Se la prima puntata del nostro speciale milanese è stata soprattutto l’ennesimo apologo sul web del panino a stelle e strisce, in questa seconda ed ultima eccoci giunti alla classifica dei dieci migliori hamburger di Milano.
A onor del vero due fra i locali in lista si trovano in realtà abbondantemente fuori dai confini metropolitani, ma abbiamo scelto di inserirli comunque alla luce dell’elevata qualità riscontrata in entrambi, mantenendo comunque buona facilità di accesso per chi arriva dalla città.

Non è stato facile stilare una classifica ed è bene precisare che essa tiene in considerazione, oltre al gusto, numerosi altri aspetti come, ovviamente, la qualità delle materie prime, la bontà e la “tenuta” del pane, la cottura della carne, le salse, la fattura del contorno.
In alcuni casi inoltre abbiamo scelto, a parità di livello, di premiare una maggiore aderenza ai parametri yankee, perché se è vero che l’hamburger ha dimostrato un’eccellente versatilità nel valorizzare alcuni ingredienti tipicamente italiani, ci sembra giusto riconoscere un premio a chi cerca di eseguirlo in maniera assolutamente, o prevalentemente, filologica.

Venimmo, vedemmo, e senza indugio li mangiammo, ecco dunque a voi la top ten!

#10: Polpa

A pochi passi da Porta Romana ecco questa “Burger Trattoria” dove tutto, dai font ai particolari d’arredo, è scrupolosamente studiato per ricreare, forse ironicamente, un ambiente senza pretese. Bella scelta di carni e di ingredienti, ma il risultato, comunque più che godibile, è ancora assai migliorabile.
Cosa ci piace: l’alto grado di personalizzabilità e l’ordinazione con consegna di mestolo numerato, che fa tanto gioco della scopa alla festa delle medie e per questo ci piace.
Cosa non ci piace: il pane troppo secco ed una cottura eccessiva rispetto al taglio più grossolano della norma della polpetta.

#9: Ham Holy Burger

Fra le prime insegne cittadine a propugnare la declinazione gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico.... dell’hamburger, Holy Ham ha raddoppiato il locale di Via Palermo aprendone uno gemello in Via Marghera. E’ senz’altro solo suggestione, ma continuiamo a preferire la sede originaria.
Cosa ci piace: le buone materie prime e il servizio, assai celere e agevolato dall’ordinazione, invero non da tutti apprezzata, tramite iPad.
Cosa non ci piace: il rendimento altalenante, con serate decisamente meritevoli di una miglior posizione ed altre assai meno felici.

#8: Love Eat

L’hamburgermania ha presto varcato i confini della città di Milano, e dobbiamo riconoscere a Love Eat di essere stato fra i primi a presentare un prodotto di qualità fuori dai Bastioni. Apprezzabilissima la proposta, varia (e comprendente la sfiziosa versione “alla Rossini”) e largamente personalizzabile, con quattro tipi di bunClassica tipologia di pane soffice a base di farina, acqua, burro, latte e sale, adatto per la preparazione di hamburger. Il bun occidentale si origina dalla tradizione dei panini al vapore della cucina cinese settentrionale, dove si coltiva in particolar modo il grano al posto del riso. Questi panini, in Cina, sono realizzati sia per essere consumati vuoti (mantou), sia... ed ingredienti gourmet come il Bettelmatt.
Cosa ci piace: ad un prezzo simile a quello dei concorrenti milanesi (in media 14 euro per burger e buone patate) viene proposta anche una piccola entrata.
Cosa non ci piace: i dolci proposti, di livello decisamente inferiore a quello del burger.

#7: Ristorante Macelleria Motta

L’hamburger è una solo una delle molte proposte della Macelleria Motta, vero e proprio tempio della carne che ci sentiamo di segnalare, pur fuori Milano. Questo burger ruota intorno alla magnifica qualità di una patty di taglia extra large (300g abbondanti), in grado di mettere in difficoltà anche gli stomaci più allenati.
Cosa ci piace: la carne a livelli stellari. Nonostante i 22 euro possano scoraggiare l’ordinazione, ci pare giusto ricordare, oltre alle considerevoli dimensioni della polpetta, che trovandoci in un ristorante vero e proprio sono previsti alcuni extra, come un benvenuto e la piccola pasticceria con il caffè.
Cosa non ci piace: non sono previste customizzazioni oltre alle ottime salse maison. Il pane e gli altri ingredienti finiscono inoltre per risultare un mero accompagnamento alla fantastica carne.

#6: Burbee

Dietro l’aspetto di una pizzeria d’asporto da 6mq, con tanto di mensoloni e sgabelli per chi gradisse consumare il pasto sul posto, si nasconde una delle novità più interessanti dell’ultimo anno: zero spazio all’apparenza, massima sostanza per ottimi burger accompagnati da birre artigianali.
Cosa ci piace: l’offerta no frills, che consente di contenere i costi a fronte di una buona qualità globale, e la “cucina” a vista.
Cosa non ci piace: a causa delle ridotte dimensioni del locale può risultare difficoltoso trovare posto negli orari di punta.

#5: Pisacco

La moderna trattoria milanese, con un’offerta variegata ai limiti dell’eclettismo. Il burger è “soltanto” una delle voci della carta, e pochi vi presterebbero attenzione, se non si trattasse della celebrata versione di Andrea Berton, pioniere dell’hamburger gourmet meneghino.
Cosa ci piace: la finezza quasi paradossale dell’hamburger, con carne di qualità ed un ottimo pane, accompagnato da eccellenti patatine.
Cosa non ci piace: l’unica possibilità di scelta è il grado di cottura della carne. La griffe Berton ha inoltre il suo peso nello scontrino: il panino, oltretutto di taglia piuttosto contenuta, è infatti prezzato 16 euro.

#4: Café Trussardi

Residenza originaria dell’hamburger targato Berton, il bistrotBistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli... del Levriero non si è limitato a conservare la pregevole creazione ma è riuscito addirittura a perfezionarla, accompagnandola con chips di fattura difficilmente migliorabile, in un contesto di grande tono.
Cosa ci piace: le materie prime, l’esecuzione (e la location) giustificano pienamente i 24 euro richiesti, rendendolo sì il burger più caro fra quelli provati, ma anche uno dei più meritevoli.
Cosa non ci piace: la dimensione “primitiva” dell’hamburger finisce per stridere un po’ con l’affettazione del luogo.

#3: Denzel

“Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre”, dice la Torah; da Denzel, locale che osserva i dettami Kosher, non troverete pertanto traccia di formaggio nell’hamburger. Nonostante questo limite oggettivo, non c’è però dubbio che quello offerto sia un panino davvero di alto livello.
Cosa ci piace: è il migliore tra i locali in classifica ad offrire un burger di agnello, ed a realizzare tutto in casa. E’ inoltre possibile scegliere la pezzatura della patty (fino a 530g!).
Cosa non ci piace: l’assenza del formaggio priva il panino di quell’amalgama goloso che ha contribuito al successo dell’hamburger nel mondo.

#2: Fatto Bene

In zona centrale, ma ai margini dell’Area C, ecco spuntare la novità che abbiamo trovato più interessante. La scelta non è in assoluto ampia, ma ogni singolo ingrediente si rivela assai pregevole, merito anche della rotazione della proposta, che varia frequentemente in base al mercato e alla stagionalità (in autunno è passato di qui perfino Sua Maestà il tartufo bianco).
Cosa ci piace: nell’eccellente hamburger spicca per qualità il fantastico pane. Davvero ottime le celebrate (non a caso) chips in accompagnamento.
Cosa non ci piace: sono bravi e lo sanno, facendolo talvolta pesare più del necessario in sala.

#1: Al Mercato

Rimangono saldi in vetta alla nostra graduatoria Beniamino Nespor ed Eugenio Roncoroni, autori dell’hamburger con più personalità fra quelli da noi assaggiati . Da non perdere il tartareLa bistecca alla tartara (conosciuta anche come carne alla tartara, steak tartare o più comunemente tartare) è un piatto a base di carne bovina o equina macinata o finemente tritata e consumata cruda. La ricetta prevede che dopo essere stata triturata la carne deve o marinare nel vino o in altri alcolici oppure viene aggiunto del succo di limone e... burger, una delle migliori declinazioni della carne cruda attualmente rintracciabili in circolazione.
Cosa ci piace: la straordinaria qualità dell’esecuzione e degli ingredienti (il cheddar invecchiato sarebbe da solo in grado di spostare gli equilibri).
Cosa non ci piace: gli spazi davvero ristretti. Non accettando prenotazioni inoltre, l’attesa per il proprio turno spesso si rivela davvero eccessiva.

5 Risposte

  1. Claudio

    Bella classifica e alcuni nuovi indirizzi da annotare.
    Tra quelli che ho provato io in zona centro ne mancano almeno 2 che meritano sicuramente almeno di entrare nei #20.
    Uno e’ quello di “212 Hamburger & Delicious” e l’altro, forse anche migliore, quello di “ByS Milano”.

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  2. Tommaso

    mettere tra i difetti del Mercato gli spazi ristretti ci può stare, ma per quanto mi riguarda l’ambiente (molto particolare, musica e video mai casuali) ed il servizio (assolutamente fenomenale il ragazzo di cui ora non ricordo il nome!) sono due punti di forza del locale.
    curioso che ogni 4 visite al Mercato (in un mese, circa), almeno in 3 occasioni preferisco qualcos’altro all’hamburger.

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  3. gibo

    Si parla di Milano ma vi assicuro che appena fuori esiste un locale Siena Burger che li batte tutti

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