IN BREVE
Pregi
  • Piatti semplici e veraci, che sanno soddisfare ogni palato
DIFETTI
  • La mancanza di una carta per i vini
13/20 Valutazione

Cetara è un piccolo borgo della Costiera Amalfitana.
Un gioiellino composto da piccole case arrampicate l’una sulle spalle dell’altra, a pochi passi dal mare.
I vicoli, sempre brulicanti di vita, di sera si svuotano e l’atmosfera diventa irreale.
Cetara è nota in tutto il mondo per la colatura di alici, una salsa sapida e trasparente dal colore ambrato, ottenuta facendo “maturare” le alici nei terzigni, piccole botticelle in legno di faggio o di castagno. Le alici sono prima decapitate ed eviscerate, quindi vengono disposte nel terzigno l’una accanto all’altra. Tra ogni strato si spargono pugni di sale. Sopra a ogni barile è posto un peso così da premere bene i pescetti e consentire la fuoriuscita del prezioso nettare. Dopo circa 5 mesi la colatura è recuperata e imbottigliata.
Fermarsi qui, anche solo per gustare un piatto di pasta alla colatura o acquistare una preziosa bottiglietta, vale la pena.
Se invece si decide di fare sul serio, affrontando un pasto completo, le proposte certo non mancano.
Tra queste spicca “Al Convento”, ristorante tipico gestito dalla famiglia Torrente, scelta ottimale per il rapporto qualità/prezzo. L’arrivo da Salerno è breve e, lasciata la strada che conduce ad Amalfi, conviene scendere sino al porto per parcheggiare. A quel punto, a piedi, ci vogliono cinque minuti per raggiungere la piazza della chiesa di San Francesco e quindi il Convento.
Il locale, come recita il nome, è ricavato nel chiostro dell’ex convento della piccola chiesa del XIV secolo. Alle pareti antichi affreschi, piatti in ceramica decorati, foto e ritagli di giornale che informano della carriera calcistica di Vincenzo Torrente, uno dei figli del patron.
Lo stile generale è semplice: tavoli in legno, apparecchiatura classica e sedie con la seduta in paglia intrecciata. Lungo un lato del ristorante corre una scaffalatura in legno che raccoglie i vini rossi, seguita da una grande cella frigo per i vini bianchi. Una particolarità: non c’è una carta dei vini, ma chi vuole bere deve alzarsi e scegliere direttamente la bottiglia indicandola al cameriere.
Il servizio è celere, attento e sempre sorridente. La clientela è varia, si va dai locali agli stranieri così come il menù, che spazia tra i piatti della tradizione ed alcune portate di carne. Tra le proposte la nostra scelta cade sul menù degustazione cetarese, che decidiamo di accompagnare con un Fiano Donnaluna del 2013.

La mise en place.
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Si parte con un antipasto misto a base di alici marinate, pane burro e alici, alici alla scapeceFrittura di un alimento (pesci o verdure) con successiva aromatizzazione all’aceto e menta fresca, molto diffusa in tutta l’Italia meridionale...., alici fritte farcite con la provola e una polpettina di alici. Al centro del tonno sott’olio con pomodorini corbarini. Stuzzicante.
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Lo chef vedendoci dubbiosi sulla scelta del primo piatto, ci toglie dall’imbarazzo proponendo un bis di primi. Partiamo con degli ziti di Gragnano spezzati conditi con una genoveseLa genovese è una ricetta tradizionale della cucina napoletana. Un ragù classico della cultura partenopea, che prevede una lunga cottura di cipolle e carne di manzo in parti uguali (oltre al solito battuto di odori e ritagli di salumi nel fondo). La salsa ottenuta viene usata per condire il tipico formato di pasta 'candele' spezzate (o le 'zite' in una... di tonno e basilico. Sublime la consistenza del tonno. Tante le cipolle, forse troppe perché infine hanno reso un po’ troppo dolce il piatto.
520Gli spaghetti alla colatura di alici sono stati il secondo assaggio. Ensemble di pasta e colatura saporita e profumata. Indimenticabile!
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Anche il secondo è stato un doppio assaggio. Un bel fritto croccante del Golfo composto da alici (ça va sans dire), soglioline, un totano e una triglia.
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A seguire alici fritte con il cipollotto nocerino. Il cipollotto, tagliato a listarelle, è dolce e si sposa benissimo con la carne compatta e iodata dell’alice. È un piatto da condividere perché ha un elevato potere saziante.
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I dessert sono di una rinomata pasticceria di Vietri. Il babà, goloso con la crema pasticcera, e la peccaminosa “delizia al limone”.
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Visitato il 11-2014

5 Risposte

  1. Claudio

    Per il tipo di cucina e l’ambiente avrei visto meglio il voto in cipolle come per tutte le altre trattorie regionali. No?

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    • Presidente
      Presidente

      In questo caso la discriminante è stata il prezzo del conto, ben al di sopra della media delle trattorie che noi cataloghiamo come tali

      Rispondi
      • Claudio

        Senza voler diventare stucchevole, ma ironia della sorte avete pubblicato oggi la recensione dell’ Osteria I Rebbi il cui menu degustazione ha esattamente lo stesso prezzo (32 euro) di Al Convento ed e’ ovviamente valutato in cipolle 🙂
        Rinnovo comunque a scanso di equivoci la stima per il sito e i recensori, sempre molto bravi.

      • Norbert
        Norbert

        Vero.
        Giusto.
        Questo per quanto riguarda il degustazione.
        Se si mangia alla carta, però, I rebbi viene a costare 40 €, mentre Al convento se ne spendono 55.

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