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16/20 Valutazione

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Recensione ristorante.
La meravigliosa baia di Mont-St-Michel offre colpi d’occhio spettacolari ed emozionanti ovunque la si contempli. Dalla stupenda cittadella con la sua storica abbazia, schiava delle capricciose maree, alla magnifica Corniche che porta a St.Malo gli angoli dove fermarsi per un attimo a ritemprarsi e riconsiderare le priorità della vita sono innumerevoli.
Gli scorci dove ammirare al largo i parcs a huitres (i vivai dove vengono allevate le famose ostriche) ed intravedere, come un miraggio, in lontananza il famoso mont sono infatti una palestra per lo spirito.
Sulla strada, poco dopo aver scavallato il confine con la Bretagna, c’è il villaggio di Cancale, patria di uno dei più grandi chef di Francia: Olivier Roellinger. La Maison de Bricourt, teatro delle sue gesta, ha chiuso l’anno scorso. Nel 2008 a poco più di cinquant’anni lo chef, sempre presente a cucinare ad ogni servizio, ha scelto di ritirarsi per amministrare meglio la propria vita ed il piccolo impero che ha creato.

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In una delle ville che lo compongono, Chateaux Richeux, situata in una frazione qualche chilometro prima del paesino, St Meloir des Ondes, viene ospitato Le Coquillage, già bistrotBistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli... di mare ed ora promosso a ristorante principale, depositario in parte dell’anima gastronomica che ha reso leggendario lo chef ed affidato ora a Jerome Aumont. La villa è situata in un curatissimo parco prospiciente il mare. Da alcuni tavoli(non tutti) delle due sale del ristorante è possibile disporre di una vista mozzafiato sulla natura circostante. Il servizio è cordiale e premuroso, a tratti un po’ ingessato, ma molto efficiente. I menù sono diversi e per tutte le tasche. La mia scelta è stata le”aventures maritimes O.Roellinger”(euro 90) che ripropone le creazioni ormai famose in tutto il globo del grande chef.
Mitica davvero, e non abuso del termine, la ricerca sulle spezie e sui melanges che sono(erano) una delle caratteristiche della cucina della Maison. Così importanti e significative che nel menù c’è un’apposita pagina di ringraziamenti per coloro che le colgono e le lavorano.

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Dalla ricca ed ampia carta dei vini il compagno di viaggio stavolta è un Puligny-Montrachet “les Perrières” 2003 di Etienne Sauzet molto minerale.

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Gli amuse-bouche

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sono una squisita sablèe con crema di sardine, gamberetti con pepe e burro su crostini di pane (questi ultimi non ottimali riguardo a fragranza) e due freschissime vongole con una crema wasabiEutrema japonicum, conosciuta comunemente come wasabi o anche con il nome di ravanello giapponese, è una pianta di origine giapponese appartenente alla famiglia delle Brassicacee (o Crocifere). La pianta cresce spontaneamente in vicinanza dei fiumi in zone fredde del Giappone, come per esempio in montagna o nelle valli in quota. Dal rizoma di Eutrema japonicum si ottiene una pasta di... molto ben stemperata.
Si comincia con una Araignee de mer

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et vinaigrettePer vinaigrette si intende una miscela di sale, olio e aceto. Viene utilizzata come condimento per insalate, piatti di verdure crude o cotte e alcune varietà di pesce. In generale si prepara con 2/3 di olio e 1/3 di aceto e l'eventuale aggiunta degli altri ingredienti a piacere (senape, pepe, vino bianco o aceto balsamico). Per una buona riuscita della... flibustiere”poudre alizes”.La carne della granseola unita ad erba cipollina, avocado e cetriolo per dare freschezza è accompagnata da una notevolissima vinaigrette (fatta con uova e carcassa del crostaceo) e da un chutney di pomodoro cipolla ed aceto. A guarnire, anche coreograficamente, una polvere di zenzeroLo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie..., pepe e mostarda che aggiunge un elegante tocco di vivacità ad un piatto di grande delicatezza.
Les huitres tiedes

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mes morilles à la creme, les pommes de terres nouvelle et “l’huile muscadèe” è un piatto più gourmandPersona amante della buona tavola, in particolare delle preparazioni di stampo classico, un cultore della gola. Ghiottone.... che elegante. Le spugnole ,in una salsa al vino bianco con olio alla noce moscata, con l’amido della patata novella sono dall’altra parte della bilancia rispetto allo iodato dell’ostrica. Qui l’equilibrio non è giocato sui toni della delicatezza,piuttosto su quelli di una più rustica golosità. Notevole la salsa delle spugnole.
L’Homard au cacao(fuori menù)

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piment et xeres è un altro storico cavallo di battaglia. Qualità e cottura dell’astice sono da manuale, contrappunto acido formato da una Chutney di Saint-Malo a base di ananas, mela, pera ed uva passa la cui persistenza è prolungata dalla julienne di zucchine con soia.Peccato che la salsa allo xeres non sia molto legata.Il cacao può essere considerato orpello ornamentale. Il suo tono amaro non aggiunge granché alla presentazione.
Le bar en cuisson douce,

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matignon de lègumes de printemps et parfums de sureau vede protagonista una classica e gustosa spigola cotta al vapore accompagnata da cavolfiore, asparagi, carote la cui salsa è arricchita da una nota lievemente acida di sciroppo di fiori di sambucoIl sambuco è un genere di piante tradizionalmente ascritto alla famiglia delle Caprifoliacee, che la moderna classificazione filogenetica colloca nella famiglia Adoxaceae. I fiori del sambuco trovano impiego in erboristeria per la loro azione diaforetica. Con i fiori è possibile fare uno sciroppo, da diluire poi con acqua, ottenendo una bevanda dissetante che è molto usata in Tirolo, in Carnia....Dal carrello dei formaggi

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una selezione di tome britanniche e normanne di livello. Ricordiamo

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un ottimo tomme de hirel ed un blue bellevue (latte vaccino)del caseificio Darley ed uno squisito pont l’eveque oltre ai classici camembert e livarot accompagnati da chutney di Saint-Malo(già citata),un vinaigre celtique epicè(succo di pomodoro,aceto di cidro e spezie).
Dalla roulante des gourmandises

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ecco i profiteroles con cioccolato e gelato alla vaniglia,una millefoglie alla vaniglia ed un Paris-Brest con pistacchio e nocciole

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classici,non molto elaborati e ben eseguiti.
A chiudere il grog des Iles

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una bevanda defatigante a base di rum,bucce d’arancia,vaniglia,zenzero,noce moscata,chiodi di garofano,cannella ed un’ancor più digestiva infusione O.R

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a base di finocchio,aneto,cumino e verbena.
In una giornata difficile dà sollievo immaginarsi seduti ad uno di questi tavoli o fuori a sorseggiare una bevanda e contemplare l’infinita bellezza della natura, dimentichi di tutto.

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il pregio : Una notevole cucina di mare declinata in modo delicato e personale.

il difetto : Non essere arrivato in tempo per gustare la vera cucina di Roellinger 😉

Le Coquillage
Route du Mont St-Michel.St Meloir des Ondes.
Cancale – Bretagna
Sempre aperto.
Tel.+33 (0)299892525
Menù da 26 euro(menù marin,servito a pranzo infrasettimanalmente),54 euro,62 euro,e 90 euro(aventures maritimes O.R.)

http://www.maisons-de-bricourt.com

Visitato nel mese di Maggio 2010

Una boulangerie nel bosco…

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Visualizzazione ingrandita della mappa

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Norbert

9 Risposte

  1. giancarlo maffi

    correva il 98 /99 . il db era ancora il 7 . viaggio notturno bergamo -cancale con arrivo alle 10. stravolti ma un paio di fantastiche confitures ,pani meravigliosi e caffe’ buonissimo ci rimisero in piedi ,quantomeno per una passeggiata .
    completamente intronati mangiammo qualcosina a mezzogiorno, poi andammo a dormire ( trombatina compresa) fino all’ora di cena, dove roellinger mi fece capire che i francesi saranno pure stronzi ( lui no per la verita’ ) ma anche bravissimi. restammo li’ tre giorni ,mangiando tutto il menu’ dei due ristoranti ( almeno mi ricordo di due ). avevamo previsto 5 giorni in giro ma i tre della maison de bricout mi bruciarono tutto il budget. tornammo prima e la benzina basto’ appena.
    MA CHE FELICITA’!!!!

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    • Il Guardiano del Faro

      Eh, si… cose che capitano a Cancale. Cominciai a frequentarlo nel 1987 e la storia si è ripetuta altre volte in anni successivi. Arrivi su dopo una strada infinita e con mille propositi, invece poi, che sia stato come agli inizi a les Rimains o in seguito a Chateau Richeux ma per pranzi e cene l’indirizzo era sempre lo stesso : Bricourt. Merci Olivier, il ristorante del cuore, insuperato.

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    • azazel

      andammo a dormire (trombatina compresa)…letteralmente avete ciulato nel sonno? FENOMENI!!!
      ps i francesi saranno stronzi ma ieri sera ci han proprio fatto godere!! MEXICO MEXICO RA RA RA

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  2. Antonio Scuteri

    Bene bene. Fra quelche settimana soggiornerò nell’hotel, quindi la visita a Le Coquillage era già in programma. Altre tavole da consigliare in zona?

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    • norbert
      norbert

      Ero di stanza a Bayeux che dista una buona oretta e mezzo da Cancale,ma se ti va di vedere anche un pezzo di storia con le spiagge dello sbarco in Normandia ho provato un bistrot niente male in una stradina del paese che si chiama la Rapière.
      Ultraclassico e con un servizio cordiale e sorridente come pochi…..

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  3. giancarlo maffi

    visto che stranamente ho un momento di “positiva celebrita’ ” qui da voi, ne approfitto e vi suggerisco di andare a leggere l’ultimo in quanto odierno pezzo del G.D.F. sul mio sito di riferimento ,dove me ne sono inventata una che potrebbe piacervi : se scrivete un commento e il vostro numero preferito da uno a cento avrete in regalo una dispensa sui vini che andiamo ad organizzare con dedica personale del guardiano.

    che si fa per raccogliere un po’ di commenti :-))

    e comunque a me pare una bella idea ,da tenere in libreria : la carta e’ sempre la carta…

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  4. Fabrizio

    Cancale, la maison de Bricourt, 25 Aprile e 25 °C ventoso, quel giardino finto selvaggio e quella cena di cui mi ricordo vividamente le spezie e le salse ma anche la mancanza di whisky torbati per concludere. A pranzo eravamo a St. Brieuc… il giorno dopo in Borgogna a Gevrey con visita da Claude D.
    Vita a bestie! direbbe un amico. 🙂

    La memoria torna però a Cancale e lì resta.

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