IN BREVE
Pregi
  • Cenare in pieno centro storico a Verona, a due passi dall'Arena.
  • Una selezione di ostriche davvero notevole.
  • Ottimo servizio di sala.
DIFETTI
  • Prezzi decisamente troppo elevati.
  • Qualche indecisione di troppo nelle cotture.
13/20 Valutazione

Catelvecchio e l’Arena sono due tra i più celebri monumenti di attrazione turistica della bella Verona. Esattamente tra questi due riferimenti storici, in una viuzza un po’ nascosta, sorge, culinariamente parlando, un altro punto di riferimento scaligero, l’Oste Scuro. Dal 1998 al timone di questa nave, perché di solo mare parla il menù, c’è Simone Lugoboni. Poche idee in testa ma molto chiare: servire il miglior pesce della città senza cercare abbinamenti improbabili né complicarlo con lavorazioni superflue.
Il locale, lo si capisce appena entrati, cerca di andare incontro ai gusti un po’ di tutti. Tre piccole sale con muri originali del settecento danno quel tocco di storicità che non può mancare, i tavoli molto, forse troppo, ravvicinati lo rendono sia romantico che informale, il parquet e le travi a vista dei soffitti bassi scaldano l’ambiente senza però renderlo soffocante. A confermare il fatto di essere in un ristorante e non in un’osteria, oltre ai prezzi, ci pensano i ragazzi di sala, sorridenti e premurosi, capitanati dagli ottimi Igor Sartori e Simone Marchesini, entrambi con esperienze importanti alle spalle. La carta dei vini è coerente con lo stile del locale, e senza voler sorprendere presenta una buona selezione di etichette “VIP” con tutti i rincari del caso.
La cucina di Lugoboni si presenta semplice per volontà ma non per questo banale. L’impressione che il cuoco possa fare di più certamente c’è, data anche la sua gavetta in giro per l’Italia e le esperienze transalpine. Va detto però che l’Oste Scuro vive di una clientela indigena affezionata e questo potrebbe averlo indotto a cucinare più secondo il gusto del cliente che secondo il proprio. Scelta assolutamente legittima. Gli antipasti di crudo rendono giustizia alla nomea del locale, con una materia prima ittica di grande livello. All’oste Scuro è doveroso provare le ostriche, tra le migliori che si possano trovare nel panorama regionale. Notevole anche la selezione di caviale. Qualche incertezza invece nel momento in cui il pesce è stato lavorato, modificato, manipolato o semplicemente cotto, come nel caso dei gamberi rossi con la pappa al pomodoroTipica zuppa contadina a base di pane, pomodoro e olio extravergine, caratteristica della Toscana.... o nel San Pietro fritto in verticale, tecnica che conferisce al pesce stopposità e secchezza. D’altro canto molto golosi gli spaghettoni con ricci di mare e burrata, dove, anche se il riccio si perde un po’, la mantecatura della pasta rende ogni boccone pieno ed avvolgente.
Simone Lugoboni è uno chef curioso, attento ai dettagli ed entusiasta. Siamo certi che in un futuro la sua mano già capace e sicura, possa risultare un po’ più incisiva, regalando maggiori emozioni e piatti che possano essere ricordati oltre che per la materia prima anche per la loro lavorazione.
Una passeggiata per il centro storico di Verona rimane comunque un’ottima scusa per provare la cucina dell’Oste Scuro, dove a breve sarà possibile anche cenare in un delizioso cortiletto interno.

Una delle salette del locale
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Un aperitivo, calamaretti spillo fritti. Molto Buoni
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Il pane caldo. Decisamente deludente
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Le spettacolari ostriche. In alto una “Belle de selection”, in basso una “Speciale de marine” e a sinistra una ”Speciale de Utah Beach”
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Il burro salato e lo scalogno in aceto da affiancare alle ostriche.
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Piatto di crudità. San Pietro con timo, calamari con bottarga, pesce Limone o pesce Serra, scampo sardo al naturale con basilico e ventresca di tonno con salsa di soia e capperi. Pesce di qualità, piatto semplice ma appagante.
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Piatto di antipasti caldi. Tonno scottato con caponataTradizionale ricetta siciliana a base di melanzane. Si tratta di un insieme di ortaggi fritti, conditi con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce a base di aceto e zucchero...., pappa al pomodoro con gamberi rossi, seppie al nero con crema di patate e capperi fritti. Poco incisivi gli abbinamenti tra pesci e verdure. Ottima invece la caponata.
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Spaghettini con alici di Menaica, capperi e origano. Spaghetto ben mantecato ma sapidità fuori controllo.
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Ricciola, passatina di ceci e funghi glassati. Pietanza servita per arginare un errore di tempistica della cucina. Molto bravi.
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Spaghettoni con ricci di mare e burrata. Golosi
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Il nostro San Pietro pronto per la frittura
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Il nostro San Pietro dopo la frittura
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La sua testa, da sgranocchiare
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La maioneseLa maionese (dal francese mayonnaise o dal catalano maonesa) è una salsa madre, cremosa e omogenea, generalmente di colore bianco o giallo pallido, che viene consumata fredda. Si tratta di un'emulsione stabile di olio vegetale, con tuorlo d'uovo come emulsionante, e aromatizzato con aceto o succo di limone (che aiuta l'emulsionamento). La ricetta tradizionale prevede l'uso di olio d'oliva e... da accompagnare al nostro pesce. Buona ma purtroppo un po’ slegata
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Il nostro compagno di viaggio
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Sorbetto di pesca e champagne e gelato alla liquirizia. Un gradito pre dessert
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Mousse al cioccolato con sale Maldon e olio extravergine di oliva. Dolce semplice ma molto gustoso.
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Semifreddo al pistacchio di Bronte con salsa ai lamponi. Temperatura di servizio da rivedere ma dolce intenso ed equilibrato.
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Spuma di yogurt e fragole. Fresco e semplice.
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Per concludere una buona sbrisolona
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Visitato il 07-2014

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