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Questa NON è una recensione di un ristorante. E’ il ricordo di un amico a cui non si poteva non voler bene, con i suoi silenzi, assordanti. E con la sua bonaria ed intensa umanità

Los tres Amigos Part 4

Ormai volgeva al termine la missione dei nostri tre eroi , dopo lunghe e faticose battaglie erano finalmente riusciti ad evitare l’invasione in terra Gallica degli Hamburgers e della Coca Cola .

E’ stato difficile , abbiamo speso ore e ore a mangiare e bere ma alla fine il risultato è arrivato , il nemico sconfitto , le casse della Gallia ben rimpinguate e noi stanchi ma felici .

Purtroppo dovremo tornare , la casa e le mogli ci chiamano, non possiamo perdere oltre tempo , tutti a bordo e partenza per le nostre magioni .
L’ autoroute è certo noiosa ma con tutte le avventure trascorse e da ricordare non vi era pericolo di addormentarsi .
Ma ecco all’ improvviso l’imprevisto , ad un tratto all’ orizzonte un fitto banco di nebbia , non si vede un belino, niente insomma , cerchiamo di uscire al più presto , accostiamo ma non vi sono più caselli , siamo già in aperta campagna : ma cosa stà succedendo, dove siamo capitati ?

In lontananza vediamo un cartello BLANC TOWN , ma non esiste questo paese , siamo capitati certamente in un buco spazio – tempo e siamo tornati indietro di qualche decina di anni .

In paese era giorno di mercato e sulle bancarelle oltre le solite cianfrusaglie vi erano conigli , galline e uova senza data sporche di cacca !! Che schifo !!!

un profumo di formaggi che si poteva anche vedere , e i salumi di tutte le forme e tagli . Lungo il viale un bar era il punto di ritrovo per la ” selvaggina locale “ , entriamo per dissetarci .
Cosa bere ? Pastis naturalmente , ai tavoli bevevano il loro mezzolitro e fumavano il sigaro spento .

Giochi di carte , urla , grida , arriveranno sicuramente i Flic col commissario Maigret !!
I personaggi erano da film , lo smilzo col suo cappellino , i reduci da chissà quale guerra con i loro baffoni a manovella e vi era pure una signora il cui mestiere era inequivocabilmente il più antico del mondo ma era accettata da tutti , tranquillamente .

Il tutto stava degenerando quando entra in scena un angelo , probabilmente la moglie dell’ oste , non poteva che essere francese , bionda capelli lunghi , occhi azzurri , minuta eterea, ma a un suo cenno tutti zitti , non si discute con gli angeli .
Che visione celestiale non so cosa darei per farmi dire “ Mon cheri “ o je t’aime moi non plus !

Nel frattempo ci è venuta fame , stranamente , andiamo verso la piazza del paese per un pasto frugale prima di cercare la strada del ritorno .
Sulla piazza Maison Blanc , Relais Blanc , Hotel Blanc , enoteca Blanc , tutto Blanc e visto che non siamo in montagna ci è venuto il sospetto che questo Blanc sia una persona importante .
Entrati nella Maison tutta in legno veniamo fatti accomodare nel salotto per l’aperitivo , non sarebbe servito perché appetito ne abbiamo a volontà ma le usanze locali sono quelle .

Solite discussioni , solo un piatto , vabbè una entrè e un piatto , e se ci resta fame? Allora non possiamo uscire senza aver provato le rane , intanto sono piccole , mica sono polli !

Dolci niente giurin giuretta se ci fanno gli esami del sangue ci legano per spaccio di colesterolo , però sono belli , uno in tre al massimo due , e sì, chi fa il terzo ? Io non cedo di sicuro , ochei tre .

Formaggi no di sicuro però , che bel carretto chissà quanto tempo hanno perso a farlo e se si offendono ? Poi basta però giuriamo tutti per uno e ognuno per i fatti suoi , il Kir Royale cominciava a farsi sentire .
Sui vini non si transige : invece del titolo fai finta di niente e guarda i prezzi e solo una bottiglia mi raccomando se no fate l’ autostop . Non avevo specificato che non intendevo una bottiglia alla volta , Fotù !!!
Dopo che ci hanno portato in braccio al tavolo si inizia . I piatti non stò a descriverli , dico solo su quello che doveva essere il peggiore , una collinetta di polpa di granchio su delle fettine di piccione con un sacco di cose che finivano per è : poilèé , brulé , imbelinè , mi hanno trattenuto a stento dal leccare il piatto .
E poi se fossi nato poularde mi verrei certamente a suicidare qui .
Sui dolci un velo pietoso , pietoso per quelli che hanno il diabete .

Improvvisamente si materializza messieur Blanc patron di tutto l’ambaradan : bon jour , bienvenues , sa noi siamo amici di Vizzari … il suo cliente, ma oui mon ami , complimenti, locale pieno di giovedi a pranzo , si ormai non prendiamo più di 80 prenotazioni a servizio . Alla faccia della crisi e non è un locale sicuramente economico . Se volete dopo vi faccio visitare la nuova SPA e la nuova piscina , grazie ma dobbiamo tornare a casa !
Dopo la terza bottiglia di vino cerco di schiodare i miei soci dalle poltrone , mais non porche la vache , non puvon torner a la meson sans un alcol blanc , salottino , alcol blanc , devo ancora vedere quello nero , mignottises , sorrisi , altre cagatielle aspettiamo che l’ esercito della salvezza ci venga a liberare .

Buttati fuori a scopate, di colpo tutto era tornato normale , eravamo a Vonnas chez la Maison Blanc , felici e leggeri dopo questo pasto frugale ci incamminiamo, mancano solo 600 km abbiamo mangiato e bevuto come cochon , se ci fermano i flic mi dichiaro prigioniero politico e chiedo asilo a Cuba!!! Però è bello fare i ricchi.

PS : se cercate le precedenti puntate non le ho scritte , ma faceva fine scrivere quarta parte.

Franco Solari

In paese era giorno di mercato e sulle bancarelle oltre le solite cianfrusaglie vi erano conigli , galline , uova senza data sporche di cacca ! che schifo !!!

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Che visione celestiale non so cosa darei per farmi dire “ Mon cheri “ o je t’aime moi non plus …

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Sulla piazza Maison Blanc , Relais Blanc . Hotel Blanc , enoteca Blanc , tutto Blanc e visto che non siamo in montagna ci è venuto il sospetto che questo Blanc sia una persona importante .

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Nel frattempo ci è venuta fame , stranamente , andiamo verso la piazza del paese per un pasto frugale prima di cercare la strada del ritorno ..

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Entrati nella Maison tutta in legno veniamo fatti accomodare nel salotto per l’aperitivo , non sarebbe servito perché appetito ne abbiamo a volontà ma le usanze locali sono quelle .

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Solite discussioni , solo un piatto , vabbè una entrè e un piatto , e se ci resta fame? Allora non possiamo uscire senza aver provato le rane , intanto sono piccole , mica sono polli !

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…un sacco di cose che finivano per è , poilèé ,brulé , imbelinè ,mi hanno trattenuto a stento di leccare il piatto .

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Dolci niente giurin giuretta se ci fanno gli esami del sangue ci legano per spaccio di colesterolo , però sono belli , uno in tre al massimo due , e sì, chi fa il terzo ? Io non cedo di sicuro , ochei tre .

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Sui vini non si transige invece del titolo fai finta di niente e guarda i prezzi e solo una bottiglia mi raccomando se no fate l’ autostop . Non avevo specificato che non intendevo una bottiglia alla volta …

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Improvvisamente si materializza messieur Blanc patron di tutto l’ ambaradan , bon jour , bienvenues , sa noi siamo amici di Vizzari … il suo cliente, ma oui mon ami , complimenti, locale pieno di giovedi a pranzo , si ormai non prendiamo più di 80 prenotazioni a servizio .

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http://www.georgesblanc.com/

Visitato nel mese di Maggio 2010

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17 Risposte

  1. Piperita Patty

    Ma è il signore dell’Antica Trattoria dei Mosto! Nooo, che triste, mi dispiace un sacco.

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  2. gianni revello

    Anche se non di persona ci conosciamo un po’ tutti, le mie condoglianze alla famiglia e agli amici che lo piangono

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  3. fabio fiorillo
    fabio fiorillo

    Apprendo solo ora e mi dispiace tantissimo.
    Sono stato una sola volta in Trattoria ma sul web lo seguivo sempre.

    Condoglianze alla moglie Catia ed alla figlia.

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  4. prosit

    Non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma sono fra quelli che dopo avere letto la recensione sono partiti per andare da Blanc sperando di rifere esattamente le stesse cose, compresa la visita in quel bar della piazza dove certamente si staranno ancora domandando come mai tanti forestieri si fermano davanti alla vetrina e guardano dentro, come se cercassero qualcosa …
    Mi dispiace.

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  5. Danihva

    A suo tempo, da Lui e da Voi ero stato bene;con nostalgia e rimpianto,sentite condoglianze

    Claudio Aimasso

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  6. giuseppe mennella

    Anche per me e’ mancata l’occasione di conoscerlo, ma faceva parte di quelli
    che ti sembra di conoscere da sempre suguendo i suoi interventi sul web.

    un abbraccio

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  7. massisol

    apprendo ora, mi scuso e mi rattrista la notizia… una grande persona con la quale confrontarsi ogni volta se ne presentava l’occasione… sempre moderato, modesto… nella mia testa non svanirà mai quell’ intercalare tipico del più bel dialetto del mondo attraverso il quale tu, uomo di grande cultura, mi spiegavi il tuo pensiero sulla cucina, sulla materia prima, sui vini e su tante altre sfumature che sono il “nostro mondo”.
    Accipicchia Francone… a me mancherai!
    Massimo

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