IN BREVE
Pregi
  • Una cucina confortante e di recupero delle tradizioni
DIFETTI
  • Il menù, troppo lungo

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“E spesso vado a sedermi come allora sulla rive del grande fiume e mentre mastico un filo d’erba penso: si sta meglio su questa riva …” 

G. Guareschi

Com’è possibile che in un luogo così famoso e ricco di storia gastronomica, spesso affollato da frotte di turisti e quindi non obbligato a cercare la qualità e a mantenere i capisaldi della tradizione in carta a tutti i costi, riescano nonostante tutto a prepararvi una cena coi fiocchi in una nebbiosa notte d’inverno inoltrato? La risposta è semplice: la Passione. Precisamente quella di Mario, Villiana e Rosalba che tutti i santi giorni svolgono il loro instancabile e impeccabile ruolo di custodi della tradizione parmigiana. Qui si trovano, tutti concentrati in una carta quasi chilometrica che è forse l’unico appunto che ci sentiamo di fare, i piatti storici locali in una numerica estensione che non troverete neanche in tutti gli altri ristoranti dei dintorni.

Ebbene sì, a parte i culatelli e gli affettati di gran qualità, ci sono i tortelli in 5 declinazioni diverse. Si spazia dall’insalata di capponePollo maschio castrato per far sì che raggiunga maggior peso, rendendo la carne più tenera e grassa. Esemplare idoneo per brodi e bolliti tradizionali...., al salamino in crema di tartufo, al poccio coi crostini (praticamente introvabile altrove), alle fettuccine di pasta sporca al sugo, alle fantastiche mezze maniche ripiene in brodo di terza e al monumentale, allappante e fantasmagorico fagioli e cotiche che troverete fotografato e lasciato ai posteri in eredità.

Le mezze maniche, ad esempio, un piatto che nessuno fa più. La pasta fatta a mano, il ripieno che profuma di casa, il pane raffermo, la salsiccia, il parmigiano. Ed il brodo, detto appunto di terza per via delle tre tipologie di carne al suo interno (manzo, pollame, maiale). Un piatto che ti avvolge e irretisce con la sua delicata e golosa imperfezione.

A chiudere un zuppa inglese  fatta alla maniera tradizionale, molto soda e consistente. Carta dei vini interessante, con qualche significativa etichetta anche al di fuori della regione.
E dopo cena vi resterà la voglia di ritornare ancora tra le nebbie e perdervi qui, nella bassa, per un secondo passaggio, il prima possibile.

Il nostro compagno di avventure…
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Culatello 24 e 30 mesi, eccezionale.
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Lardo in conca.
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Il Poccio con i crostini.
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Le Mezze Maniche ripiene in Brodo in terza.
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Le fettuccine di pasta sporca al sugo.
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I fantastici fagioli e cotiche.
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La zuppa inglese.
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Visitato il 12-2013

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