IN BREVE
Pregi
  • Una cucina veramente di mercato vivace e ben eseguita
DIFETTI
  • Il curioso passaggio esterno che conduce alla sala
14/20 Valutazione

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Accanto a tanti improbabili e anonimi locali che, in un frenetico susseguirsi di aperture, animano la movida gastronomica romana, compaiono interessanti realtà ben più degne di attenzione, come questo piccolo bistrotBistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli..., anch’esso di recente inaugurazione.
Lo stile adottato incarna i dettami parigini dell’offerta gastronomica più in auge nella ville lumière: menù vivaci, dal frequente avvicendamento, sensibili alla disponibilità del mercato (situato proprio di fronte al ristorante), all’utilizzo di materie prime diversamente nobili, legati all’estro e al buon senso degli chef e caratterizzati da prezzi contenuti in un ambiente informale e vibrante di giovanile passione.
Il termine piccolo, riferito agli spazi, è un eufemismo: all’entrata, uno spazio winebar davvero minimo offre, su qualche sgabello al bancone posto a fianco della cucina, l’occasione di scegliere oltre i piatti e i menù del ristorante anche golosi assaggi di street food con vini al bicchiere, mentre sul retro, con passaggio esterno attraverso un giardinetto ahimè aperto solo nei mesi più caldi, la vera e propria sala ristorante, minuscola e oblunga, con soli quattro-cinque tavoli.
La cucina è semplice, gustosa, comprensibile ed eseguita in modo impeccabile, riferendoci con questo non solo a cotture adeguate ma anche ad abbinamenti fatti con buon senso e attenzione.
Alcune preparazioni sono certamente perfettibili come la concentrazione del fondo vegetale e l’anodina presenza della patata allo zafferano nella triglia, ma altre, come lo squisito tatakiTecnica di preparazione del pesce o della carne tipica della cucina giapponese, in cui la carne o il pesce vengono scottati rapidamente su una padella rovente, marinati in aceto, affettati e ricoperti spesso di gomasio o sesamo.... di palamita o il calamaro con guanciale, rappresentano già piatti rodati e registrati.
Da non sottovalutare la possibilità di provare bottiglie non banali, nazionali e non, scelte con competenza pari alla validità espressa dalla cucina.
E’ un locale dove si sta bene, si spende il giusto e dove, soprattutto, ci si augura che la qualità della cucina cresca proporzionalmente al successo di pubblico che senz’altro merita.

Amuse-bouche: ricotta infornata, crema di sedano rapa e calamari.
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Gamberi gobbi, rapa rossa e aceto tradizionale di Modena.
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Tataki di palamita, crema di piselli e patate.
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Baccalà, pil pil, crema di patate, rape, cipolle ed erbe spontanee.
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Triglia, fondo vegetale, patata allo zafferano.
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Spaghettone ostriche, bergamotto e ricci di mare.
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Buon risotto con indivia, canocchie e pecorino (fuori menù).
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Calamaro, guanciale, carciofi e crema di patate.
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Lingotto di cioccolato bianco con ripieno di nocciola, pralinato alle mandorle con riso latte alla vaniglia e cialda agli agrumi con sale maldon.
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Croque en bouche al pistacchio.
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Uno champagne dosage zero degno di nota.
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Un particolare e molto interessante chardonnay dello Jura.
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Una coda di volpe super fermentato e macerato di Antonio di Gruttola.
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Per chiudere in bellezza…
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Visitato il 03-2014

4 Risposte

  1. Luca Bartolini

    Grazie, avevo in programma una visita!
    Mi sembra sia di buon livello.
    L’abbinamento al calice lo avete fatto voi?

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    • Norbert
      Norbert

      Scelta concertata insieme all’ottimo Francesco Romanazzi, sommelier del locale.

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  2. mezzacoda

    buono ma … proprio troppo sale in tutti i piatti
    Peccato veniale : mangiare sul legno non è gradevole. Con la porta aperta troppi spifferi.

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  3. Piermario

    Tavola in gran forma e valutazione, oggi, a mio avviso un pelino “stretta”.

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