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Pregi
DIFETTI

Recensione ristorante.

Da molto tempo ci veniva vivamente consigliato di fare un salto per una pizza napoletana in quel di Varese. Vuoi per la distanza, però (per una qualche ragione i chilometri che ci separano da una pizzeria tendono ad essere più lunghi che quelli che ci collegano ad un bistellato), vuoi perché la pizza napoletana fuori da Napoli ci ha riservato cocenti delusioni ovunque, fuorchè in Campania, e neanche in tutte le province. Invece in questo locale accogliente ed abbastanza antifighetto (bonus, soprattutto per una colonia yuppie come Varese) guidato dal patron Antonello Cioffi abbiamo provato una convincente declinazione dell’originale. Certo, la distanza dal modello di riferimento c’è, ed è sensibile, ma entro certi limiti è questione di lana caprina se consideriamo quanto a 30 km dal Vesuvio cambino i pomodori (o il modo di preparare la salsa, che a mio parere segna il più grosso solco fra Napoli ed il resto del mondo) e l’acqua, tremenda da bere ma evidentemente fondamentale sia nella pizza che nel caffè, i due capisaldi che vantano innumerevoli tentativi di imitazione, ma senza il quesito con la Susy, la sadica enigmista uscita dalla penna di un erotomane. Pizza Napoli style, quindi la pasta, lievitata benissimo, è quella un po’ insapore a tutta farina bianca che si usa nelle zone d’origine, non è certo però quella saporita e di consistenza sexi della lievitante new wave. Non è però, ed è questa è la nota più importante, la tipica pseudonapoletananordica che dopo un minuto e mezzo rende bene esclusivamente come succedaneo del ballin ball. I prodotti sono scelti in maniera esemplare, e sorprendentemente in modo poco campanilistico puntano molto più verso l’Adriatico che sul Golfo. Eccellenti i salumi di Faeto, prosciutto e salame piccante, pregevole anche la mozzarella di bufala utilizzata, di un caseificio del Gargano il cui nome ho rimosso, ma che veniva pubblicizzata in carta come la migliore d’Italia.

Che poi sia la migliore non lo so, conosco poco la mozzarella di bufala fuori dalla Campania. Quel che posso dire è che se da un lato l’ho trovata estremamente concentrata ed intensa, dall’altro non ho però constatato quella commovente percezione della filatura che rende unica la consistenza delle migliori mozzarelle campane. Davanti a tali materie prime abbiamo optato, dopo l’assaggio della mozzarella, per due pizze non minimali, soprattutto considerato che appena seduti ci è sfilata davanti una Margherita, ma quella del Grande Fratello, ocheggiante dall’alto dei suoi paterni centimetri (con in allegato tacco 118). Così, perché siamo fighetti ma vi teniamo informati anche su importanti fatti di cronaca nazionale, rilevo anche la contumacia del Cavalier Cocco, probabilmente passato di cottura.
Ecco perciò (foto da cellulare, o da galera immediata per il fotografo, moi) pizza con fiori di cappero, acciughe, fiordilatte del Gargano e salame piccante di Faeto,

e con fiordilatte e prosciutto di Faeto (quest’ultimo davvero uno dei prosciutti migliori che abbia mai provato).

Altre pizze visionate in carta prevedono impiatti inconsueti (stracciatella in bicchierino sopra la pizza, lamine d’oro, mozzarelle intere sulla pizza) ed accostamenti più arditi, ma per una prima visita ci siamo tenuti calmi con le sperimentazioni.
Per accompagnare il tutto torniamo in Campania e peschiamo da una carta niente affatto banale la super del birrificio Karma di Alvignano (Caserta), imbottigliata in una bottiglia di un’altra tipologia :-).
Da segnalare che i dolci, tra cui questo zuccotto ed un ottimo sorbetto al limone, sono in parte di De Riso ed in parte prodotti da un esterno locale. Presentazione (come quella della caprese), deliziosamente vintage.

il pregio : servizio giovane, di grande simpatia e disponibilità..
il difetto : ..non senza qualche distrazione.

Pizzeria Piedigrotta
Via Romagnosi 9,
21100 Varese
Tel 0332 287983
Pizze mediamente tra i 7 e i 9.50 euro. Degustazione euro 20.

Visitato nel mese di Luglio 2011
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Carlo Cappelletti

4 Risposte

  1. luc83

    fa piacere che vi sia piaciuta la pizza di antonello, con tric trac una delle poche a salvarsi in zona 😉 Ps anche se stiamo parlando di due tipologie di pizza completamente diverse.

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    • Carlo

      è una pizza senz’altro di qualità ottima, per fattura e prodotti utilizzati. Il livello di raffinatezza nella lievitazione è notevole, come visibile nella foto di copertina. Perfettibile la cottura, magari. Ma avercene, di pizze così, a meno di 70 km da casa…poi certo quella di Bruno è proprio un’altra cosa, non per qualità, intendo, è proprio un’altra cosa. Fantastica, aggiungo.

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  2. giovanni gagliardi
    giovanni gagliardi

    Buona pizza Carlo, concordo.
    Peraltro, è possibile farsi guidare in percorsi di pizza-degustazione assolutamente originali, in cui pizze diverse vengono servite a spicchi sovrapposti, intervallati da ingredienti vari per abbinamenti inusuali ma riusciti.

    Ad Majora

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