Quella di Marco Gubbiotti è una storia particolare. Dopo aver girovagato all’inizio della sua carriera tra i templi del classicismo culinario come Villa Roncalli di Foligno o il ristorante Da Arnolfo di Colle Val d’Elsa ed aver anche messo piede a l’Astrance di Parigi, diventa lo chef della Bastiglia di Spoleto, riuscendo a conquistare l’ambito riconoscimento della stella Michelin.
Dopo qualche anno di grandi soddisfazioni e riconoscimenti decide, improvvisamente, di cambiare rotta, forse annoiato dalla staticità del classico ristorante, del rapporto distaccato tra chef e clienti, della formalità che un locale stellato ha insita in sé stesso.
Apre così, in collaborazione con i soci e compagni di lavoro di una vita Ivan Pizzoni e Andrea Santilli, un bar/gastronomia/enoteca/ristorante. Lo chiama Cucinaa, con la doppia vocale nel finale, come a voler ampliare il concetto e l’idea che evoca la parola stessa.
Aperto dalle 7 del mattino alle 9 di sera, Cucinaa trova la sua forza nell’offrire prodotti scelti di altissima qualità lavorati con cura e sapienza da un team che segue lo chef fin dai tempi della Bastiglia.
Locale informale ma raffinato, si rivolge ad un pubblico estremamente eterogeneo, rendendosi poliedrico, in grado di mutare in base alle fasi della giornata e alla clientela che le caratterizza. Colazioni, pause pranzo ed aperitivi, fino a proporre cene alla carta durante il fine settimana. Ma non solo. Cucinaa è anche gastronomia e food shop che esalta e fa riferimento a produttori locali di salumi e formaggi, che offre il pane lievitato naturalmente del forno Pizzoni, che sfoggia una cantina ricercata e di pregio, e che sa mettere a proprio agio tanto l’avventore abituale quanto quello curioso in cerca di peculiarità regionali.
L’offerta di Cucinaa prosegue proponendo corsi di cucina e continui eventi con importanti ospiti del mondo enogastronomico.
Il continuo via vai di clienti che entrano per bere un bicchiere di vino, mangiare un piatto al volo, prendere un caffè o anche solo per salutare il patron Marco, ripaga pienamente la coraggiosa scelta dello chef, confermando ancora una volta come spesso la strada nuova possa essere migliore di quella vecchia. Gubbiotti può andar fiero del locale che è riuscito a creare, moderno, vivo e assolutamente accessibile.

La lavagna che indica i diversi tagli di carne.
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Il Banco dei formaggi e dei salumi.
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Reparto gastronomia.
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Ancora gastronomia.
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La selezione di conserve.
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Omaggio all’azienda San Pietro a Pettine, produttrice di tartufi e suoi derivati.
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Il pane del forno Pizzoni.
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Un altro scaffale di leccornie regionali.
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Distillati, birre artigianali e vino.
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Visitato il 09-2014

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