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Un anno è trascorso da quando ci siamo presentati al pubblico del web con questa iniziativa.
Per festeggiare sobriamente questo primo compleanno abbiamo chiesto agli associati, agli ospiti, agli autori, a giornalisti specializzati ed altre persone legate al mondo della gastronomia che spendono come noi parecchio tempo davanti ad una tastiera ed a uno schermo, di indicarci qual è stato il peggiore e il miglior piatto degli ultimi 12 mesi per loro, non necessariamente apparso o presentato sul nostro blog. L’iniziativa è ironica e quindi ovviamente non citeremo esplicitamente in alcun modo il ristorante in questione, sia per il piatto che è piaciuto sia per quello che non è piaciuto. Ci sarà solamente un immagine (non sempre) con una descrizione didascalica scritta da chi ha scelto i due piatti. Ne è scaturito un elenco corposo e ricco di “Guest Star” del mondo Enogastronomico. Ringraziamo tutti per la partecipazione ed invitiamo tutti i lettori ad indicare anche il loro piatto flop e il loro top dell’anno.

Ecco l’elenco, presentato e pubblicato in rigoroso ordine di ricezione del contributo :

– Fabrizio Nobili
– Rob78
– Il Guardiano del Faro
– Alberto Cauzzi
– Franco il Trattore
– Monica Nobili
– Breg
– Luigi Cremona
– Enzo Vizzari
– Giancarlo Maffi
– Fabio Fiorillo
– Paolo Marchi
– Maurizio Cortese
– Emanuele Barbaresi
– Sararlo
– Andrea Grignaffini
– Gian Paolo Galloni
– Orson
– Norbert
– Muccapazza
– Fiammetta Fadda
– Eleonora Cozzella
– Azazel
– Luciano Pignataro
– Fausto Arrighi
– Giovanni Gagliardi
– Leonardo Ciomei
– Luciano Angelini
– Marco Bolasco

Buona lettura!.

Il Presidente.

Fabrizio Nobili.
Il Flop:

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…mica tutti gli chef spagnoli riescono col buco…

Il Top.

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… che ci crediate o no questo è un quadro di Giovanni. Segantini, una mucca che si abbevera al laghetto alpino dell’alpeggio.

Rob78
Il Flop.

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Il flop è bastardo.
Coda di crayfish in camica di limone, wafer ai gamberi e marshmallow (fatto di nero di seppia e limone).
Sembra bello vero? Vigliacco….
E´ quel piatto che prima ti ammicca dal menu, poi ti accarezza la vista….
infine ti frusta il palato! Sadico.
Difficile individuare il locale: non è stato recensito su PG. Non ce la potevo fare.
Un indizio importante: sta nella classifica San Pellegrino world´s 50 best restaurants e di questi tempi il paese in cui si trova è discretamente sotto i riflettori…

Il Top.

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Troppo facile da riconoscere: lo definirei un manifesto della stagione PG 09/10.
E´ il Sempreverde del nostro Golden-boy. Sì, un dessert, nella nazione che più di altre trascura l´importanza della pasticceria nel grande ristorante.

Il Guardiano del Faro
Il Flop.

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Un Genio! Solo un vero Genio poteva. Veramente geniale.
Peccato che una cosa così grama non l’avevo mai mangiata in vita mia.

Il Top.

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C’è chi pensa che siano i piatti di carne a rimanere più di altri nella storia e nella memoria dei gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico.....
E allora ancor più merito per questo trancio di rombo . Il miglior pesce dell’anno con un fantastico accompagnamento vegetale ed una salsa da Gran Premio.

Alberto Cauzzi

Anche in cucina, come lungo il corso di tutta la nostra vita, esiste il bello ed il brutto, il caldo ed il freddo, il morbido ed il duro, Lo Yin e lo Yang.

Il Flop.

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Indivia belga leggermente caramellata, gelatina al campari, cipolla di tropea, biscotto salato .
Lo Yin : bisogna aver molto coraggio per pensare, realizzare e proporre un piatto così. Forse anche l’ego gioca la sua parte. L’ego che spesso acceca.
La domanda però sorge spontanea : Ma chi ha pensato un piatto del genere ha anche il coraggio di mangiarselo ?

Il Top.

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Ricotta vegetale .
Lo Yang : Un piatto immenso per tecnica, gusto, pensiero.

Franco il Trattore

Top of the Flop:

Più che stare a descrivere un piatto e contare i peli nel … naso a chi lo ha fatto mi piace descrivere l’ atmosfera che si crea in un locale per questo scelgo due opposti
Me sè inranghiu u porcu ( Si è azzoppato il maiale )
La voce si sparge nella valle , poverino ma come ha fatto , chi è stato , cosa facciamo . Consulto rapido e per non farlo crescere male lo abbiamo dovuto far smettere di soffrire . Festa grossa allora , adunata dei gaudenti delle valli vicine .Ci vediamo da Gian giovedi sera . Ristorante la Tagliola a Carpenissone qualche chilometro nell’entroterra di Chiavari . Il locale è molto elegante , tovagliato a quadretti bianchi e rossi , posate 2 , piattino del pane assente c’è il cestino , bicchieri uno usato e si vede , musica di sottofondo una partita a scopone dal tavolo a fianco , carta dei vini assente , un bianco e un rosso difficili da distinguere ma senza bisolfito come dice Gian. Antipasto salumi del nonno ( del porco ) , sottoli fatti nelle serate d’estate . Focaccette di farina di mais , testaroli al pesto , Gian dove metto l’acqua ? in tu gottu , elementare ne abbiamo uno per uno ! Penso ai miei amici nei ristoranti in con tovaglioli che te li cambiano appena li perdi di vista , musica di sottofondo , e la trasformazione avviene , come un novello Hulk davanti a una conca di Ravioli mi alzo e inizio a cantare e gridare “ alghe andate a .. anche sottovuoto , ravioli vi distruggo W Alberto Sordi W l’ Italia !! ,. Arriva la Guest star della serata Toni detto U Sciancarmoniche perche è riuscito a strappare una fisarmonica durante una Polka , 120 kg a vuoto .e poi via di seguito , taglierini , sanguinacci , zampini di maiale , “ cotture spaziali mavaccagher “,Il piattoforte della serata L’ Ossario , ossa di maiale da rosicchiare , a me un femore tipo Obelix , vino a volontà . All’arrivo delle ossa gli ultimi Radical Chic abbandonano schifati la sala e ci scateniamo . Sciancarmoniche salta sul tavolo e suona battendo il tempo con il piede , 30 secondi e il tavolo si apre e lui cade sull’armonica a sottiletta , Ciunpa pa mette uno straccio sul rullante che dava segni di cedimento e via , il pubblico cantava tutto , ognuno per conto però suo visto vi erano tre palchi. Verso le 3 era finito tutto , ognuno era ritonato nei suoi panni , i Nobili parlavano con la erre moscia , io pensavo belin però che serata l’ unica cosa che abbiamo destrutturato sono stati due tavolini
Ristorante La Tagliola
Carpenissone Genova
Menù degustazione , non ce nè altro, 15 euro , danni materiali da pagare sul posto . Chiuso quando non c’è più nessuno

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Monica Nobili

Il Flop.

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Paccheri: Non sempre il ritorno alle origini, alla terra e alle tradizioni, è garanzia di piacere estetico.

Il Top.

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Gamberoni: Quando una tavolozza tra il pop ed il naif, riesce ad assurgere ad una delicata eleganza.

Breg

Il Flop.
AGNOLOTTINI DEL PLIN CON MAIONESELa maionese (dal francese mayonnaise o dal catalano maonesa) è una salsa madre, cremosa e omogenea, generalmente di colore bianco o giallo pallido, che viene consumata fredda. Si tratta di un'emulsione stabile di olio vegetale, con tuorlo d'uovo come emulsionante, e aromatizzato con aceto o succo di limone (che aiuta l'emulsionamento). La ricetta tradizionale prevede l'uso di olio d'oliva e... CALDA ALL’ ORIGANO .
Ricordo indelebile e didattico di come costruire male un piatto. Si prendono due classici e si cerca di farli convivere inopinatamente in nome di santa innovazione. Plin affogato e sopraffatto dalla salsa che grazie alla brillante idea della temperatura diventa inaffrontabile anche per l’origano capitato li per caso e che non sa bene cosa deve fare. Persistenza quaresimale dell’uovo. Moto di pietà per chi deve lavare piatti e bicchieri.

Il Top.
LEPRE A LA ROYALE .
Il piatto di lepre di cui ho sempre sentito parlare. Il piatto del viaggio che mille volte ho immaginato. E’ davanti a me, è bellissimo, è invitante ma mi trattengo un attimo, voglio godermelo questo attimo. Penso che quando racconterò l’esperienza sarà questo attimo che terrò per me, l’attimo che la passione per la cucina ti riserva raramente, il cui racconto attira sguardi compassionevoli da parte dell’ ignaro interlocutore che non capisce perché tu faccia tanta strada per andare a mangiare quando al ristorantino all’angolo servono un menu’ completo a noveeuroecinquanta. Ora mi rendo conto che l’ho colto ed è mio non mi importa più: l’ ho raccontato. E’ il miglior piatto che io abbia mai mangiato. Non che ne abbia mangiati tantissimi ma così è. Per me non è poco. Ricorderò sempre quella salsa così scura e lucida da sembrar cioccolato, forte ed elegante allo stesso tempo che accompagna in maniera quasi simbiotica il cilindro di lepre farcito di foie grasIn francese significa letteralmente "fegato grasso" ed è definito dalla legge francese come "fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata”. È uno dei prodotti più famosi e pregiati della cucina francese. Esistono tipologie di 'foie gras' non derivate da animali sottoposti ad alimentazione forzata. Spesso il fegato grasso è associato all'alta cucina francese e internazionale per... . Piatto saturante nel senso più alto del termine.

Luigi Cremona

Il Flop.

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…un piatto deludente servitomi in un ristorante di alta classe ,dove per altro ho mangiato pure meglio che in passato: Coniglio glassato con ciliegie e verdurine , troppa glassa, il coniglio letteralmente coperto dal contesto.

Il Top

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Vi propongo un ottimo piatto che poteva tranquillamente essermi proposto da un ristorante di alto livello e che mi è stato dato in un ristorante che non sta nemmeno sulle principali guide del settore.
“Pernice rossa farcita di ricotta e foie gras con coscia confit crema zucca e amaretti” classicheggiante, ma preciso, cotture perfette e coscia confit fulminante!

Enzo Vizzari

Il Flop : I Marchesini

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(foto recuperata da Indentità Golose)
“Il piatto più banale”: i Marchesini dorati. La rivoluzionaria, stupefacente invenzione degli arancini di riso, firmata da un noto Chef, in occasione di Risotto per Milano.

Il Top : Omaggio a Thelonius Monk

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(foto di Paolo Terzi)
Non è vero che “il bello è buono”. In nessun altro piatto assaggiato quest’anno il bello e il buono si tengono e si esaltano a vicenda come in questa straordinaria creazione di un grande Chef.

Giancarlo Maffi

Il Flop

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Cercare bellezza nella semplicita’. Cercare sapori nella materia. Cercare classe nella umilta’. Ti eri dato questo nobile compito. Stavi su UNA strada giusta poi ti ha accecato qualcosa, cuochetto. E questa povera seppia e’ finita cosi’ , violentata nella cottura e mal esibita sul suo letto di morte.

Il Top

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naufragar m’e’ dolce in questo mar : il mare e’ dolce in questo piatto.essenza della perfezione. Incontro di leggerissima salinita’ ed infinita dolcezza. Geniale, assoluto, concettualmente freschissimo, perfetta unione dell’accuratezza francese e della incisivita’ italiana. Un piatto che sarebbe piaciuto anche a Leopardi, che non viveva tanto lontano da qui.

Fabio Fiorillo

Il Flop

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La perfetta risposta alla domanda “cosa non portare in tavola?”. Rinsecchito e sgradevole. Il paradigma della bassa ristorazione

Il Top

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La quadratura del cerchio. Materia prima suprema, pochi ingredienti, sapori netti, equilibrio, pulizia estetica. Il paradigma dell’alta ristorazione.

Paolo Marchi

Il Flop

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Cotoletta alla Milanese, parodia di un capolavoro, ordinata in un ristorante italiano all’estero dove credono che bastino i nomi (dei piatti) e i sorrisi (di chi serve) per fare qualità. Eterna Italietta.

Il Top

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Copa de Tartufo, sua maestà il Bianco Pregiato di Alba servito in un bicchiere da rosso e lasciato decantare perché potesse sprigionare ogni suo profumo. Un nuovo modo di vivere un classico. L’idea non è venuta a un italiano però.

Maurizio Cortese

Il Flop

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“Ravioli con fonduta di cipolla, mortadella e gocce di pistacchio”. Quando leggo sul menù piatti come questo subito mi prende una curiosità morbosa per capire come uno chef possa riuscire a tenere in equilibrio degli ingredienti dai sapori così decisi. Sono fra quelli che sostengono “che si mangia prima con gli occhi”, e quando il piatto è arrivato al mio tavolo c’era già qualcosa che non mi convinceva. La conferma è arrivata puntuale. Nessuna sensazione gustativa particolare, inaspettatamente nessuno degli ingredienti ha tirato fuori la sua personalità per poi rimanere nel giusto equilibrio complessivo. Un piatto, appunto, deludente.

Il Top

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Come per tutti gli appassionati della buona cucina il piatto migliore è sempre il prossimo.
Guardandomi indietro l’ultimo che è rimasto impresso è la “Guancia di vitello salmistrata e carpaccio di ricciola con fave, asparagi e piselli al bergamotto”. In questo piatto lo chef ha messo insieme una freschissima ricciola con delle ottime verdure di stagione. Se si fosse fermato qui il risultato sarebbe stato già alquanto soddisfacente. La guancia di vitello non ha per niente alterato o tolto gradevolezza, anzi, ha aggiunto la giusta dose di sapidità al piatto. Il risultato finale è stato di un piatto di grande freschezza, di grandi materie prime, solo apparentemente semplice nella sua realizzazione.

Emanuele Barbaresi

Il Flop
Calamari saltati, limone di Sorrento, pancetta affumicata; al centro, una rondella di carote; ai margini, fettine di ravanello tagliate sottili. Al di là della ridicola presentazione anni 70 (ma siamo in uno stellato del 2010), insulsi e mollicci i calamari, mortificati dallo sgradevole contrasto tra il pesante sentore affumicato della pancetta che li avvolge e l’acidità in dosi eccessive del limone.

Il Top

Gambero in due cotture, ovvero mix fra crudo e cotto. Solo la parte più vicina alla testa, ma non la coda, viene fritta con un rapido passaggio nell’olio bollente. All’assaggio, si è colpiti dall’inedita fusione di consistenze molli e croccanti nel medesimo crostaceo. Freschezza e sentore iodato impressionati. Un piatto solo apparentemente semplice, creato da un genio della cucina.

Sararlo

Il Flop

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Ga.lletto cotto al mattone, con bacon, lime e ortaggi. La Cucina di questo chef è di alto livello e sa presentare molto bene il made in Italy in cucina per una clientela cosmopolita. Di questo piatto abbiamo un ottimo ricordo, per cottura e struttura del pennuto. Peccato che le migliori attese sono state (lievemente) penalizzate da un bacon un po’ troppo scottato alla fiamma. Altri palati ci dicono che, poi, questa piccola svista è stata … riveduta e corretta.

Il Top

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Tartare di asino alla senape con radicchio marinato e riduzione di Porto. Lo Chef è un giovane emergente che va premiato, oltre che per il suo talento, anche per il coraggio di proporre, in maniera moderna, un piatto in apparenza vetusto, ovvero l’ asino abbinato, a seconda della stagione, con il meglio del mercato (radicchio – asparagi – marroni – funghi).

Andrea Grignaffini

Il Flop
Ben Due. Anolini della Bassa : tre elementi (pasta, farcia e brodo) impresentabili tra note di glutammato e sensazioni viscide e sfuggenti.
Turbante di Branzino al basilico mousse di salmone : un omaggio (involontario) della cucina classica in cui si assommano texture allappanti, asciutte e compatte creanti un insieme degno dell’altrettanto classico dash.

Il Top

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(foto di Sigrid Verbert recuperata dal blog Paperogiallo di Stefano Bonilli)

Omaggio a Monk. Una versione “Dark Reign” ctonia e straniante, perfettamente calata nella contemporaneità, del Black Code di Nobu caramellato e grigliato.

Gian Paolo Galloni

Il Flop

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Il piccione nel suo percorso. Piatto eccellente che vede il piccione diviso in tre parti e ottimamente cucinato in tre modi diversi: alette e filetto cotte al vapore, petto al tegame e coscia al forno. Profumi e sensazioni magnifiche per chi ama la carne di piccione, ma per chi non la ama? Tre sacrifici consecutivi sono una penitenza e ho dovuto riccorere a tutta la mia capacità “contorsionistica” e al mio self control per riescire a ingerire questo cibo. Più facile le posizioni 47 e 59 del Kamasutra!!!.

Il Top

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Risotto alle rape rose e salsa al gorgonzola. Una vera prelibatezza che in un solo piatto raccoglie tutta l’italianità della cucina e degli ingredienti nostrani. Riso, rape, parmigiano e gorgonzola sono una delizia del palato, essere riusciti ad amalgamarli senza confondere i sapori ma rinforzandoli è veramente straordinario. Non bisogna dimenticare il lato estetico e, per un appassionato d’arte, il piatto ricorda la pittura informale, il che pone un dilemma: gustare il cibo e vedere svanire il capolavo o …? Nessun dubbio da parte mia, gustatevi il piatto e nel dubbio amletico fatevelo rifare, scoprirete che i capolavori non sono unici!

Orson

Il Top

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“ravioli di broccoli, acciughe e tartufo nero”. Quando la rilettura di un classico diventa arte. Non la banale “attualizzazione”, ma l’omaggio, in cui la tecnica sopraffina (ravioli così, forse, solo da Pierangelini…) cattura la memoria di sapori così odiati da bambino, così amati col gusto divenuto adulto. Uno di quei momenti di piacere che giustificano una passione

Norbert

Il Flop

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Grosse crevette royale poelèe,risotto d’un riz carnaroli,infusè à la rose de damas,jus de carcasse etc,etc… Ovvero quando l’arroganza sublima nell’insipienza escono fuori piatti così. La deriva delle definizioni fini a se stesse raggiunge in questo caso un indimenticabile livello di risibilità. Ammannire lucciole per lanterne è pratica ricorrente nella storia dell’umanità ma in questo caso sembra quasi di essere di fronte ad una parodia. Memorabile.
Ed infatti,ahimè, lo ricordo ancora.

Il Top

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Gnochettis d’artichaut & coques. Ovvero quando l’eleganza e l’essenzialità sublimano nell’arte si producono capolavori così. Come una sciarpa di seta di Hermès o una qualsiasi visione della divina Audrey Hepburn ci permettono di contemplare per un attimo la perfezione cui tutti noi aspiriamo così certe cose,certe piccole cose,come questo piatto ci permettono di assaggiarla.Per un istante,che può rimanere impresso per tanto,tanto tempo la raggiungiamo e ci regala ogni volta che la richiamiamo alla memoria un sorriso.Una cosa bella è davvero una gioia per sempre.

Piero Pompili alias “Muccapazza”

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Per molti il cibo è un mezzo per sopravvivere, per altri mangiare è un modo per trarne piacere ma evidentemente non per tutti visto che per alcuni mangiare è un serio problema, per Ruth Reichl invece, il cibo può essere una maniera per dare un senso al mondo..e a pensarci bene, alcune persone hanno proprio dato la vita per il cibo e chissà quante persone hanno la consapevolezza di questo.

Il cibo non smetterà mai di stupirmi e con esso anche i personaggi che ci girano attorno, dopo un po di tempo che sei dentro al pianeta cibo alcuni sapori e profumi si affinano talmente bene quasi da sviluppare una sorta di sesto senso altre volte invece, capita che alcuni profumi e sapori li dimentichi quasi per sempre perché può capitare che non ti imbatti mai in quel determinato piatto che faccia riaffiorare il “piacere cerebrale di una volta” e ringraziando dio quest’anno è stata la volta di un piatto che molti potranno considerare banale ma che per me non lo è stato affatto: “Le patate arrosto”. Saranno stati anni che non mangiavo patate così buone, perfettamente dorate e croccanti all’esterno e tenere dentro, con un sapore esplosivo di patata dolce in bocca contro bilanciato dalla giusta sapidità di sale, un banalissimo contorno che non solo scava nei ricordi dell’infanzia ma fa riflettere su quanto in realtà un piatto così banale sia altrettanto difficile da trovare al ristorante; eppure anche Rocco Siffredi diceva che la patata tira, bho?! Sarà che non ci sono più gli uomini-chef di una volta …

Nel cibo c’è sempre la contropartita, a un piatto che non smetteremo mai di pensare c’è sempre quello che vorremo dimenticare e anche al più presto visto che certe volte è il protagonista dei nostri peggiori incubi. Quello di quest’anno di cui allego anche la foto è un dessert: Coni ghiacciati all’amaretto su salsa alla vaniglia. Ecco, qualcosa di più terrificante non lo ricordo, era il trionfo del preconfezionato e mal assemblato di prodotti semi preparati che tra l’altro costano anche una follia rispetto alla loro qualità, ora, visto che nel mio degustazione avevo tutt’altro dolce, se insisti così tanto nel volermi far assaggiare altro dolce (i coni ghiacciati all’amaretto su salsa alla vaniglia) non ti lamentare se a fine cena ti chiedo una fetta di pane con la nutella sopra. Sarebbe stato un finale più interessante, ecco.

Fiammetta Fadda

il Flop
Forse non il peggiore ma certo il più deludente è stata la “Crème brûlée di Foie Gras con spuma di mele verdi” la cui elegante presentazione non ha migliorato affatto un piatto pesante e vecchio nella concezione e esecuzione.

il Top

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(foto recuperata dal blog Dissapore)
“Beccaccia alla marchigiana con raguse”.E’ una fusione entusiasmante tra cucina di terra e di Mare. La Beccaccia, disossata, steccata e preparata con i profumi tradizionali (rosmarino e maggiorana) viene adagiata su un crostone con crema delle sue interiora e delle sue budelline. Accanto patate saltate in padella e Raguse.

Eleonora Cozzella

I Top

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Assoluto di cipolle, Parmigiano e zafferano: un brodo incredibilmente leggero e delicato, ma dal sapore stra-concentrato, la quintessenza della cipolla in versione aristocratica. Il Parmigiano è il ripieno di ravioli mignon, esaltato dalle note dello zafferano. Un piatto che nel nome ha il suo perché: assoluto.

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(foto di Per Anders Jørgensen)
“We should never stop planting”: capriolo e sottobosco di funghi, topinambur, polenta disidratata, gelatina di clorofilla, semi di basilico e rucola. “Dobbiamo rispettare la natura perché se questa carne è così buona è grazie all’alimentazione nella natura incontaminata dell’animale”. Lo Chef in questione serve il capriolo e ricostruisce con tecnica altissima i sentori del suo cibo – tuberi, semi, erbe, funghi. Emozionante.

il Flop

Ce ne è stato uno che ricordo in modo molto negativo ma non ho foto e non è del 2010 ma di oltre un anno fa. Si tratta di una interpretazione della Parmigiana di melanzane: un piatto con tre purè, uno rosso di pomodoro, uno bianco – piuttosto insipido – di mozzarella, uno grigiastro di melanzana. Consistenza e sapore deludente. E una certezza che si rafforza: l’interpretazione ha un senso se e solo se c’è un miglioramento. Altrimenti meglio un originale ben eseguito.

Azazel

Il Flop

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Caprese creativa, in pratica una mozzarella adagiata in mezzo pomodoro. L’improvviso ed incontrollabile attacco di creatività fa sì che, attraverso l’accostamento con eterei anelli di cipolla fritti e maionese, il piatto sia privato di quella grevità purtroppo tipica dell’originale, restituendocene finalmente una versione più adatta alla stagione calda.

Il Top

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Il top è Crema bruciata di patate, calamaretti e vongole. Nominalmente semplicissimo ma dalle mille sfumature grazie all’insolita forma della patata, ad una cottura al picometro e ad una materia prima senza se e senza ma.

Luciano Pignataro

Il Flop

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Fagotelli alla Carbonara. Dove mai è finita la ruvidezza cafona del pecorino? E dove le tracce rupestri di guanciale sfritto? In bocca esplode morbidezza formaggiosa circolare, l’assoluta rotondità respingente ossessivamente cercata attraverso l’annullo reciproco di troppi ingredienti produce il fermo palatale. Ti aspetti un Ascensione, ma sei costretto alla Quaresima.

Il Top

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Ostrica nella gelè di Champagne su frutto della passione e sale alla vaniglia. Quando l’involucro dolce si smembra in bocca, esplode la sapidità iodata e ferrosa dell’ostrica. Grande dinamismo, continuo e affascinante alternarsi di dolce e amaro, acidità e consistenze molli, nessuna concessione alla rotondità. Niente bilanciamento, quattro semplici ingredienti e mille sensazioni consumate in pochi secondi.

Fausto Arrighi

il Flop

Risotto ai formaggi. Crudo dentro, scotto fuori: il cuoco riesce a conciliare gli opposti ! Mal tostato, cotto brevemente e infine riscaldato, il riso diventa una purea all’esterno, ma rimane un croccante sassolino all’interno. Bisogna rispolverare i classici: in medio stat virtus ! (=la virtù sta nel mezzo)

il Top

Ravioli alla Caprese. Rigonfi e bombati, sono straripanti di un ripieno che sembra lacerare da un momento all’altro il morbido impasto d’acqua e farina che a stento lo trattiene. Devono sopportare il peso dei pomodori, ma è in bocca che rivelano il loro segreto: caciotta, maggiorana e uova, una mediterranea alchimia.

Giovanni Gagliardi

Il Flop

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Amuse Bouche. Vi prego, basta con questi bicchieri e bicchierini in fila quasi sempre scollegati dal territorio, dal resto del pasto e soprattutto molto spesso scollegati tra loro. 3 minuti per mangiarli, 15 secondi per dimenticarli. Evviva il pre-antipasto singolo e, possibilmente, contestualizzato.

Il Top

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Pasta e Patate. Il primo piatto più interessante dell’anno. Un intelligente omaggio alla grande pasta secca artigianale italiana. 13 formati di pasta, 13 produttori, 13 consistenze, 13 cotture diverse, tutte perfette, da assaggiare una per volta.

Leonardo Ciomei

Il Flop

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Un piatto che non mi è andato ? Mica facile ! la mia scelta non va ad un solo piatto ma a tutti i dessert a base di cioccolato fondente propinati da chef, stellati e non: tortini, flan, piramidi, soufflé and so on. Possibile che sia così difficile, senza chiamarsi Massimo Bottura, creare qualcosa di diverso ? Basta dessert al cioccolato: viva le creme !

Il Top

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Piatto preferito di quest’anno è la coda di bufala alla vaccinara, coulisE' una salsa dalla consistenza densa e cremosa che somiglia ad una purea di frutta o di verdura.... di sedano e crumble di cioccolata, un piatto che paradossalmente, visto la sua nomea di pesantezza, è risultato di una leggerezza tale da richiedere il bis. Merito della materia prima ma soprattutto dello chef che ha calibrato perfettamente la cottura e l’inserimento del sedano e del cacao.

Luciano Angelini :

Il Flop

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Oh Santa Maria Goretti salvami tu..,questo sarebbe stato il mio probabile primo pensiero qualora mi avessero portato in tavola questo piatto. Ho assaggiato di tutto in vita mia, dall’occhio del tonno (Carmelo Chiaromonte-Katane Palace) alla matrice di mucca (Consorzio-Torino).. ma la cervella così no, non ce la posso fare. Stimo lo chef che l’ha proposto, ammiro il suo coraggio ma… non ce la farei neanche dopo una dozzina di aperitivi col Guardiano.

Troppo viscida alla vista e molliccia di consistenza, troppo evidente e così terribilmente austera e poco “nascosta”, no, non ce la farei.. E’ un piatto che non avrei mai proposto. Avete presente orrori da gustare du Discovery Travel & Living? No, forse il paragone è eccessivo ma forse avrei fatto meno fatica con la lepre di Adria’..

Il Top

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La Mediterraneita’ a tavola. Questo piatto sì è barocco, ma è anche la quintessenza di una terra, di un concetto filosofico applicato alla cucina. Non banale, non scontato, per niente copia-incolla, originale e personale come pochi..
In questa composizione di “spada cotto nel salmorigano (salsa fresca di origano, aglio, limone, olio) con caponatina leggera, salsa di menta e vaniglia e cous cous di pistacchio al limone “ c’è tutto questo,un concrentato di sapori che raccontano la passione e l’amore viscerale verso i prodotti che una terra ed un mare meravigliosi gli regalano.Alla vista nessun orpello inutile, magari anche minimalista, ma c’è tutto cio’ che si aspetta il viandante goloso in cerca di emozioni nelle terre di Camilleri e Montalbano.

Marco Bolasco

Il Flop
Risotto alla parmigiana con Culaccia di Parma e Balsamico Tradizionale di Modena: per la serie “non è mica vero che l’abbinamento di territorio va sempre bene”. Soprattutto in un risotto. Una delle cose più sbilanciate, sapide e fintamente tradizionali mai provate.

Il Top
Tartufi di mare con aceto di moscato e té bianco, “un acuto in punta di piedi”.

59 Risposte

  1. davide

    accidenti, e poi si dice che i giornalisti gastronomici siano tutti individualisti 🙂 Ma guarda che bella compagnia di mangiatori tutti a tavola insieme

    Rispondi
  2. Claudio Pistocchi

    Intanto, Buon Compleanno!!

    – Il mio peggior flop provato quest’anno…
    Una cotoletta alla milanese oltreoceano, con la panatura solo su un lato, quasi lessa, dura e stopposa. Mai provato qualcosa di peggio in vita mia. Ma colpa mia per averla scelta.

    – Il mio top dell’anno:
    Il risotto alla parmigina con piccione arrostito, il suo fondo di cottura e cristalli di sale di un noto Chef in Val d’Elsa. Piatto di grande soddisfazione, riprovato e trovato sempre uguale nella sua perfezione di abbinamenti e consistenze.

    Continuate cosi,
    claudio

    Rispondi
  3. Kriss

    si,si,si, la bistecca o cotoletta alla milanese è la più maltrattata all’estero, ma pure in Italia ne azzezzano pochine.
    Pensano sia facile tenere attaccata una panatura.

    mmmhhh , qualcuno manca all’appello?

    Rispondi
  4. giancarlo maffi

    uno : auguri e avanti cosi’

    due: io amo l’anarchia. ma c’è un limite a tutto . la mail mandata a me diceva : il peggio , il meglio, due foto, 200 battute .

    qui si vede di tutto e di piu’ : logorroici tentativi di far vedere quanto si è bravi in 5/600 battute , chi mette solo un piatto e chi tre , chi non ha le foto e se il giochino di individuarli deve avere un senso come faccio ad identificare una lepre royale , presente in trentaduemila stellati francesi, se non riesco nemmeno a guardarla in faccia ? ( scusa breg … almeno dacci un indizio). uno che cita un piatto generico per mancanza di coraggio nel volerne citare come peggiore ( era il mio secondo in effetti ) quello di uno chef grandioso in tutto meno che in quello ….

    pero’ tutta questa anarchia è sicuramente in linea con il gdf, almeno ! e quindi applausi !!!!

    peccato pero’ per l’esilarante pezzo del francone , che evidentemente ha scambiato 200 battute per 20.000 , e che forse meritava una recensionissima a parte 🙂

    poi mancano almeno tre cognomi e tutti con la B. se di uno se ne puo’ tranquillamente fare a meno perchè tanto tutti sanno ma nessuno dice che di cibo ci capisce come io di computer cioe’ nada , degli altri due effettivamente si percepisce un assordante silenzio. vi siete dimenticati voi, magari nel furioso bailamme della fretta, oppure vi hanno snobbato loro ?

    ps: grazie per avermi invitato 🙂

    Rispondi
    • Il Guardiano del Faro

      Guarda, l’anarchia per una volta non è colpa mia, la cosa ci ha preso la mano, e anche un braccio, un continuo arrivo di materiale inclassificabile. E a qual punto abbiamo deciso di prenderlo per quel che era senza fare troppo i fighetti.

      Ma volendo andare alle origini ti devo dire che tutto ciò che vedi è nato sostanzialmente per colpa di Azazel.
      Lui. L’ultimo arrivato, oltre a portarci una ventata di trapezismo letterario ci ha inviato in alcuni casi anche foto di piatti da urlo di Munch, a cui abbiamo deciso di rendere omaggio.
      Chi Monk, chi Munch.

      Ci stavo pensando da qualche mese come festeggiare il primo anno del blog.
      Lo spunto è nato da un report di Aza su un locale che non potevamo valutare neanche 12/20mi.
      Però si trattava di un locale emergente consigliato da eminente giornalista, e quindi che fare?
      Niente, noi sotto il dodici non pubblichiamo, e anche quello è finito nel ripostiglio degli under 12.
      E allora che fare di quel materiale ?
      Lo buttiamo?
      No dico io, chiediamo agli associati quali sono stati i peggiori dieci piatti dell’anno e li mettiamo nella top ten horror ?
      E il Cauzzi mi risponde, si, va bene, però mettiamoci anche il migliore.
      Ok, però non diciamo di chi sono i piatti, facciamo una cosa goliardica e non polemica.
      Ok, allora allarghiamo il gioco anche a qualche addetto ai lavori, qualche giornalista, qualche lettore assiduo… ecc… ecc…

      Ecco, più o meno è andata così.

      E guarda guarda che bel gruppetto di amici che hanno aderito… 😀

      E quelli che non hanno aderito avranno avuto le loro buone ragioni.
      Sai come si dice a Genova quando qualcuno si butta giù da qualche ponte?
      Belìn, avrà avuto la sua bella convenienza…

      p.s. La lepre di Breg era forse anche la mia, anzi, i nostri due top escono probabilmente dalla medesima cucina vista Gran Premio 😉

      Rispondi
    • azazel

      devo dire la verità…per avere la foto (e per averla da un locale in qualche modo “illustre”) ho indicato il secondo peggior piatto del mio anno. Farei però un torto ad un genio assoluto se non citassi questa creazione, così torbida da non la potreste immaginare neppure nei vostri sonni più umidi. (esigo il rullo di tamburi, onomatopeicamente per il lettore fr reiterato). Tagliatelle con: (frfrfrfrfr) dadolata di pesce crudo misto, (frfrfrfrfrfrfr) uova di salmone, (frfrfrfrfrfrfrfrfr) ricci di mare, (FRFRFRFRFRFRFR) tuorlo d’uovo crudo e (FRFRFRFRFRFRFRFFRFRRFRFRFRF) GRATTATA DI TARTUFO NERO (SCIAAFFFF – fragore di piatti, non necessariamente in orchestra)…hors categorie, il Tourmalet del disgusto. Ps io avevo solo ordinato una carbonara di mare…eh Milàn l’è ‘n gran Milàn

      Rispondi
    • breg

      Complimenti e auguri per il primo anno di PG !

      @giancarlo maffi
      si la mia lepre sa qualcosa di formula 1 🙂 ed è uscita dalla stessa cucina del rombo del gdf.

      Rispondi
    • Alberto Cauzzi

      Anarchia ? A me paiono contributi molto uniformi, a parte Francone s’intende :-). Poi c’è chi come Fausto (Arrighi), Enzo (Vizzari) o Fiammetta (Fadda) non scatta foto e quindi, dove possibile, abbiamo recuperato in rete l’oggetto dell’intervento.
      Grazie a tutti quanti, di cuore, per questo piacevole intervento. Ne è scaturito un post divertente e ricco di spunti interessanti. Vista la immagino curiosità di molti lancio un concorso : In palio per chi indovina almeno l’80% dei top e dei flop una bottiglia di Champagne … si aprano le danze!

      Rispondi
    • giancarlo maffi

      una b si è palesata in ritardo. seguendo il filo del gdf si potrebbe dire che si è buttato dal ponte ma sotto c’era molta acqua . e si vede che ci aveva la sua bella convenienza, belin 🙂

      Rispondi
  5. Luciano Pignataro

    Solo una precisazione per Gagliardi (che ha scelto quello che sarebbe stato il mio secondo top se concesso): siamo a quota 21, non 13.
    A meno che non sia un piatto in progressione:-)

    Rispondi
    • giovanni gagliardi

      Che dire? A me risultavano 13. L’ho anche assemblato personalmente il piatto. Mi sarò sbagliato.
      Comunque, prendo atto della precisazione.

      Ad Majora

      Rispondi
  6. giancarlo maffi

    gagliardi alla fine mi piacerebbe conoscerlo: 90% non mi trovo d’accordo con le sue rece. poi c’è quel dieci … il pigna m’ha fregato sui tempi e ieri a sera mi sono dimenticato di dirlo: anche per me il pasta e patate di nino di costanzo sarebbe stato il secondo fra i top. a questo punto bisogna dire che la lepre è arrivata ultima al granpremio di monaco : l’hanno presa e messa in padella ,povera.

    e quindi trattasi di DUCAZZ : non storpio il cognome per irriverenza : è un riconoscimento : quello, di impianti idraulici, ne ha , appunto , due 🙂

    Rispondi
  7. sararlo

    Idea divertente.
    Complimenti, Auguri e grazie per essere stato invitato in questa Seleçao goduriosa.

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  8. Filippo Presenti

    Complimenti assoluti per uno spazio sempre aggiornato e che regala emozioni e spunti per piccoli gastronomi innamorati!

    Rispondi
  9. The Dark Knife

    @ Rob78
    Il flop è un piatto de Le Quartier Français vero? Ma la rece non l’avete fatta perchè faceva troppo schifo il ristorante?

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  10. IlSommelierAlDente

    Che bella idea! Un divertissement corroborante e molto “estivo”..

    Certo che vedere piatti di chef che sono nella top 50 SanPellegrino nei FLOP fa riflettere non poco..

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  11. giancarlo maffi

    faccio la lepre io stavolta, con una prima lista – di cuochi- per aiutare chi arriverà all’ 80% , cosa da cui mi chiamo fuori , per pigrizia . una sola bottiglia di champagne è poca cosa e poi , cauzz, manco ci hai detto di che casa , per non parlare dei millesimi e dei degorgiamenti 🙂

    sultano- romito- troigros- bottura x 2 , uliassi x 2, adrià x2 – di costanzo – de leo – ducasse- bowerman-beck- bertolini – marchesi .

    il mio flop non ve lo scrivo ….

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  12. Giovanni Luca

    Buonasera e complimenti per la vostra passione,se nel caso vi troviate a Montalcino mi piacerebbe conoscervi. Sono Giovanniluca Di Pirro chef patron del ristorante al giardino Montalcino

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  13. capsy

    anche se in ritardo non posso esimermi da farvi un colossale augurio di un futuro foriero di gusto e simpatia come giustamente merita il vostro sforzo.
    capsy

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  14. velavale

    il top
    uno dei piccioni di parini sciegliete voi
    il flop
    tagliatelle cacio e pepe

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  15. angelo

    Auguri! Ad multos annos!! Vi seguo fin dalla prima uscita e vi apprezzo moltissimo. Solo un invito: dello stivale fa parte anche la Sardegna! Visto che i chilometri non vi spaventano, se talvolta veniste fino a qua’ non sarebbe una cosa sgradita…anche se non brilliamo di stelle e forchette in quantita’. Ciao!

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  16. Flavio

    Ciao, auguri e complimenti a tutti voi state facendo un’ eccellente lavoro….anche se i complimenti ve li avevo già fatti da tempo mi piace molto il format, peccato che il signor Angelini non abbia assaggiato la cervella probabilmente non l’avrebbe messa tra i flop….anche perchè è sempre brutto dare giudizi senza assaggiare.

    Con affetto, un abbraccio

    Flavio

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    • IlSommelierAlDente

      Hai ragione Flavio (perdonami se ti do’ de tu, ma ci conosciamo) bisognerebbe sempre assaggiare, ma con questo forse non ce l’avrei fatta.. L’aver giudicato “flop” la cervella non entra nel merito della bonta’ del piatto, quindi NON è un giudizio palatale ma solo visivo.. Probabilmente è una remora tutta mia ma non puoi negare che dal quel punto di vista non sia un piatto “estremo”, sicuramente buono, ma difficile da accettare visivamente…
      Pensa che, ironia della sorte, la mia seconda scelta come top era un’altro tuo piatto (che invece ho mangiato, e anche con grande piacere..).

      Rispondi
  17. alvigneto

    In ritardo pazzesco,scusate tanto ma come si dice dalle mie parti prima il dovere.Complimentoni a tutti quanti.Ciao e alla prossima .Vito.

    Rispondi
  18. Flavio

    Ciao Luciano!!!perdonami te, avevo rimosso il tuo vero nome…ormai siamo solo nick name:-)

    Sicuramente è un piatto estremo….ma solo alla vista l’avessi fatto fritto intero nessuno si accorgeva di niente….comunque nessun problema la mia era solo una precisazione senza polemica.

    A presto

    Flavio

    Rispondi
    • Il Guardiano del Faro

      Allora, voi due 😀

      Io il piatto l’ho visto , l’ho fotografato, l’ho mangiato e l’ho finito.
      Capisco da un lato l’inaffrontabilità psicologica espressa da Luciano, che pur fermandosi alle apparenze è stato così negativamente colpito come se a me alzassero una cloche con sotto un cobra in erezione. Lo capisco, vedere un cervello senza cranio può fare impressione, e forse mi devo prendere carico della potenza della foto, che la volevo espressiva come avrebbero fatto i guru della comunicazione visiva ma forse ho esagerato e ho danneggiato Flavio
      Dall’altra, la forza di questo piatto è straordinaria, e Flavio, alcune volte definito un cuoco tenue, un cuoco gentile, un cuoco quasi ruffiano per come cucina ma non come si pone qui ha fatto saltare gli schemi noti o presunti.
      Il piatto non è così tremendo, la materia ha una consistenza , una glassatura ed una salsa che preso singolarmente potrebbe valere in numeretti 17 rosso.
      E se qualche guru della critica l’avesse mangiato in Catalunya anche di più.
      Luciano, la lepre a cui fai riferimento nel pezzo no, per favore, non me la ricordare. Con quella però si arrivava fino in bagno, mentre è l’altro nella foto del flop che ho dovuto rifare direttamente nel piatto davanti ad almeno tre testimoni schifati.

      Dai Luciano, vieni giù a farti un bel cervello laccato al burro in salsa di carote e zenzero, dai, vieni giù , vedrai che ce la fai 😀

      Rispondi
  19. emanuele barbaresi

    Rob 78 ha ragione: il Sempreverde è un grande dolce, uno dei pochi davvero originali e con un senso assaggiati in Italia negli ultimi 20 anni.

    Un saluto e soprattutto tanti complimenti agli amici di Passione Gourmet, che si sono inventati qualcosa che in Italia di fatto non esisteva, quantomeno sul Web.

    Rispondi
    • Wow

      Posso chiederle a che cosa si riferisce quando parla del fatto che Passione Gourmet si è inventata qualcosa?

      Rispondi
    • emanuele barbaresi

      Semplice: un sito italiano interamente dedicato a recensioni di ristoranti, contrassegnato da una presenza significativa e non folcloristica di locali stranieri e regolato da un sistema di valutazione omogeneo (quantomeno nelle intenzioni: poi nella pratica la cosa è più difficile, ma questo è un problema con cui per definizione si scontra anche qualsiasi guida cartacea) non esisteva. Adesso invece esiste.

      Rispondi
    • Wow

      La ringrazio per la gentile risposta, che non mi trova del tutto d’accordo, ma ci sarà un’altra occasione più adatta, visto il compleanno del sito, per intraprendere un discorso sui meriti dei vari blog

      Rispondi
  20. azazel

    guarda da chi arrivano i complimenti e gli interventi (e non mi riferisco ai tuoi, che mi paiono sul ciglio del malanimo), dovrebbe bastare…

    Rispondi
    • Wow

      Io non ho fatto complimenti o critiche, ho semplicemente fatto una domanda per nulla polemica, spinta dalla curiosità. Se poi per lei mi devo accontentare degli elogi o degli auguri come risposta non c’è problema

      Rispondi
    • azazel

      non è per tirarmela, visto che al blog partecipo solo come ospite e non come associato, ma, per come la vedo io da ex utente, la commistione di cultura, umorismo, goliardia e competenza che si trova qui, unita al fatto che non sia un blog di marchettari, riesce ad accontentare molti appassionati senza suscitare invidie, proprio per non avere una deriva professionale. Io, da utente e senza conoscere chi scriveva, 8-9 mesi fa la pensavo così, ed ora sono contento di essere dall’altra parte.

      Rispondi
  21. catia saletti

    un semplice auguri puo’ andare bene?… in fin dei conti da bebe’ siete diventati dei ” grandi”… senza obblighi verso nessuno… ed e’ per questo che e’ sempre un piacere leggervi.. vabbe’ e la torta? le bollicine? dove sono.. ma che razza di compleanno!!!…:-)))

    Rispondi
  22. massisol

    “Ravioli alla Caprese. Rigonfi e bombati, sono straripanti di un ripieno che sembra lacerare da un momento all’altro il morbido impasto d’acqua e farina che a stento lo trattiene…”

    dopo una descrizione del genere nn rimane che mangiarne un secchio 🙂

    JOYEUX ANNIVERSAIRE

    Rispondi
  23. Luca Lionello

    Si dovrebbe pensare seriamente oggi di fondare una nuova ricerca nel campo filosofico. Magari è già accaduto ma ciò non fosse davvero sarebbe interessante. Curioso che una parte così importante della nostra vita come il cibo ancora non sia stato fatto oggetto di una trattazione filosofica che esca dai confini territoriali dei suoi addetti ai lavori. La fisiologia del gusto è un libro troppo datato e, sebbene interessante a livello storico, oggi andrebbe notevolmente rivisto ed ampliato. La gastronomia necessita di un impianto sistematico più preciso, forse un approccio strutturalista? Chi si prende la briga di stilare un manifesto per la degustazione ragionata ed in qualche modo scientifica di un piatto?
    Io non ho certo la vostra cultura gastronomica, tempo e denaro costa questa passione ed io non ho mai entrambe contemporaneamente.
    Tuttavia sono figlio di un gourmand e cucino da quando avevo 11 anni. E’ la mia passione che sfortunatamente ( o fortunatamente chi può dirlo?) non si è trasformata mai in professione.
    Qualche puntata nel mondo dell’haute cousine l’ho fatta nella mia vita. Devo dire che spesso e volentieri i grandi chefs brillano più per il loro egotismo che non per la sostanziale bontà dei loro piatti. Tecnicismi fini a se stessi: Vediamo se riesco a fare sei cotture diverse in un piatto…. Esercizi di arbitrio assoluto : beccati questa spuma di cappuccino al gorgonzola e vedi se osi lamentarti…
    Furbesche scopiazzature: a Bogotà un epigono di Ferran in una sussiegosissima cena composta di ventiquattro ” eventi” di una noia e di un raccarpiccio assoluti.
    Insomma anche nel mondo della haute cusine ci sono i Michelangelo come i Tapies ( senza nulla voler togliere a quest’ultimo che ineluttabilmente risulta meno comprensibile a chi non abbia una solida cultura alle spalle). Quello che mi chiedo è sino a che punto siano possibili gli “universali” in cucina? O forse non sono possibili affatto?
    Il gusto va educato: difficile comprendere e capire alcuni fondamentali come le ostriche, il quinto quarto, certi erborinati. etc. etc. la lista è lunga. Così sarebbe interessante capire quanto un grande chefs sia accessibile a tutti. Quanto la sua cucina sia “universale” . I piatti posso essere declinati dall’orrore più assoluto alla sublimità totale. Chi, per voi, tra gli chefs riesce in questa trasversalità assoluta? Quale piatto vince la palma del più accessibile tra tutti, dell’universale, della bontà totale e da tutti comprensibile?
    Dico questo perché tra gli chefs recensiti vi è quello che nella mia scala limitata e personale di valori ritengo in assoluto l’odierno Michelangelo della cucina. Ho già avuto modo di esprimere questo giudizio al tempo della vostra ultima recensione.
    Il concetto è semplice: chiunque beva vino riconosce un grande rispetto al mediocre ( anche se l’aneddotica a tal proposito è ricca di episodi tesi a dimostrare proprio il contrario).Anche per chi pochissimo capisce di cucina può dirsi lo stesso? Nella mia personalissima scala ( e ripeto, limitata) La palma va assolutamente ad Adrià, il tapiro d’oro a Thomas Keller. Dopo Ferran lo chef che nel 97 gestiva il Grill del Negresco a Nizza. Subito prima di Keller metto Heinz Beck. E via in un alternarsi di eccellenze ed insipienze. Furbetti ed onesti, geni e disastri. Purtroppo nessun tre stelle francese e moltissime lacune in Italia e nel mondo. Leggo tanta letteratura a proposito ma mai come in questo campo la grammatica vale nulla rispetto alla pratica…

    Rispondi
    • Alberto Cauzzi

      Davvero interessante il tuo contributo. Lo spunto di riflessione sulla cucina “universale” è davvero interessante. Tant’è che per risponderti dico che Pier Giorgio Parini per me è un cuoco “Universale”. La sua cucina è decifrabile per un ampio spettro di potenziali assuntori. La sua cucina ha una centralità gustativa formidabile, ha finezza, ha eleganza e, non ultimo, ha persistenza … come i grandi vini di Borgogna.
      Una curiosità … chi sono i tuoi preferiti in Italia ? ma sopratutto perchè ?
      Ciao, a presto

      Rispondi
  24. oloapmarchi

    Quale piatto vince la palma del più accessibile tra tutti, dell’universale, della bontà totale e da tutti comprensibile?
    la pizza margherita (non sto scherzando)
    oloap

    ps bell’idea il top e il flop

    Rispondi
  25. oloapmarchi

    penso alla pizza perché viene chiamata così in ogni lingua del mondo, nessuno la traduce e tutti usano un disco di pane con pomodoro e un similformaggio filante più tutto quello che passa loro la fantasia di cui sono dotati, è la sintesi dell’esperanto del piacere anche “manesco”. credo che la pizza sia più popolare dell’hamburger anche perché più gradita ai vegetariani. quanto al riso bollito non parlerei di squisitezza, è un prodotto di base, sfama ma non ho mai visto un gourmet fare pazzie per una ciotola di riso.
    la domanda parte dal concetto di bontà ed è stata posta in un blog golosissimo, non di aiuti agli affamati.
    oloap 🙂

    Rispondi
  26. Luca Lionello

    I miei orizzonti italiani sono davvero lacunosi… Più che una lacuna è un mare magnum dove emergono piccole isole. Mia moglie ama la cucina del territorio ( usiamo un eufemismo va!) quindi di puntate in Haute cusine se ne parla poco. Specialmente in Italia.
    Comunque: sicuramente il mio ristorante preferito è Zur Rose anche se devo confessare che da Zur Rose ci sono stato ormai quasi 15 anni fa, segue Marchesi. Da Marchesi ho mangiato tre volte in tre annate consecutive: la prima volta è stata una grande scoperta ( parliamo del 2006) la pulizia, il rigore la semplicità sono state una sorpresa notevole. Non mi aspettavo niente da Marchesi, studiando il suo testo di cucina mi ero fatto un’idea totalmente sbagliata della sua cucina. Il dripping ed il risotto alla barbabietola valgono un viaggio. La seconda un po ti annoi, la terza ti chiedi perché tornarci. La colpa è tuttavia del fatto che l’ospite che mi ha invitato tre volte ha scelto nel menù alcune banalità come la cotoletta che, per quanto buona e perfetta nel suo “cubismo”, risulta poi forse un po troppo asettica, sterile, lontanissima dal quel tesoro di nervi grasso e magro, differenti consistenze e profumi che è la vera cotoletta milanese con tanto di osso da spolpare con le mani.O il risotto foglia d’oro che è piuttosto banale. Mi è piaciuto anche Gennarino e perdonatemi se non ricordo la località in costiera amalfitana, sede del pranzo di nozze del matrimonio di due cari amici. St. Hubertus a san Cassiano anche se non ricordo nulla di particolarmente stratosferico. A scendere ma parecchi gradini in basso : Bottura, enoteca Pinchiorri, La pergola dell’Hilton a Roma, e tanti altri furbetti, magniloquenti, egotici, sino a perdere i confini della decenza. Di moltissimi di loro non ricordo neanche il nome tanta l’insipienza e la noia. Difficilmente la ristorazione media i Italia è accettabile, quasi sempre di una tristezza infinita cosa che ti scoraggia dall’andare fuori più di tanto specialmente se ti piace cucinare e ricevere. Specialmente a Bologna dove i locali decenti si contano sulle dita di meno di mezza mano ed anche loro con grossissimi difetti. Primi fra tutti il rumore, la calca e la spiacevolezza di locali angusti e scomodi.
    Fuori dall’Italia già si definiscono degli standard differenti. Londra è una città straordinaria da questo punto di vista ( molto più frequentata di Parigi, capisco che anche questa è una lacuna ma è così) Veeraswamy, Chutney Mary, due punte altissime nella moderna cucina Indiana. Un piccolo ristorante cinese di cui non ricordo il nome e che purtroppo credo abbia chiuso, dietro a Sloane square dove ho fatto una delle cene più assolutamente memorabili della mia vita : menù scelto dallo chef in un alternarsi perfetto di una trentina di minimi piatti dove tutte le consistenze ed i profumi dell’altissima cucina cinese ci son stati presentati. E poi ci sono gli USA dove tutto viene reinventato di continuo con risultati spesso sorprendenti. In questo momento a Miami Michelle Bernstein e Michael Schwartz praticamente uno di fronte all’altro sono due animatori molto interessanti anche se non sempre costanti . A Washington Michel Richard con Citronelle ma anche Zaytinia, sebbene sia un locale molto più semplice riesce ad essere sempre diverso e sorprendente ogni volta che ci ritorno. A S. Francisco the Slanted Door , Aubergine, Gary Danko. A New Orleans Stella! o Bayona…

    Rispondi
  27. azazel

    in questi giorni si parla molto del ritorno di mucca pazza. Avremo portato un po’ di sfiga???

    Rispondi
  28. L’ A r c a n t e

    […] qualcuno, non uno qualunque, è tra i piatti dell’anno (vedi Passione Gourmet); Per molti, moltissimi, il piatto della quotidiana proposta culinaria caprese, per me a dirla […]

    Rispondi
  29. giogio

    il flop di quest’anno”’????
    canavacciuolo…lago d’orta. un riso di mare con gamberi crudi che sapeva di …..rumenta.

    rispedito in cucina e senza alcun commento da parte dello stellato chef che forse pensava di aver di fronte una incompetente……Bontà sua, ma delusione grandissima

    Rispondi

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