IN BREVE
Pregi
  • Una locaton unica
DIFETTI
  • La prenotazione difficile
14/20 Valutazione

Elio Sironi da circa un anno è tornato a Milano e la cosa non è certo passata inosservata. Ci aveva abituato bene nelle cucine dell’hotel Bulgari della città e, dopo una breve parentesi sarda, ha preso in mano le redini del nuovo ristorante all’ultimo piano del quartier generale di Dsquared, in zona porta Volta.
Impossibile non parlare di questa spettacolare e unica location, più newyorkese nell’aspetto che milanese.
Complici il panorama, con la nuova skyline di grattacieli mai esistita prima, e le due scenografiche piscine esterne ai lati del ristorante, ti aspetti da un momento all’altro di vedere Carrie Bradshaw di Sex and the City spuntare da dietro l’angolo con un Cosmopolitan in mano.
Ambiente sofisticato, atmosfera Bobo-Chic e pubblico ultra modaiolo sono gli ingredienti che hanno permesso al Ceresio 7 di imporsi, a un anno dall’apertura, come uno dei locali più gettonati della città, totalizzando quasi sempre il tutto esaurito.
Milano si sa, come capitale indiscussa della moda, non è nuova ad aperture di questo tipo, ristoranti nati come spin-off delle case di moda che vedono in questo tipo di business non solo un luogo di prestigio e di rappresentanza dove accogliere i propri ospiti, ma anche la possibilità di reinvestire i grossi utili generati con il loro core business.
Purtroppo però questo genere di locali sono sempre stati (e lo sono ancora nella maggioranza dei casi) deludenti e carenti sia sulla qualità della materia prima che sulla cucina, per non parlare del servizio.
Invece, a un anno dall’apertura, possiamo affermare che il Ceresio 7 è riuscito senza dubbio a sfatare il mito che non si potesse avere un ristorante di questo taglio con una cucina di qualità e un servizio di un certo tono. Il merito è senza dubbio di Elio Sironi che, con un grande bagaglio di esperienza alle spalle, insieme ad uno staff giovane ma molto professionale, attraverso un lavoro encomiabile, è riuscito là dove quasi tutti hanno fallito.
La carta studiata dallo chef è divertente, mai sofisticata come del resto richiede la clientela di questo tipo di ristorante.
I prodotti sono di grande qualità, lavorati il minimo possibile. Niente di eccessivamente elaborato.
Qui si viene per cenare ma non solo; si può prendere un aperitivo ma anche venire per il dopo cena sicuri di trovare sempre la compagnia giusta. Una bella carta dei coctkail e dei vini completano il quadro che ovviamente non è a buon mercato ma nessuno dei clienti di questo ristorante si aspetterebbe il contrario.

La mise en place
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Il pane e la foccaccia fatti in casa
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Abbiamo deciso di iniziare con il grand buffet a tavola che cambia ogni giorno secondo la fantasia dello chef. Per noi: tartare di salmone, capperi e guacamole in sfoglia, crudo di tonno e carciofi, salicornia e bottarga di muggine, calamaro alla plancha e insalata cotta di porcini, centrolofo agli agrumi e puntarelle all’acciuga e culatello Spigaroli con melone. Chi ben comincia…

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A seguire abbiamo provato le linguine all’astice peperoncino e zucchine in fiore
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Di secondo il pesce sulla brace olio e fior di sale
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Ai dolci ci saremmo aspettati qualcosa di più; noi abbiamo scelto Opera cioccolato e caffè.
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Visitato il 07-2014

2 Risposte

  1. Emanuele Barbaresi

    Condivido commento e valutazione. Temevo un “pacco” assoluto e invece mi sono dovuto ricredere.

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