Bisogna risalire alla fine del secolo scorso, anno 1889 per la precisione, per indicare la prima data di inaugurazione di questa perla dell’hotellerie mondiale, costruito dalla “Monte-Carlo Hotel Company Ltd” su un terreno che era appartenuto al Papa Leone XIII.
Nel pieno cuore del Principato, a due passi dalla piazza del Casino, questa costruzione in stile Belle Epoque non fatica a diventare un punto di riferimento assoluto della clientela internazionale.
Nel 1980, Nabil Boustany, imprenditore libanese innamorato del Principato, decide di acquistare la proprietà per riportarla a nuovo splendore. Nel settembre 2003 il Metropole Palace, questo il nome di allora, chiude le sue porte per una importante ristrutturazione.
I lavori sono affidati a Jacques Garcia, grande architetto e interior designer (sua, tra le altre, la ristrutturazione del celebre Hotel Costes di Parigi), affiancato da Jacques Messin (paesaggista) e dall’architetto di interni Didier Gomez.
L’Hotel viene rivisto in molti aspetti.
Il Bar, situato tra la lobby e il ristorante, diventa, secondo il pensiero di Garcia, un vero e proprio spazio di vita, il fulcro vitale di tutto l’albergo, dove bere qualcosa, leggere o semplicemente conversare con degli amici. Un luogo davvero di grande fascino.
L’intervento di ristrutturazione è rispettoso del carattere storico dell’hotel, ma sa dare nuova linfa vitale al Metropole. Due piani vengono completamente rifatti, creando ex novo un settore di camere di lusso.
Viene ovviamente mantenuto lo splendido ingresso, vera immagine distintiva di questo hotel: un lungo corridoio aperto bordato di cipressi.

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150 camere,10 suite e 45 junior suite: nel luglio 2004 il nuovo Metropole Montecarlo apre le sue porte.
Albergo che non cessa però di rinnovarsi: è datata aprile 2006 l’apertura della Métrolole ESPA Monte-Carlo; nel 2013, poi, viene rivista da Karl Lagerfeld la zona della piscina (di acqua di mare riscaldata), creando il nuovo spazio Odissey.
Ma è la gastronomia la vera punta di diamante dell’Hotel: per ridisegnare la propria offerta, la proprietà si è affidata a Joël Robuchon, personaggio che non ha bisogno di presentazioni.
E Robuchon si è affidato a Christophe Cussac, executive chef di eccezionale bravura.

L’Executive Chef, Christophe Cussac
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Un ristorante giapponese, Yoshi, una carta più informale per lo spazio Odissey, la Lobby Bar e poi il ristorante principale, sullo stile degli Atelier Robuchon sparsi per il mondo.
La table du chef al ristorante Joël Robuchon
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Dettagli sostanziali, che hanno portato questo albergo, sotto la guida del suo Direttore Jean-Claude Messant, vero fuoriclasse, a diventare un riferimento dell’hotellerie mondiale.
Il marchio di fabbrica di Messant? Luxe décontracté.
Quindi ricerca assoluta della perfezione, ma in un clima rilassato, di grande convivialità.
L’obiettivo era quello di dare una anima e una immagine riconosciuta a quello che era solo un bellissimo palazzo del centro del Principato: una scommessa vinta.
Miglior albergo del mondo 2010 per Leading Hotels of the World, Migliore decorazione floreale d’hotel in Europa nel 2013 dal Prix Villégiature….i riconoscimenti di pubblico e critica sono arrivati in abbondanza.
Il recente passaggio di Messant al Royal Mansour di Marrakech e l’arrivo a Monaco di Pierre Ferchaud (17 anni alla guida del Bristol di Parigi) apre un nuovo capitolo per il palazzo Monegasco: vedremo quali novità porterà il nuovo direttore generale e se saprà confermare il livello di questa perla dell’ospitalità mondiale.

La nostra esperienza

La sensazione di trovarsi in un grande albergo si ha dal primo momento in cui se ne varca la soglia: tutto molto scenografico ma, allo stesso tempo, molto a misura d’uomo, quasi un servizio sartoriale.
Percorrere il viale d’accesso con l’auto ha un indiscutibile fascino.
Il Valet Parking è assolutamente solerte, anche se il parcheggio in garage sarà pagato a caro prezzo (39 euro al giorno, ma siamo pur sempre nel centro del Principato).
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La lobby bar è davvero il cuore del piano terra dell’Hotel: molto frequentata anche da ospiti esterni, risulta il luogo più piacevole dove rilassarsi, magari con un bel cocktail davanti agli occhi.
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La camera del nostro soggiorno è stata la Deluxe: camera di dimensioni in linea con lo standard della sua categoria (circa 25 m2), vista infelice sul palazzo adiacente al Metropole, non esattamente in ottime condizioni.
Comodissimo il letto, materasso di grande qualità. Ampio lo spazio negli armadi per i vestiti.
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Bagno in marmo dotato sia di vasca che di doccia idromassaggio. Kit da bagno Hermes.
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Velocissimo il wi-fi, anche nel resto della struttura. Nel complesso una ottima sistemazione, non di particolare fascino ma estremamente confortevole.
Lo spazio Odissey si trova al primo piano: molto bella la piscina di acqua di mare riscaldata, servizio di gran livello (almeno 4 persone sempre presenti), ottimo anche il bar. La zona sconta la vista sul lato dell’hotel non felicissima (vedi palazzo di cui sopra).
L’ingresso allo spazio Odissey
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La piscina riscaldata… con la vista infelice
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La colazione è di altissimo livello, forse la cosa che più ci ha convinto dell’intera proposta.

La mise en place della colazione al piano terra
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Il Buffet
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Si può optare tra il buffet collocato nel ristorante Robuchon al piano terra, e la scelta alla carta nello spazio Odissey. Noi abbiamo preferito la prima proposta.
Il buffet è molto ampio, sia per il salato che per il dolce. Fantastico, ad esempio, il salmone. Ma anche tutta la pasticceria.
Superlative le uova alla Benedict scelte alla carta, da grande cuoco. (peccato per il sovrapprezzo esagerato di 26 euro).
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Vi facciamo sognare con le foto della suite presidenziale situata all’ultimo piano dell’albergo, con una terrazza di 100 m2 che offre un panorama sul mare, sul Casinò di Monte Carlo, la sua piazza e i giardini del Carré d’Or. L’arredo è firmato Jacques Garcia. Il salone comprende una biblioteca con oltre cento opere letterarie. Sogno dorato, da 10 mila euro a notte.
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Cosa vedere
Montecarlo è città strana, dai mille contrasti. Più interessante di quanto possa sembrare a prima occhiata.
Forse la cosa migliore è informarsi sulla mostra d’arte del momento o camminare senza una meta, tra le vetrine del lusso più sfrenato e la costa del bel Mediterraneo. Per poi rifugiarsi in albergo, poltrendo a bordo piscina.

La piazza del Casinò.
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Il Louis XV, altra meta gastronomica del Principato.
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Vi segnaliamo però una curiosità: una fedele ricostruzione di un giardino giapponese, a pochi metri da concessionarie d’auto di lusso e dai grattacieli di Montecarlo. Stridente quanto affascinante.
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Visitato il 10-2014

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