IN BREVE
Pregi
  • Non può non entrarti nel cuore
DIFETTI
  • Bisognerebbe dormire a Sappada per godere dell'armadio dei distillati
17/20 Valutazione

Dopo tanti anni e numerose visite a questo ristorante in Borgata Hoffe sarebbe ragionevole pensare che l’ennesima esperienza non possa che riservare l’assoluta assenza di sorprese.
Ma qui al Laite non è così, perché almeno una volta l’anno, varcando la sua soglia con un palato più smaliziato e un senso critico migliore, tutto viene rimesso in discussione.
La verità è che un ristorante non è un’equazione algebrica. Si può tentare di incanalare l’emozione nei propri schemi mentali, sezionarla e analizzarla, ma poi, quando arriva il momento di trasporla a parole, si viene pervasi da una sorta di anarchia irrefrenabile che riesce a dominare il pensiero razionale.
Osservando le preparazioni di Fabrizia è assai facile riconoscere la mano di un cuoco autodidatta, benché ci sia stato un netto miglioramento negli anni. Un esempio lampante è l’impiattamento, che bonariamente si potrebbe definire naif o, con più malizia, palesemente ingenuo.
Ma l’assenza di scuola è la forza (e in alcuni casi il limite) di chi non è mentalmente prigioniero di schemi preordinati, dalla cui libertà quasi ideale nasce sempre la cucina più diretta che si possa trovare: piatti tecnicamente discutibili su alcuni punti, eppure in grado di parlare come pochi all’anima di chi li assaggia.
Il successo che riscuote questo locale si spiega solo così: il fascino di una cucina imperfetta e di straordinaria potenza espressiva, di cui non si può proprio fare a meno una volta incontrata sulla propria strada e, di conseguenza, non si può non amarla con passione per sempre. Dopo ogni visita al Laite rimane sempre il dubbio che anche il più bravo dei cantori di emozioni o immagini, mai riuscirà a rendere giustizia fino in fondo alle capacità inimitabili di Fabrizia.
Sulla stessa linea collochiamo anche la gestione della sala, che ispira una magia unica. Normalmente a metà pasto, comincia a vibrare su una frequenza comune: tutti parlano con tutti, compiacendosi dell’altrui felicità. Ecco che appare d’incanto la sublimazione dello stare a tavola, condita da generose dosi di altruismo grazie all’abilità di Roberto Brovedani. Sembra giocare con i suoi clienti, liberandoli dei freni inibitori fino al punto di collocare fianco a fianco nelle comode poltrone del teatro dell’eccellenza avventori e camerieri, che si ritrovano stupiti ad applaudire assieme i protagonisti illuminati sul palco: il cibo, il vino, la grande arte della ristorazione.

Signore e Signori ecco a voi il Laite, vertice di quell’amore imperfetto che scioglie via i dubbi e le perplessità dello spirito critico di ognuno di noi.

Radicchio “Rosa di Gorizia”, aringa e caviale. Così, tanto per cominciare a mettere le cose in chiaro e rimescolare gli schemi mentali.

Salmerino, crema di patate, pomodorini confit e olio alla cipolla.

Terrina di coniglio e peperoni.

La Primavera: crema di tarassaco, crema di asparago bianco, storione, granella di carote e mandorle, menta, frico, spugna di muschio e granita di fiori di sambucoIl sambuco è un genere di piante tradizionalmente ascritto alla famiglia delle Caprifoliacee, che la moderna classificazione filogenetica colloca nella famiglia Adoxaceae. I fiori del sambuco trovano impiego in erboristeria per la loro azione diaforetica. Con i fiori è possibile fare uno sciroppo, da diluire poi con acqua, ottenendo una bevanda dissetante che è molto usata in Tirolo, in Carnia.... Una interpretazione potente ma di un “già visto”. Come lo rendi un piatto da fuoriclasse? Spugna di muschio da pucciare nella granita al sambuco: boom!

Manicaretti di patate e mela ripieni di formaggio salato e semi di cipolla. Tra dolce e salato, equilibrio perfetto per l’ennesima grandiosa pasta ripiena di Fabrizia Meroi.

Orecchiette d’orzo, piselli, seppioline e caffè d’orzo. Grande la cottura della pasta. L’elogio della primavera che sta arrivando, con una materia da primato.

Brodo di lattuga, rane e lumache. Che ve lo dico a fare…

Tortelli d’uovo con asparagi bianchi. Un classico targato Laite, con il tuorlo colante all’interno. Ancora migliorato, sempre buono da impazzire.

Paté di foie grasIn francese significa letteralmente "fegato grasso" ed è definito dalla legge francese come "fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata”. È uno dei prodotti più famosi e pregiati della cucina francese. Esistono tipologie di 'foie gras' non derivate da animali sottoposti ad alimentazione forzata. Spesso il fegato grasso è associato all'alta cucina francese e internazionale per..., scaloppa, rabarbaro, gelato al macis e cedro: il piatto meno interessante, dominato da una forte dolcezza. Favoloso invece il gelato al macis e cedro a pulire la bocca.

Hamburger di cinghiale, olio di betulla, ketchup di rosa canina: il ketchup può creare dipendenza. Ma la firma è l’olio, ottenuto mettendo in infusione la corteccia della betulla.

Macedonia di frutta e verdura con gelato all’olio extra-vergine: un classico da anni.

Risvegli: gelato di latte capra, yogurt, cioccolato soffiato, biscotto di piselli, composta di mirtilli rossi alla violetta e cioccolato. Il gelato apre un mondo, travolgente nel suo sapore. Con una maggiore acidità dello yogurt o della composta, il dessert sarebbe perfetto.

I vini




Consigliabile una passeggiata dopo pranzo, Sappada è splendida!


Visitato il 04-2013

7 Risposte

  1. TMC

    Spettacolo!Denoto che i ristoranti montanari da voi recensiti,sarà una mia idea o forse l ora è tarda,ma ultimamente hanno una marcia in più.
    In ogni caso seppur non esteticamente perfetti,anche dalle sole foto si percepisce la qualità e la bontà.

    TMC

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  2. Raffo

    O sarà forse che a Rob piace la montagna? ;D
    Bella bella bella, anche per chi come me è un irriducibile campanilista da battigia…

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  3. carlo

    una domanda: sia qui che sul loro sito non si fa riferimento ad alcun menu degustazione, non è previsto?

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    • Presidente
      Presidente

      Non c’è un menù degustazione indicato in carta. Ma ci si può mettere facilmente d’accordo per una degustazione “personalizzata”. Al Laite funziona così 😉

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  4. Corrado

    Ero al Laite in occasione del servizio successivo a quello della recensione. Che dire? Certamente che si tratta di un posto magnifico, dove la bravura di Fabrizia in cucina e la innata simpatia di Roberto tra i tavoli di fanno venir voglia di ritornarci appena usciti dal locale. E poi che si tratta di una cucina che emoziona offerta a prezzi commoventi….

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  5. Gabrio

    Che dire del Laite….io e mia moglie non vediamo l’ora di capitare a Sappada per passare una splendida serata e farci “coccolare” da Roberta e Fabrizio. Di tanti ristoranti stellati visitati negli anni il Laite è in assoluto il nostro preferito. Provare per credere!

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