520

La bellezza del viaggio è legata alle sue infinite sfaccettature: non è rinchiudibile in uno spazio temporale ben preciso. Il viaggio si ramifica dentro di te.
Prima della partenza: quando leggi tutto quello che ti capita sotto gli occhi legato anche solo marginalmente alla tua meta, con una avidità di conoscenza che ha pochi uguali; quando programmi itinerari, spostamenti, tavole e locali da non perdere; quando conti i giorni che ti dividono da quell’aereo.
Alla partenza, nel momento in cui guardi negli occhi i tuoi compagni di viaggio e vedi in loro il tuo stesso entusiasmo.
Certamente prende forma nel momento della scoperta, dell’incontro di nuove culture e nuove realtà.
Ma il viaggio continua anche nel ritorno a quella che definiamo casa, qualsiasi cosa essa sia: si perpetua nei ricordi, nelle emozioni, in quei flash che si stampano nella tua mente senza nessuna intenzione di abbandonarla. Rivedere le foto è qualcosa di unico, un misto di bellezza e malinconia che ti stringe lo stomaco e ti fa rivivere sapori ed esperienze.
Quando poi la meta del viaggio è quella terra che da sempre sogni di visitare, tutto assume un carattere estremo. Questo è stato per noi il Giappone.
Per un gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico...., un viaggio in Giappone è la chiusura di un percorso iniziato, è quella pausa dopo un discorso importante, nell’attesa di riprendere a parlare. Da qui si riparte con una consapevolezza maggiore.
Abbiamo sentito più volte sussurrare timidamente che, al netto delle mode, passato e futuro della cucina siano legate alle tre sorelle Francia – Italia – Giappone.
Lasciamo al tempo delineare la storia: certo è che quanto provato nel Sol Levante ha ricalibrato i nostri parametri di valutazione.
Non esiste un modo giusto per viaggiare, ognuno troverà piacere in quello che è il “suo” modo.
Certamente un gruppo come il nostro non può che ritenere una immersione nel cibo locale una delle modalità migliore per conoscere un popolo.
Questo è ancora più vero in una città come Tokyo, che non ha niente di particolarmente bello da visitare (il paragone con le grandi capitale europee non può reggere) eppure ti entra dentro come poche altre. Una città gigantesca che, tuttavia, regala sempre la sensazione di essere a disposizione, di lasciarsi scoprire a poco a poco come in un lento corteggiamento.
Così come lo sono i suoi abitanti, apparentemente schivi eppure sempre capaci di sorprenderti con un gesto di calore, un sorriso o semplicemente una cortesia.
Tokyo è da scoprire perdendosi tra le sue mille strade, scovando i suoi angoli più nascosti e i tanti diversissimi quartieri.
Con una carrellata di foto vogliamo cercare di fare vivere anche a voi alcuni dei “nostri flash” e condividere anche solo parzialmente le nostre emozioni.
La malinconia ve la risparmiamo, quella attanaglia noi dal giorno del nostro ritorno…

Le “attrazioni gastronomiche” non si contano.
Parlando di pasticcerie possiamo aprire un capitolo immenso: in Giappone c’è una vera e propria venerazione per i dessert e sono quindi tantissime le insegne dove trovare dei dolci di grande fattura.

Tra i pasticceri giapponesi di scuola francese il numero 1 è probabilmente Hidemi Sugino: nel suo punto vendita a Kyobashi si possono provare le sue specialità in monoporzione, in particolare mousse di cui è un vero maestro. All’apertura potreste anche trovare della coda per accaparrarsi le creazioni migliori: le porzioni vengono infatti prodotte in numero limitato e quando finiscono…finiscono. Superlativo in tutto e per tutto.

520

520

520

520

Altro pasticcere legato al modello francese è Sadaharu Aoki (ci sono più punti vendita sparsi per la città) ma anche nel campo della pasticceria tradizionale giapponese si possono trovare delle cose incredibili. Lasciarsi sfuggire l’assaggio di un baumkucken (fantastici quelli di Nenrinya) o di un dolce alla castagna sarebbe un vero peccato.

La vetrina del punto vendita di Aoki a Marounochi

520

Negozi di pasticceria giapponese

520

520

Sampuru: riproduzioni in cera di ogni genere di cibo, una tradizione secolare.

520

520

Cosa avrà voluto dire…?

520

Un minuscolo ma fornitissimo bar nel quartiere di Ginza.

520

Altra modalità sempre consigliabile per approcciarsi a un nuovo paese è quella di visitare i suoi mercati. Parlando di Tokyo non si può non pensare al Tsukiji Market: il più grande mercato ittico del mondo, vi lavorano circa 65 mila persone giornalmente. Famosissima la sua asta dei tonni, anche se noi non ve la consigliamo in maniera particolare (non vale la pena recarsi al mercato alle 4 di mattina e attendere molto tempo per una asta di cui coglierete solo alcuni gesti). Meglio svegliarsi con calma e farsi un bel giro nella parte aperta al pubblico dalle 9 in poi.

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

Il temibile mezzo di locomozione degli addetti del mercato: sfrecciano alla velocità della luce, occhio!

520

Molto interessanti anche i negozietti posti nelle vicinanze del mercato, sia di cibo che di coltelli. L’offerta culinaria anche solo in questo settore è smisurata e si può mangiare molto bene con poco impegno economico.

520

520

520

520

Anche i ristoratori giapponesi odiano i fotografi…

520

Non solo pesce.

520

I costosissimi funghi Matsutake al mercato Ameyoko.

520

520

Tanto street food girando per Tokyo
YakitoriLo yakitori è un piatto tipico della cucina giapponese, e consiste in degli spiedini di pollo. Gli yakitori sono composti da pezzetti di pollo o da frattaglie dello stesso infilzati su spiedini di bambù e grigliati, di solito su carbonella Binchōtan. In Giappone, nei ristoranti di yakitori (yakitori-ya), si ritrova ogni possibile parte di pollo. È quindi possibile ordinare spiedini...: spiedini di pollo

520

520

Takoyaki: delle palline fritte dalla temperatura interna infernale. Occhio alla lingua!

520

520

L’efficientissima metropolitana di Tokyo: puntuale e ramificata in ogni angolo della città.

520

Alle volte approcciarsi a una mappa può essere complicato. Il nostro consiglio per evitare di perdervi è di procurarvi una scheda sim dati giapponese per il vostro smartphone e poi utilizzare google maps: noi abbiamo ordinato dall’Italia questa http://www.bmobile.ne.jp/english/ e ci è stata consegnata direttamente in albergo. Non si trova in Giappone, quindi prenotatela prima di partire.

520

Interessante una passeggiata serale al Golden Gai, vicino alla zona di Shinjuku, un dedalo di stradine piene zeppe di minuscoli locali dove fare conversazione e bere qualcosa. In pratica pagate il diritto di occupare una sedia e poi potete fermarvi anche tutta la sera.

520

520

520

Il famoso incrocio di Shibuya: l’attraversamento pedonale più frequentato del mondo.

520

Il Quartiere Roppongi.

520

520

Una insegna “amica”.

520

La stravaganza è all’ordine del giorno: una ragazza-Lolita.

520

Il mitico Bento Box!

520

520

Carrellata finale…

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

520

14 Risposte

    • daniele

      Per il signor Bellomo

      Martin Armstrong è il più grande economista vivente ed una delle poche voci oneste e coraggiose del mondo odierno. Prima di additarlo al pubblico ludibrio bisognerebbe conoscerne a fondo la storia e non basarsi su quattro righe di Wikipedia ….

      Rispondi
      • Roberto Bellomo
        Roberto Bellomo

        Wikipedia riporta dei dati di fatto, non un’opinione, per cui non capisco in cosa ci sia un’esposizione al pubblico ludibrio.
        Lei ha linkato, senza commenti, un post dell’autore e trattandosi di un autore che non si può definire “neutrale” rispetto al Giappone mi è sembrato corretto dare al lettore qualche informazione in più.
        Peraltro un suo commento avrebbe aiutato a capire cosa c’entrasse il link con l’articolo da noi pubblicato. Il Giappone non va visitato? E’a rischio per la nostra salute e l’unico che ci sta avvisando è un economista (foss’anche “il più grande economista vivente”?)

  1. Niko

    Buonasera, avrei bisogno di qualche informazione riguardo la sim da acquistare.
    Si ordina dal link che avete pubblicato e la si paga da qui(quindi postepay o circuito visa vanno bene?), si inserisce l’indirizzo al quale si desidera riceverla(in Giappone naturalmente) e una volta arrivati lì la si può utilizzare subito con lo smart phone(è una micro sim? Per I-phone funziona?)?
    Oltre a quanto suddetto il numero di cellulare italiano non rimane? Cioè se uno utilizza applicazioni per comunicare in cui è richiesto l’inserimento del numero di cellulare non potrà farne uso una volta li?o se semplicemente si desidera telefonare bisogna cambiare la scheda?

    La durata di questa scheda(parlo di giorni) la si può scegliere sul sito e il massimo come navigazione è di 1Gb giornaliero mi sembra di capire dal sito, confermate?

    Scusate se vi chiedo informazioni di questo tipo su PG, ma sarò li a breve e non voglio avere a che fare con mappe cartacee ne tantomeno avere problemi per procurarsi una sim dati.

    Grazie.

    Rispondi
    • bpetronilli

      Salve, per quanto riguarda la Sim è necessario acquistarla esclusivamente sul sito http://www.bmobile.ne.jp/english/index.html, pagamenti con carta di credito ok, indicare l’albergo e l’indirizzo dove riceverla (con giorno e orario), sono molto precisi e non abbiamo avuto difficoltà, ha funzionato da subito. Se ci fossero problemi si può andare in uno dei tanti negozi della Docomo e chiedere aiuto, ma attenzione che l’inglese non è parlato bene e quindi direi solo in caso di necessità. E’ una micro sim, quindi Iphone ok (ma si possono richiedere altri formati). Evidentemente cambiando la scheda il numero italiano non funziona e per telefonare bisogna reinserire quella italiana, a meno che non si utilizzino 2 cellulari. Noi abbiamo usato un Ipad per usare la Sim Jap, è molto più comodo, anche in funzione del consumo della batteria del cellulare che usando le mappe di continuo dura poco. Le opzioni sono 2: o una durata di 14 giorni (per usare le mappe è perfetta, ma anche per fare qualche telefonata con Face Time), oppure 1 GB a consumo, non giornaliero quindi. Se si consuma tutto in 2 giorni bisogna ricaricarla, ma noi consigliamo la tariffa di 14 giorni, ci siamo trovati benissimo.
      Questa è l’unica possibilità in Giappone per avere una Sim Dati, perché arrivati lì non si possono acquistare SIM se non si è residenti…
      Buon viaggio!

      Rispondi
  2. Niko

    Buonasera, vi scrivo per un’ulteriore informazione: ho letto sul sito di b-mobile che iPhone 4 oppure iPad2 con l’aggiornamento IOS 7 non funzioneranno, ma chiedendo direttamente a loro non è stato toccato questo punto. Avete avuto problemi a riguardo? Grazie

    Rispondi
  3. Niko

    Buongiorno, vorrei sapere se da Kitcho e Kyoboshi(di Kyoto) sono accettate carte di credito. Grazie

    Rispondi
  4. gianni revello

    Sta diventando straordinario l’insieme di recensioni e racconti che qui su PG si stanno accumulando sul Giappone, già da ora meritevoli di essere raccolti in un tutto organico e ulteriormente divulgati. Le centinaia e centinaia di immagini e i testi danno un’idea diretta e viva di quella grande tradizione. In Italia nessuno ha mai fatto niente di simile. Guardando all’estero alla fine quelli sul sito di Adam, pur ben puntuali, saranno inferiori di numero, e credo che di vostre ne manchino ancora, solo Aiste ha messo sul suo sito più interventi, generalmente però meno approfonditi. Grazie ancora.

    P.S.: …nell’ultima immagine nello specchio, vi vedo in tre concentrati, solo uno dei due Roberto è distratto da qualcosa 🙂

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata