IN BREVE
Pregi
  • La gentilezza dei camerieri
DIFETTI
  • La vicinanza tra i tavoli
12/20 Valutazione

520

Olbia è la porta d’ingresso di quella celebre enclave in territorio sardo che risponde al nome di Costa Smeralda, luogo in cui il lusso sfrenato è status symbol e la bellezza assoluta della natura circostante il suo degno corollario. Ma orientarsi alla ricerca di indirizzi gastronomici di livello da queste parti non è impresa facile.
Alle meraviglie paesaggistiche, alla sublime qualità delle acque e alle risorse alberghiere che si susseguono in questa piccola porzione di paradiso non fa riscontro, purtroppo, un’altrettanto valida offerta nella ristorazione.
Proprio nel centro di Olbia, però, all’interno di un albergo a tre stelle, il ristorante Gallura rappresenta da decenni un punto di riferimento sia per la popolazione del luogo che per il turista di passaggio.
Il locale, dagli spazi a dir poco limitati, offre l’opportunità di gustare una cucina onesta, classica, semplice e per niente elaborata.
I camerieri, non essendoci un vero e proprio menù, hanno il compito ulteriore di elencare a voce i piatti presenti non disdegnando consigli sulle pietanze del giorno. Tale caratteristica fa il paio con la singolare presenza sulla tavola di amuse-bouche, nel nostro caso due formaggi, che fanno bella mostra di sé ancor prima di accomodarsi.
Altrettanto curiosa la presenza, a centro sala, di un mobile con vari contorni disposti ciascuno nel proprio contenitore, emblema di una modalità d’altri tempi di concepire la ristorazione.
Una volta fatta la scelta del pesce da consumare, opzionandolo da un vassoio opportunamente avvicinato al tavolo, comincia una successione di piatti rassicuranti portati, in verità, con un ritmo un po’ troppo sostenuto.
La materia prima ittica è di ottimo livello, elaborata il giusto e in modo diligente cercando di preservare il gusto attraverso preparazioni comprensibili e il più possibile familiari.
Non è certo il locale dove cercare il vezzo stilistico o l’elegante rifinitura ma l’offerta permette di trascorrere una serata, o parte di essa, vista la speditezza del servizio, in modo abbastanza soddisfacente.
La carta dei vini, incentrata quasi esclusivamente sulla Sardegna, offre l’opportunità di accompagnare il pasto in modo adeguato e con ricarichi abbordabili.

Mise en place con formaggi.
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Ottimo pane carasau.
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Impalpabile primosale con mandorle e olio.
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Non meglio specificato “simil brie” con abbamele (derivato della lavorazione del miele).
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Insalata di seppie e fagiolini.
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Cozze e cannolicchio gratinato.
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Affettuose linguine con arselle e bottargaLa bottarga è un alimento costituito dall'ovario del pesce, le cui uova vengono salate ed essiccate con procedimenti tradizionali. Viene ricavata dalle uova di tonno o di muggine. I due prodotti differiscono sia nel colore che nel gusto (più deciso quella di tonno). La bottarga di tonno ha un colore che varia dal rosa chiaro a quello scuro, mentre quella....
520
Zuppa di scorfano.
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Spigola alla vernaccia buona e sincera con tanto di testa servita a parte.
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Sorbetto di mirto.
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Torta di fichi con cioccolato (sic).
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Un signor Vermentino in purezza.
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Sala a fine servizio con il mitico mobile in evidenza.
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Visitato il 09-2013

14 Risposte

  1. Caporalgourmet

    Posso fare una domanda impertinente. A senso recensire un locale del genere su Passione Gourmet? Lo trovo fuori dalle corde di questo blog. Sinceramente vi seguo con attenzione da molto tempo e Vi ritengo decisamente competenti, tra l’altro le Vostre preferenze sono anche le mie. Ho trovato questa recensione inutile per chi Vi segue. Molto probabilmente sono io che sbaglio ma mi faceva piacere farvi sapere la mia opinione da assiduo frequentatore di questo lido.
    Grazie e Saluti

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  2. Piermario

    Però recensendo un posto del genere ti scrolli di dosso la fama di enosnob e gastrofighetto per le decadi a venire… 🙂

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  3. Norbert
    Norbert

    Locali come il Gallura sono espressione del valore gastronomico territoriale generale di una regione come la Sardegna in cui esso è comunque, tutt’ora, un punto di riferimento.
    Come tale, sintomatico cioè della ristorazione di una regione intera, è degno di interesse.
    Nel caso specifico, poi, ricordo che 12/20 rappresenta, dignitosamente, quella sufficienza al di sotto della quale noi non pubblichiamo schede.
    Non può essere tutto rose e fiori.

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    • Luca

      Anche io all’inizio avevo storto il naso, ma se questa è la ragione condivido pienamente la pubblicazione della recensione.

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  4. Alina

    Questo è un ristorante per tutti e tutti i giorni….. Altro che fenomeni sottovuoto e bassa temperatura.

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  5. fabio

    Mi spiace ma l’interpretazione del Gallura come ristorante “schietto e sincero”, d’altri tempi, non mi convince affatto. E’ solo un pessimo ristorante, costos e decaduto. Gli antipasti restano tutto il giorno nel mobile centrale, quindi ho anche riserve sulla conservazione dei cibi. Se la zona non riserva ristoranti, non ci si va e basta.

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    • Norbert
      Norbert

      Sostanzialmente d’accordo.
      Il fatto è, però, che la ristorazione d’albergo, anche di grandi hotel, può essere persino peggiore del Gallura, e allora per evaderla si praticano scelte dettate da considerazioni diverse(e speranzose: il Gallura fino a un paio d’anni fa era pure stellato).

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  6. Gigi Eporedia

    Recensione doverosa. E assai utile per quei tanti gourmet che, magari ricordandosi ancora del giudizio di “miglior ristorante d’Italia” che Veronelli diede per anni sulla sua Guida del Gallura, si aspettano da questo locale chissa’ quali manicaretti.
    Una cosa sola mi suona strana, ma forse anch’essa si spiega con l’affievolirsi della eco mediatica allora cagionata dalla stratosferica valutazione del fondatore del giornalismo gastronomico: i 70 euro di spesa media.
    Nel mio caso, infatti, nell’autunno di cinque anni fa pagai per una cena del tutto simile a quella di Norbert (un antipasto in piu’, ma niente primo e un Vermentino non del costo del Capichera) ben 255 euro in due, letti a fatica da un foglietto zeppo di incomprensibili scarabocchi.

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