In una città in eterno scorrere come Parigi sostenere la “definitività” dei posti è quanto di più ottuso si possa affermare. Leggere su Internet racconti sul croissant definitivo, sul macaron come se non ci fosse un domani, spesso scritti da chi sulle sponde della Senna ci viene sì e no ogni tre anni e si muove per grandi firme o per sentito dire, è l’insulto più grande che si possa rivolgere ad un movimento che si rigenera mese dopo mese. E’ perciò senza nessuna pretesa di avere una santa ed immutabile verità in tasca che segnalo questa splendida Boulangerie. Sarà che mi sono affezionato a questo posto, ma nelle ultime visite a Parigi anche quando l’albergo è molto distante cerco di venire qui per la colazione. Per il verde della Square Trousseau (di fronte a rue Vollon, Metro Ledru Rollin, siamo nel dodicesimo)? Anche, la colazione consumata all’aperto in una strada di scarsissimo traffico mette di buon umore. Soprattutto, però, vengo qui perché Fabrice Le Bourdat è un grandissimo. Un passato in ristoranti non esattamente di seconda fascia (Le Bristol, le Plaza), Fabrice ha aperto la sua attività e qui ha trovato la sua dimensione. Dalla pasticceria classica (ottimo il Paris-Brest come ad esempio le Religieuses) alle sensazionali madelaines, è tutta un’estasi glicemica. Mi spiace di non aver fotografato il vero capolavoro fra le viennoiseries di questo posto, ovvero il Kuign Amann, dolce di origine bretone qui riprodotto (come altrove in città) in versione monodose. Purtroppo proprio nel giorno in cui ha deciso di fotografarlo era terminato. Di seguito qualche perla della colazione: croissant, pain au chocolat, brioche ronde, e l’indimenticabile pain aux raisins (dove la qualità dell’uvetta fa una differenza incredibile).

Visitato il 07-2012

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