Il miglior brunch d’italia ?
Amatissimo principalmente da coloro che si accontentano di avere piatto e pancia pieni, ma di pari grado odiato dai più salutisti che non tollerano i vassoi ad altezza uomo, spesso senza un vetro separatore che eviterebbe la contaminazione del cibo esposto, né l’utilizzo degli “avanzi” della materie prime acquistate nel corso della settimana.
Parliamo ovviamente del brunch. Questo sconosciuto, sempre più alla ribalta in ogni dove, non solo tra le fasce più giovani di clienti che, all’indomani di una notte brava, al risveglio vengono persuasi dal pensiero di fiondarsi sulle tavole domenicali di ristoranti, hotel e locali vari al grido di “pago un tot ma mangio tutto”.
Non farà parte delle consuetudini delle famiglie italiane, ma il momento in cui la colazione incontra il pranzo, considerato alla stregua di una vera e propria filosofia di vita nel Regno Unito, sta prendendo sempre più piede anche tra le abitudini del nostro Paese.
Come tutto, anche in questo caso, c’è brunch e brunch.

Fastoso, imponente, vario e qualitativo.
Sono i primi aggettivi che ci vengono in mente dopo aver messo piede al Four Seasons di Firenze, in una fredda domenica di dicembre ed aver testato il brunch messo in piedi dalla brigata del Palagio. Il risultato? Probabilmente il migliore d’Italia. Sfidiamo infatti chiunque a trovare qualcosa di simile in un contesto alberghiero nei confini nazionali, in termini di organizzazione, servizio, qualità della cucina e varietà di portate servite.

Se è vero che parliamo di una delle punte di diamante dell’hôtellerie internazionale, tra l’altro, in uno dei luoghi più turistici del mondo, è pur altrettanto vero che qui non viene servito il consueto brunch d’albergo. O meglio, non solo quello. Se pensate infatti di trovare esclusivamente i soliti noti pancakes, eggs benedict, bacon e uova strapazzate, cambiate aria; qui si viene per (ri)scoprire l’universo dei prodotti e delle ricette italiane e toscane che vengono preparate a regola d’arte e servite con una strizzata d’occhio alla ricca clientela internazionale.
Sembra che i fiorentini si spingano fino a Borgo Pinti appositamente per mangiare diverse specialità cittadine quali il panino con il lampredotto, qui ripulito dal proprio connotato hardcore e riconvertito in una variante raffinata molto più dell’originale, così come la pappa al pomodoroTipica zuppa contadina a base di pane, pomodoro e olio extravergine, caratteristica della Toscana.... e l’ottima fiorentina o, per tornare sul nazionale, una carbonara a con tutti i crismi, con i fusilli perfettamente al dente  (e l’uso di una pasta di qualità).
La pasta, le carni, i fritti e altri piatti caldi sono serviti direttamente in cucina dove c’è un ritmo frenetico, ma anche sorrisi e cortesie con un via vai di commis, camerieri, una smisurata brigata di cuochi tra il calore dei fornelli. E poi la coda di stranieri e non, comunque ricchi e appariscenti che sgomita, ma con molto ordine, per avere un piatto di salumi toscani o formaggi di ogni tipo e stagionatura, o un misto di crudità di mare, all’esterno in sala. Un’atmosfera, rara a questi livelli di organizzazione, che può valere per molti il viaggio.
Dietro la regia di tanto sfarzo e bontà, a chiedere alla brigata di serrare i ranghi, c’è uno chef lucano che sta vivendo un momento magico: Vito Mollica, per il quale si sprecano i complimenti di critica e pubblico, diventato una vera e propria celebrità per la Firenze bene. Gran parte del successo di questa iniziativa va sicuramente a lui.
E anche se l’ambiente discretamente raffinato diventa come d’incanto caotico in quelle poche ore domenicali, tutto continua a funzionare a meraviglia, il servizio è sempre sopra le righe e non fa mancare nulla ad ogni singolo cliente.
Se una domenica mattina fate un giro su Ponte Vecchio o siete esausti dalla visita agli Uffizi e non conoscete un’osteria la cui soglia merita d’essere varcata, non pensateci due volte, andate al Palagio e incrociate le dita che ci sia un tavolo disponibile. Il costo sarà elevato, ma l’esperienza non la scorderete facilmente.

L’angolo del pane e dei formaggi:

Una nostra selezione di salumi toscani, focaccia e mozzarella

La torta salata con cime di rapa

Dall’angolo dei crudi: ostriche

Gamberi al vapore

Una nostra selezione in cui si intravede anche l’ottima Tartare di capesante e ricci di mare, crudo di tonno, salmone gravlax e il polpo con pomodorini appassiti olive e capperi.

In cucina viene allestito l’angolo della carne e noi ne facciamo incetta assaggiando la Costoletta di vitello, il fegato alla veneziana, la fiorentina, il petto d’anatra all’arancia e la lingua alle olive

E poi il fantastico angolo toscano


Con l’eccellente Lampredotto

Una pappa al pomodoro perfetta nei suoi sapori tradizionali

E l’uovo di Paolo Parisi con i condimenti


Nella sua versione composta nel piatto

E poi ancora, l’angolo dei fritti:

E si chiude con il monumentale angolo dei dolci: crème brulee con frutto della passione e alla fava Tonka, mousse di caramello e cioccolata e un friabilissimo bignè al pistacchio.



Per il pasteggio un degno accompagnamento

Cantinetta dispenser

5 Risposte

  1. jpjpjp

    dovreste fare un confronto con il brunch del Four Seasons di Milano, ci sono stato una volta e dalle foto mi pare che i due si equivalgano

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    • alberto cauzzi

      Non abbiamo detto a caso che questo è il migliore. Provato a Milano, ma questo è leggermente superiore. Con tutto il rispetto per il brunch del grande Sergio Mei

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      • fiammetta

        Rispetto al Cavalieri Rome, questo non mi sembra superiore.

  2. Tito

    Una recensione illegale, che non lascia scampo al goloso curioso, che sognerà per giorni la lussureggiante mensa, fino a quando, esausto, si vedrà costretto a raggiungere Firenze. Grazie.

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  3. prodi carlo

    veramente tutto delizioso ma 70 euro francamente mi scomodano,a meno che essendo guida mi procuriate una coppia per guadfagnare il dovuto.grazie carlo prodi

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