisce, ma di un prodotto dei “cugini” francesi, nato a qualche centinaio di metri dal Louvre, e che potete trovare ogni giorno nel centro di Parigi.

Victor Garnier, proprietario e mente del locale, racconta di esser rimasto folgorato da un hamburger a Santa Monica, ove si trovava per studio, e da questa illuminazione ha deciso di trarre la sua ragione di vita, di voler a sua volta lavorare per proporre l’hamburger “totale”.
Ma qual è il percorso che ha portato questo locale, grande non più di un box doppio, a diventare noto in tutto il mondo?

Innanzitutto, come è lecito aspettarsi, tutte le componenti del panino sono all’insegna della massima qualità possibile e prodotti in totale autonomia. Pane preparato giornalmente, così come le salse e tutti i topping. Ma quello che fa la differenza è una sensazionale patty, studiata ed eseguita con un mix (pardon, un blend…) di carni di Yves-Marie Le Bourdonnec, il “Boucher-Boheme” star in tutta la Francia per i suoi prodotti e le relative frollature, nonché per essere uno dei fornitori di monsieur Ducasse.
Il risultato è davvero notevole e si stacca parecchio dalla media: capita spesso di trovare del buon pane con farciture modeste, o dell’ottima carne all’interno di un discreto pane, o ancora delle salse degne di nota su prodotti solo sufficienti. Molto più raro trovare, come in questo caso, tutti i tasselli di livello altissimo: il pane, dolce e morbido ma dalla consistenza comunque tenace, base correttamente “neutra” ma dalla resistenza al morso più affine al pane che non al pan-brioche. La carne, in assoluto la protagonista, valorizzata da ingredienti di contorno di qualità, inseriti nel panino con un senso logico e non “tanto per far spessore”. Infine salse concentrate ed eseguite con rispetto, vere e proprie componenti nell’insieme, non i soliti “veicoli grassi” e poco più.

Ma c’è altro, oltre la notevole qualità: indiscutibile il grande lavoro di marketing dietro questo progetto, che ha permesso di far divenire un best-sellers gastronomico (anche in Italia) il libro “Hamburger Gourmet”, pubblicazione interessantissima per gli amanti del genere, e che ha permesso nel giro di pochi anni di diffondere il brand in città al punto da rendere necessaria l’apertura di ulteriori tre sedi in tre strategici angoli di Parigi, tutti costantemente assediati da una discreta coda, dalle dimensioni ragguardevoli soprattutto negli orari di punta.
Un risultato davvero degno di nota, per un progetto che unisce la qualità del prodotto a quella della comunicazione, e riesce ad ottenerne un… blend davvero convincente.

L’invitante pane. Tutti i burger vengono serviti tagliati a metà, per facilitarne il consumo (e la condivisione).
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Cheesy: manzo, Cheddar, bacon, Ketchup, cipolla fritta, sottaceti e iceberg.
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Signature: Manzo, composta di cipolle caramellate all’aceto balsamico, Bacon, Bleu d’Auvergne DOP,Emmental de Savoie e spinaci.
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Cheesy Fries!: French fries ricoperte da Cheddar. Buonissime, occhio solamente a non farle raffreddare.
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Dettagli del minuscolo locale.
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La coda, per fortuna formatasi dopo la nostra uscita, verso le 20.00. Grazie all’apertura continuata è possibile evitare gli orari “classici”, quindi la ressa. Non si accettano prenotazioni, quindi preparatevi…
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A proposito dell'autore

Alessandro Pellegri

Progettista meccanico da sempre appassionato di moto, di lettura ma soprattutto di vini, alla costante ricerca di tavole (e relative bottiglie) che riescano a fargli provare sensazioni ed emozioni sempre nuove. Che si parli di cibo o di vino, non nasconde un forte apprezzamento per la qualità della materia prima, del terroir e della tipicità… e perché no delle novità, purché siano però sensate ed intelligenti.

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